Antidemocratica politica segreta UE nella Berna federale: Pro Svizzera non ci sta!

Nov 18 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 145 Views • Commenti disabilitati su Antidemocratica politica segreta UE nella Berna federale: Pro Svizzera non ci sta!

Lauterbrunnen, 8 novembre 2023 – Apparentemente, la maggioranza del Consiglio federale non è disposta a salvaguardare o difendere gli interessi della Svizzera nei confronti della Commissione europea. I sindacati hanno recentemente rilevato che il Consiglio federale intende cedere il mercato del lavoro svizzero all’UE: in futuro sarà Bruxelles a determinare lo status giuridico delle nostre lavoratrici e dei nostri lavoratori. Non dimentichiamo che l’UE non vuole altro che la completa libera circolazione delle persone. Vuole costringere la Svizzera ad adottare la direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE. Ciò significherebbe che i cittadini dell’UE sarebbero trattati alla stessa stregua dei cittadini svizzeri, non da ultimo in termini di previdenza sociale svizzera. Di conseguenza, l’immigrazione rovinosa dell’UE nel sistema di previdenza sociale aumenterebbe ancora di più.

Inoltre, il Consiglio federale sembra voler accettare la Corte di giustizia dell’UE come tribunale di ultima istanza per la legislazione federale e per le controversie tra la Svizzera e l’UE. I pagamenti regolari di miliardi a Bruxelles dimostrano la natura dell’auspicata integrazione nell’UE. La Svizzera sta per diventare una colonia dell’UE.

Intollerabile politica segreta

I media riferiscono che tra il governo svizzero e la Commissione UE è in corso una vera e propria diplomazia segreta con accordi occulti. Come previsto, gli euroturbo stanno saltando fuori dalla tomba dopo le elezioni federali e sono pronti a svendere all’UE la nostra sovranità, la nostra indipendenza, la nostra democrazia diretta e la nostra prosperità. Pro Svizzera condanna fermamente l’operato antidemocratico della Berna federale. Pro Svizzera esige dal Consiglio federale piena trasparenza e la rinuncia a queste macchinazioni antisvizzere dietro le quinte.

Pro Svizzera si oppone alla sottomissione

Pro Svizzera si opporrà con tutte le forze a qualsiasi legame istituzionale. Pro Svizzera è convinta che il popolo svizzero non accetterà mai una sottomissione all’UE.

Pro Svizzera ribadisce con forza le sue richieste del giugno 2023:

  • la Corte di giustizia dell’UE rimane l’autorità decisionale finale nella risoluzione delle controversie. Poiché la Corte di giustizia dell’UE decide sempre nell’interesse del diritto UE, ciò significa per la Svizzera la sottomissione a giudici stranieri;
  • l’UE vuole l’«adozione dinamica», leggi «automatica», di qualsiasi nuovo diritto comunitario. In questo modo si elimina di fatto la democrazia diretta e la Svizzera adotta il diritto straniero;
  • l’UE esige dalla Svizzera regolari pagamenti miliardari («contributi di coesione») senza alcuna contropartita;
  • l’UE applicherà la direttiva sulla cittadinanza europea, anche grazie allo strumento di pressione costituito dalla «Corte di giustizia dell’UE». In questo modo, le cittadine e i cittadini svizzeri saranno equiparati a quelli dell’UE, con il risultato che l’accesso alle assicurazioni sociali svizzere diventerà privo di barriere. La conseguenza sarà un aumento dell’immigrazione.

Le seguenti linee rosse non devono quindi essere oltrepassate:

  1. nessuna adozione automatica, rispettivamente «dinamica», di norme giuridiche di «follow-up» dell’UE;
  2. nessuna subordinazione della legislazione svizzera – compresi il diritto referendario e la giurisdizione – alla giurisdizione della Corte di giustizia dell’UE (CGUE);
  3. nessun collegamento giuridico di accordi con cosiddette «clausole ghigliottina»;
  4. nessun obbligo di collegare l’Accordo di libero scambio del 1972 con una «clausola ghigliottina» ad altri pacchetti di accordi, nessun programma vincolante per «modernizzare» l’ALS e nessuna collocazione dell’accordo sotto il regime di un eventuale quadro istituzionale;
  5. nessuna adozione della direttiva sulla cittadinanza dell’Unione, nella libera circolazione delle persone.

Conclusione: rinuncia al trattato coloniale con l’UE e analisi delle alternative

Pro Svizzera è fermamente convinta che la Svizzera possa continuare a portare avanti la situazione attuale senza fretta e senza «obbedienza anticipata». Gli accordi bilaterali sono in vigore, l’accesso al mercato interno dell’UE è regolato non da ultimo dall’accordo di libero scambio del 1972 e l’«esclusione» dal programma di ricerca «Horizon» non ha conseguenze negative per la piazza economica svizzera. La conclusione di ulteriori accordi di libero scambio, la limitazione dell’eccessiva immigrazione nell’UE e una seria analisi delle opzioni – compresi gli accordi di libero scambio basati sull’accordo con il Canada (CETA) – sono di fondamentale importanza. La Svizzera deve essere finalmente liberata dalle grinfie della Commissione UE. Le Svizzere e gli Svizzeri sono stufi delle minacce e dei ricatti dei burocrati dell’UE e delle politiche farraginose della Berna federale.

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