Caccia: argomenti razionali contro argomenti di pancia

Set 6 • L'opinione, Prima Pagina • 238 Views • Commenti disabilitati su Caccia: argomenti razionali contro argomenti di pancia

Sandro Rusconi ***)

Le modifiche alla Legge sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici dovevano entrare in vigore quest’anno e non avrebbero dovuto passare in votazione popolare. Qualcuno (vedi cerchie ambientaliste e animaliste) ha deciso diversamente perché frustrato dall’incapacità di far valere le proprie ragioni nei legislativi federali.

La modifica di legge tocca specialmente la seconda parte della denominazione. In particolare, sancisce il finanziamento di corridoi faunistici, la migliore protezione di luoghi di stazionamento per uccelli migratori e di studi regolari di monitoraggio e di ricerca sulla fauna selvatica. Ai cacciatori vengono imposte limitazioni e regole ancora più severe di quelle vigenti.

Sono essenzialmente due gli elementi che hanno scatenato i referendisti: la possibilità di regolazione degli effettivi anche di specie protette e la delega ai cantoni di alcune responsabilità finora assunte dalla Confederazione. La regolazione degli effettivi per alcune specie protette (lupo, stambecco e cigno reale) si giustifica pienamente laddove il loro esubero diventi problematico per l’ambiente o per le attività umane. Le specie protette mantengono comunque il loro status e le misure di contenimento sono applicabili in maniera limitata e sottostando a rigidi criteri (si veda in proposito il progetto di ordinanza attualmente in consultazione). La responsabilità per la definizione delle modalità di regolazione è stata riservata al Consiglio federale. Questo è molto positivo poiché permette una flessibilità e una tempestività di applicazione che il passaggio in Parlamento non poteva garantire. La delega dell’applicazione delle misure di contenimento ai cantoni è pure benvenuta per le medesime ragioni, anche se la Confederazione manterrà un certo proprio diritto di veto, tenuto conto che qualsiasi operazione potrà venire effettuata solo dopo aver “sentito il parere” dell’UFAM.

Come era da attendersi il dibattito è rapidamente scivolato in una diatriba insanabile fra le cerchie fondamentaliste (prevalentemente urbane) e l’insieme di persone che mantengono una sana consapevolezza dell’importanza di mantenere le attività rurali che garantiscono la bellezza e la fruibilità del nostro paesaggio alpino e collinare, nonché l’offerta di prodotti genuini, sostenibili e a chilometro zero. Tenuto conto della fragilità degli argomenti referendari, non deve sorprendere il fatto che la campagna per il NO sia corredata da affermazioni approssimative, laddove non siano manifestamente false, allo scopo di toccare le corde di un pubblico che immagina una natura vista come madre amorevole capace di generare magici equilibri senza colpo ferire. Così si definisce la nuova legge uno strumento di “abbattimento” o di “sterminio” e si confondono (volutamente) le attività venatorie (concesse ai cacciatori) e le attività di contenimento selettivo (riservate al personale addetto). Nell’iconografia si mettono nel mirino animaletti innocui e si fa credere che si tratti di una votazione nella quale con il NO si potrà abolire l’esercizio della caccia.

Quando si risponde sui social in maniera pacata e razionale agli argomenti fittizi, demolendo il castello di narrazioni, la reazione diventa immediatamente piccata e non risparmia insulti e invettive. Lo scontro è ancora una volta fra mentalità urbanizzata e mentalità di estrazione rurale.

Viviamo purtroppo in un mondo alla rovescia dove le città (che una volta erano depositarie della scienza e della razionalità) ora sono diventate terreno fertile per un ambientalismo farlocco, e le campagne (che erano considerate culla di superstizioni e credenze) oggi devono assumere il ruolo di rappresentare la saggezza e la razionalità di pensiero. Oppure vuoi vedere che è sempre stato così?

***) Il professor Sandro Rusconi, già noto ai lettori de Il Paese per il suo impegno in occasione della campagna vittoriosa è una voce autorevole su tutti gli argomenti che riguardano l’ambiente e la natura. Ne riportiamo qui di seguito un sommario curriculum vitae, estratto da LinkedIn.ch.

Nato nel 1952 a Locarno. Maestro di scuola elementare dal 1972 al 1974. Studi di biologia molecolare all’Università di Zurigo (1975-1979), tesi di diploma “Caratterizzazione di varianti di geni istogeni nel riccio di mare P. Miliaris”, supervisione Max Birnstiel. PhD in biologia molecolare UNI ZH (1979-82), tesi di laurea “Trasformazione di vertebrati via trasferimento di geni”, supervisore Walter Schaffner. Post-dottorato UNI ZH 1982-84.  Post-dottorato UCSF San Francisco (1984-86), team di ricerca Keith Yamamoto, clonazione del recettore dei glucocorticoidi. Ricercatore principale e libero docente UNI ZH di biologia molecolare (1987-1993). Professore di biochimica all’università di Friborgo (1994-2007). Ha diretto il Programma nazionale svizzero NFP 37 Terapia genica somatica (1995-2001). Capo Divisione della cultura e degli studi universitari  del canton Ticino dal 2005 fino al pensionamento nel 2017.

 

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