Sostegno ai boia afghani?

Ott 29 • L'opinione, Prima Pagina • 244 Views • Commenti disabilitati su Sostegno ai boia afghani?

Una giovane atleta afghana, Mahjubin Hakimi, pallavolista, è stata decapitata per essersi allenata senza indossare l’hijab! Un’altra ragazza era stata uccisa lo scorso mese di agosto per analoghi motivi. Molte giovani  ragazze arrischiano di fare la stessa fine e stanno vivendo nel terrore. Si devono nascondere, oppure tentare, arrischiando la vita, di lasciare questo disastrato, retrogrado paese dove regna la barbarie più assoluta in nome di un fanatismo religioso supportato da assatanati delinquenti!

E la Svizzera e il consigliere Cassis che fanno? Continuano a foraggiare a suon di milioni in «contributi significativi» – come no – questi tagliagole!

Il CF Cassis, dimostrando la sua grande munificenza, si è incontrato con l’alto commissario delle Nazioni Unite, Filippo Grandi, promettendo un ulteriore sostegno onde favorire il superamento (sic!) della crisi afghana e permettendo così ai boia barbuti di continuare la mattanza!

Anzi, oltre ai milioni già versati – una sessantina – la Confederazione ha intenzione di regalare, buttare letteralmente alle ortiche, altri fondi supplementari. Se ne discuterà a dicembre nel Parlamento e purtroppo sappiamo come andrà a finire, facendo la gioia dei nostri buonisti, che più buoni di così non si può! Qui qualcuno è fuori di testa e fa finta di non sapere che cosa sta accadendo, dopo la fuga e relativa figura di palta degli yankee, in quell’infernale paese. A proposito: nessuna presa di posizione delle nostre petulanti comari rossoverdi? Ah già, in fondo era solo una ragazza che giocava a pallavolo!

Si parla di milioni come se fossero bruscolini, e intanto, certi personaggi convinti di essere grandi statisti (basta crederci!) gonfiano a dismisura il loro ego come un pallone aerostatico. Mentre a noi svizzeri, un giorno sì e l’altro pure, viene salassato il portamonete con tasse e balzelli, onde permetterci di poterci fregiare del titolo di «primi della classe» in fatto di aiuti umanitari, accoglienza di migliaia di rifugiati e il mantenimento «ad aeternum» di schiene fredde, lenoni e furbastri provenienti da ogni dove!

Candidamente ci si viene a dire, naturalmente senza avere chiesto il parere del sovrano, citiamo, che: «nel 2019, la Svizzera ha deciso (??), per rafforzare la sicurezza di pianificazione e la flessibilità, di sostenere l’aiuto umanitario con un contributo quadriennale di 125 milioni di franchi».

La sicurezza, ma de che? E per pianificazione s’intende forse quella di regalare più milioni a cani e porci? In quanto alla flessibilità s’intende forse quella di poter decidere a piacimento in quale water gettare i soldi e poi tirare lo sciacquone?

A proposito di sicurezza: quella che ci preme preservare è quella che dovrebbe riguardare il nostro paese! Purtroppo, ci si sta accorgendo che in Svizzera aumentano in maniera esponenziale i reati violenti, commessi in maggior parte da gente venuta da fuori con mentalità diverse e senza la minima volontà di volersi integrare e comportarsi civilmente. Solo dal mese di gennaio 2021, 21 donne sono state uccise in Svizzera! Gli autori stranieri provenienti da culture che disprezzano le donne sono rappresentati in modo sproporzionato: molti di loro erano già noti alla polizia per violenze e minacce. Ma guai a farlo notare, oppure osare chiedere a quale nazionalità appartengono questi nostri ospiti, sì quelli che qualcuno vorrebbe accogliere a oltranza. E sarà sempre peggio! Intanto, così per profilarci, vogliamo assumere un ruolo, che ci costa un occhio della testa per, citiamo: «permettere ai paesi donatori” (noi siamo fra i più generosi) di reagire in maniera appropriata e tempestiva e di rispondere nel modo più equo possibile alle esigenze delle persone colpite». Comprese le giovani atlete afghane?

Comunque, tranquilli: il nostro ministro degli esteri ha assicurato che noi svizzeri continueremo a dare un importante contributo all’attuazione del patto-bidone globale sui rifugiati. A farci abbindolare, siamo oramai abituati, l’UE insegna e noi, lingua a ciondoloni, sempre pronti a capitolare. Purtroppo, Mateusz Morawiecki non è un nostro CF e noi non siamo polacchi!

Comments are closed.

« »