Dai comuni

Mag 1 • Dai Comuni, Prima Pagina • 228 Views • Commenti disabilitati su Dai comuni

Losone

Servizio anziani soli

ll Servizio anziani soli del comune di Losone aiuta le persone a uscire dall’isolamento e restare in salute.

Una recente ricerca di Pro Senectute ha reso noto che in Svizzera il 25% degli over 65 si sente solo, e la percentuale sale al 37% al di sopra degli 85 anni. La solitudine è, prima di tutto, uno stato mentale che influisce anche sulla qualità di vita: chi si sente solo è spesso anche depresso e ansioso.

In età avanzata, la solitudine porta a volte a un declino cognitivo più rapido, con la tendenza a trascurarsi anche fisicamente. D’altra parte, con l’aspettativa di vita che aumenta – oltre 82 anni per gli uomini e quasi 86 per le donne, secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica riferiti all’anno 2024 – rimanere al domicilio quanto più possibile è una soluzione sempre più praticata sia per una questione di costi che per evidenti benefici emozionali. Scelta che implica però una rete di sostegno adeguata, che includa servizi sociali e cure a domicilio, senza trascurare le relazioni.

Responsabili per Losone sono Elena Balzano e Ivana Miletic, assistenti sociali del comune.

Per chi ha più di 75 anni e vive da solo, nel comune di Losone è attivo il Servizio anziani soli, cui attualmente hanno aderito 32 persone.

Al compimento dei 75 anni, viene spedita una lettera di invito per organizzare un incontro conoscitivo con l’assistente sociale e l’agente di quartiere, Graziano Santini. A chi non ha risposto prima, l’invito è rinnovato anche a 78 anni e poi a cadenza biennale. La persona può aderire rispondendo per iscritto o telefonando.

Uno degli scopi principali è dare un volto all’istituzione comunale: conoscere le persone di riferimento del comune – assistente sociale e agente di quartiere della polizia comunale – che si possono contattare sia per avere informazioni generiche sia in caso di bisogno.

Il primo incontro si svolge a casa, dove spesso è presente anche un familiare. Vengono raccolte notizie su vita e salute della persona e si forniscono informazioni sui servizi del comune e di altre associazioni. In questa occasione (ma anche successivamente) si può decidere l’attivazione delle visite a domicilio dell’agente di quartiere, che servono ad accertarsi che tutto proceda bene e in cui non mancano mai quattro chiacchiere, non di rado in dialetto.

Da parte del comune si offre aiuto nella gestione burocratica o nell’attivazione di servizi a domicilio, erogati da associazioni operanti sul territorio nell’ambito della salute o del ménage quotidiano.

Alcuni chiedono consigli per frequentare un centro diurno o altre attività sociali.

Se emergono situazioni critiche, ma non vi è collaborazione da parte dell’utente, si fa una segnalazione e il caso passa all’Autorità regionale di protezione (ARP), che valuta se attivare misure di protezione. Anche a Losone è presente un ufficio ARP, che in futuro però sarà sostituito dalle Preture di protezione di competenza cantonale, come è stato recentemente approvato in Gran Consiglio.

Presso il comune è attiva anche l’agenzia AVS che si occupa di alcuni aspetti importanti anche per la terza età.

L’agenzia AVS gestisce anche le richieste di contributi alle spese funerarie, nel caso in cui non ci siano risorse sufficienti in seno alla famiglia.

In questo lavoro di supporto alla terza età, un ruolo chiave lo rivestono le numerose associazioni di volontariato e i vari enti costituiti da professionisti del settore.

Tra questi, per citarne solo alcuni, Pro Senectute Ticino e Moesano, che si rivolge esclusivamente a chi ha una rendita AVS. «Forniscono servizi importanti,» – spiega Balzano – «come pasti a domicilio, servizio di podologia, corsi, vacanze e tanto altro. Gestiscono anche tre centri diurni del Locarnese a: Tenero, Solduno-Locarno, Ascona e uno a Muralto specializzato per le persone affette da Alzheimer o patologie correlate.

Ci sono tante realtà che si interessano a questa fascia d’età. Recentemente è nata l’associazione Nevód (nipote in dialetto). Offre assistenza a domicilio a pagamento e ha come missione lo sviluppo dei contatti intergenerazionali».

Per restare ancora nel comune, durante l’anno ci sono numerose occasioni di socializzazione aperte a tutti. Solitamente dopo Pasqua, il Gruppo mamme invita i Losonesi over76 anni al pranzo di primavera: un evento molto apprezzato, che ha il sostegno di comune, Legato Tre Squadre del Basso Losone e Patriziato.

Per Natale, inoltre, il comune da molti anni consegna un dono con gli auguri del municipio ai domiciliati over 80 anni residenti a casa propria o in casa anziani. Stessa cosa fa il patriziato per i patrizi di Losone over 75.

