Comitato cantonale: dopo le positive Elezioni federali la parola d’ordine è «Chiesa a Berna e tutti a lavorare, lavorare, lavorare!»

Nov 18 • Prima Pagina • 93 Views • Commenti disabilitati su Comitato cantonale: dopo le positive Elezioni federali la parola d’ordine è «Chiesa a Berna e tutti a lavorare, lavorare, lavorare!»

Alla riunione del comitato cantonale UDC dello scorso 7 novembre a Bellinzona, in presenza del presidente nazionale nonché candidato agli Stati Marco Chiesa, il partito ha tirato le somme di un anno elettorale estremamente positivo. L’UDC cantonale, in linea con quella nazionale, ha fatto un balzo in avanti importante. In Ticino cresce il partito e conserva la forza della destra che, assieme alla Lega dei Ticinesi guadagna un seggio al Consiglio nazionale. Il presidente cantonale auspica un nuovo slancio del partito nel contribuire a creare la nuova generazione di politici che sarà chiamata domani a condurre il partito. Ma ora, tutti alle urne per Marco Chiesa agli Stati!  Per il presidente cantonale Piero Marchesi, questo comitato cantonale è tra i più belli della sua vita: l’UDC ha vinto le ultime elezioni, crescendo sensibilmente non solo a Berna, ma anche e soprattutto in Ticino. Il popolo ha premiato il grande lavoro svolto dal partito, che ha saputo interpretare e tutelare la volontà popolare con ragionevolezza in molti campi politici: la difesa del ceto medio, la gestione ragionevole delle finanze pubbliche, ma anche nei temi federali come l’immigrazione, l’asilo, un approvvigionamento energetico sicuro ed economico, e nella tutela dell’indipendenza e della neutralità della Svizzera.  Le cifre parlano da sè: alle recenti elezioni cantonali l’UDC è passata dal 6,7% al 10,3% (+3,5%). Alle elezioni federali l’UDC ha aumentato del 3,4% i voti, raggiungendo il 15,1%. In Ticino, l’UDC è diventata il terzo partito, dopo PLR e Il Centro. Assieme alla Lega dei Ticinesi e all’UDF ha conservato la forza della destra, malgrado i tentativi di alcuni di mettere in dubbio l’accordo con la Lega, confermando invece, che uniti si vince. L’entusiasmo della base si è riflettuto nelle varie liste presentate alle federali: quella principale, Giovani, Donne, Artigiani e Imprenditori, e Agrari che hanno contribuito al successo (https://udc-ti.ch/i-nostri-candidati/). Marchesi ha ringraziato le candidate e i candidati e chi ha lavorato dietro le quinte, in particolare Alain Bühler con il suo team che ha gestito la campagna elettorale. Si è congratulato con Raide Bassi che subentra in Gran Consiglio a Paolo Pamini eletto in Consiglio nazionale assieme a Piero Marchesi. Il prossimo passo da effettuare è di sostenere Marco Chiesa come rappresentante per l’area Lega – UDC e UDF per il Consiglio degli Stati. Al primo turno per il Consiglio agli Stati ha raggiunto un impressionante risultato, primo in quasi tutti i comuni, con un vantaggio di circa 10’000 voti sul secondo candidato. Marco Chiesa rappresenta gli interessi di gran parte dei ticinesi: No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti, Stop al caos nel settore dell’asilo, Sì a un approvvigionamento elettrico affidabile ed economicamente sostenibile, Sì a una Svizzera sovrana e indipendente, sostegno alle PMI e sempre, prima gli Svizzeri. Il Ticino ha bisogno di lui, e lui ha bisogno del sostegno dei Ticinesi al ballottaggio.  Marco Chiesa ha ribadito che il suo impegno politico nasce dall’amore alla Svizzera e al Ticino.  «Non siamo politicamente corretti,» ha sottolineato, «ma diciamo quali sono i problemi e quali le soluzioni. La correttezza politica la lasciamo agli altri!». Marco Chiesa è il rappresentante dell’area di destra, come ha sottolineato il capogruppo Sergio Morisoli. Il leghismo non è per niente morto, la Lega è e resta l’alleato per eccellenza dell’UDC per portare avanti dei progetti politici cari alla gente. La squadra dell’area di destra ha vinto 7 volte alle urne negli ultimi anni, partendo da «Prima i Nostri» al prolungamento dei tempi per la raccolta firme, fino al freno della spesa statale.   Le prossime sfide non saranno solo le elezioni comunali ad aprile ma, vista la crescita dell’UDC a tutti i livelli, anche una riorganizzazione del partito, che dovrà svolgersi nei prossimi 12-18 mesi. Bisognerà rafforzare gli organi, migliorare l’efficienza del segretariato e la comunicazione. Va pure fatta una riflessione sulla presidenza: dare nuove prospettive e individuare i nuovi leader per i prossimi 4-8 anni. Bisognerà anche coinvolgere i non eletti, le persone che hanno voglia e passione di impegnarsi (Ginnasio LiberalConservatore, comitati cantonali, gruppi di lavoro, ecc.). Essere il primo partito in Svizzera e ora avere un ruolo di rilievo anche in Ticino, non è un punto di arrivo, ma una responsabilità che va presa sul serio. L’UDC non deve fare gli errori fatti da altri, deve continuare con forza e motivazione a fare opposizione costruttiva laddove serva ad essere elemento di traino della politica sui temi cardine del partito, che sono spesso avallati dalle urne quando il popolo è interpellato.

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