Grazie alla disponibilità di alcuni volontari della parrocchia, tutti i lunedì pomeriggio dalle 14:00 alle 16:00 al Centro La Torre si svolge «Quattro chiacchiere e un caffè», momento di ritrovo a cui si può partecipare senza annunciarsi per giocare a carte, lavorare a maglia o all’uncinetto, fare lavoretti di bricolage o semplicemente trascorrere qualche ora in compagnia.

Diverse poi le tombole nel corso dell’anno, in Casa Patrizia o al Centro La Torre, organizzate rispettivamente da Gruppo mamme e parrocchia.

Azioni fondamentali per favorire la salute e la socialità, se fatte in compagnia, sono poi anche le passeggiate nella natura e la partecipazione a corsi mirati di ginnastica e altre attività motorie, come viene ben spiegato nell’articolo successivo.

Stabilire relazioni sociali è un bisogno profondo delle persone, iscritto nel nostro DNA. La solitudine può pesare come una cappa invisibile, ma spezzarla è spesso più semplice di quanto si pensi: a volte basta un piccolo gesto come prendere un caffè fuori casa o la decisione di partecipare a un’attività che ci appassiona.

Incontri, gite organizzate, attività di volontariato, ogni esperienza può essere un’opportunità per arricchire la propria vita e quella degli altri. Solo così possiamo davvero migliorare il nostro benessere, sia fisico che mentale, e scoprire che la salute e la felicità si nutrono anche di legami. Perché, in fondo, la vera ricchezza è poter scegliere di usare il nostro tempo nella maniera che più ci soddisfa e farlo possibilmente in compagnia.

FRG

A Losone i BoxUp favoriscono la condivisione e la cultura del riuso

Un sistema innovativo di armadietti connessi in rete, con attrezzature sportive e giochi da usare gratuitamente, in tre luoghi di aggregazione di Losone

Da qualche settimana al Meriggio, nel giardino dell’Istituto scolastico e di fronte alla Casa comunale di Losone sono comparsi i BoxUp. Si tratta di un sistema innovativo di armadietti intelligenti rossi e blu, connessi in rete e pensati per favorire la condivisione di attrezzature sportive e ricreative come palloni, racchette, frisbee o giochi per bambini.

Una soluzione pratica e sostenibile all’insegna dell’innovazione tecnologica, che permette a chiunque di accedere a materiali per lo sport e il tempo libero in modo semplice, gratuito e digitale. L’accesso avviene esclusivamente tramite l’app BoxUp, disponibile per smartphone (iOS e Android).

Il servizio è completamente gratuito grazie al comune e al patriziato di Losone e al sostegno del cantone, che in questo modo vogliono continuare a promuovere il benessere e il senso di comunità dei cittadini.

Iniziative come i BoxUp favoriscono anche la cultura del riutilizzo e della condivisione, per ridurre il consumo di risorse e l’impatto ambientale. La loro presenza sul territorio inoltre facilita l’aggregazione e la socializzazione, incoraggiando le persone a praticare insieme sport e attività all’aria aperta.

Come usare i BoxUp

  1. Scarica l’app BoxUp
    1. Sullo smartphone scarica l’app «BoxUp» dallo store (Google Play o App Store).
    1. Crea un account con nome, cognome, e‑mail e telefono.
    1. L’accesso è gratuito, ma è necessaria la scansione di un documento.
  2. Trova il BoxUp giusto
    1. Apri l’app e vai nella sezione «Mappa» o «Posizioni».
    1. Scegli il BoxUp collegato all’impianto che intendi usare (ad esempio scuola elementare, Meriggio o Comune di Losone).
    1. Controlla se l’armadietto è libero e quali attrezzature contiene.
  3. Apri l’armadietto e prendi l’attrezzatura
    1. Tocca l’icona del BoxUp che vuoi usare e premi «Apri box».
    1. L’app genera un comando che sblocca l’armadietto.
    1. Prendi solo l’attrezzatura necessaria per l’attività prevista.
    1. L’uso in sede è gratuito per un massimo di 3 ore.
  4. Rispetta le regole
    1. Quando hai finito, rimetti al suo posto l’attrezzatura in modo che altri possano usarla.
    1. Non mettere o lasciare nell’armadietto nessun altro oggetto che non faccia parte delle attrezzature del BoxUp.
    1. Non portare via l’attrezzatura dalla zona dove si trova l’armadietto.
  5. Chiudi il box e chiudi la sessione
    1. Chiudi bene l’armadietto solamente dopo aver restituito il materiale.
    1. Se nell’app compare «Fine uso» o «Chiudi sessione», seleziona l’opzione corrispondente.

Progetto #RiparaLo a Losone: appuntamento di maggio

Il Comune di Losone propone alla popolazione una consulenza gratuita, a cadenza mensile, per aggiustare piccoli apparecchi elettrici al Centro La Torre.

Lunedì 18 maggio 2026 al Centro La Torre dalle ore 14.00 alle ore 16.00 si terrà il consueto appuntamento mensile del progetto #RiparaLo. Un riparatore esperto, residente nel Comune di Losone, sarà a disposizione per proporre un primo parere su piccoli elettrodomestici rotti.

#RiparaLo propone un calendario di appuntamenti mensili: 18 maggio, 22 giugno.

#RiparaLo si svolge contemporaneamente a «4 chiacchiere e un caffè», incontro promosso da alcuni anni dal Gruppo Accoglienza, che tutti i lunedì pomeriggio (ore 14:00-16:00) apre le porte del Centro La Torre a tutte le persone, che vogliono trascorrere un momento conviviale, chiacchierando, giocando a carte o realizzando piccoli lavoretti manuali.

Mendrisio

Il Museo Vincenzo Vela inaugura la mostra Bertille Bak. Voci dalla terra

26 aprile 2026- 10 gennaio 2027

Il 25 aprile 2026, alle ore 17.00, il Museo Vincenzo Vela ha inaugurato la sua stagione primaverile con una mostra dedicata a Bertille Bak (*1983), prima personale dell’artista francese in un’istituzione museale svizzera. Il progetto conferma l’attenzione del Museo verso le pratiche artistiche contemporanee e il dialogo tra linguaggi attuali e patrimonio storico.

Realizzata in stretta collaborazione con Bertille Bak e curata dalla direttrice del Museo Antonia Nessi, l’esposizione pone in dialogo opere recenti dell’artista con la collezione del museo, in particolare con Le vittime del lavoro (1882-83) di Vincenzo Vela.

Attraverso video, disegni e installazioni, Bertille Bak mette in luce alcune delle problematiche più urgenti del mondo del lavoro contemporaneo. Le sue opere esplorano fenomeni legati allo sfruttamento e alle contraddizioni della globalizzazione: dal lavoro minorile nelle miniere (Mineur Mineur, 2022) alle logiche paradossali del commercio mondiale (Boussa from the Netherlands, 2017) fino alle implicazioni ecologiche e sociali dell’industria floricola (Nature Morte, 2023).

Al centro della ricerca di Bertille Bak vi è l’essere umano e l’incontro con comunità spesso marginalizzate o rese invisibili. L’artista sviluppa i suoi progetti instaurando una relazione empatica con gruppi sociali specifici, condividendone temporaneamente la quotidianità e coinvolgendoli nel processo creativo. La pratica di Bak si distingue per una particolare combinazione di realismo e invenzione. Attraverso strategie visive che combinano assurdità, parodia e immaginazione, l’artista costruisce vere e proprie «favole contemporanee»: racconti in cui il quotidiano viene reinventato e in cui emergono, accanto alla durezza di alcune realtà, forme di resistenza poetica. Lontana da ogni atteggiamento pietistico o didascalico, la sua opera offre alle persone coinvolte la possibilità di raccontare sé stesse in modo inatteso, talvolta sovversivo o autoironico.

Le opere di Bertille Bak trovano una particolare risonanza con la celebre opera Le vittime del lavoro di Vincenzo Vela che lo scultore ticinese realizzò come uno dei primi monumenti europei dedicati alla classe operaia, commemorando i lavoratori morti durante la costruzione del traforo del Gottardo (1872– 1882). «A più di un secolo di distanza, e nonostante la conquista di alcuni fondamentali diritti sociali, troppe “vittime del lavoro” sono ancora drammaticamente strette negli ingranaggi della macchina sfruttatrice e nel sistema globalizzato e digitalizzato del mondo contemporaneo» (Antonia Nessi, dal testo introduttivo della pubblicazione).

In parallelo alla mostra, il museo propone un approfondimento dedicato al traforo del San Gottardo. Il focus presenta opere, testimonianze e materiali legati sia all’altorilievo veliano sia alla costruzione della galleria alpina, provenienti da musei e archivi pubblici e privati. Il percorso è arricchito da una selezione di fotografie storiche dedicate alla ferrovia del Gottardo, tra cui le celebri Photographische Ansichten der Gotthardbahn (ca. 1881-82) di Adolphe Braun.

In occasione della mostra è edita una pubblicazione, a cura di Antonia Nessi, con testi (in italiano, francese, inglese) dell’artista Mohamed El Khatib e della curatrice.

La mostra è accompagnata da diverse attività di mediazione, visite guidate ed incontri pubblici transdisciplinari.

Comments are closed.

« »