All’ombra del minareto

Apr 3 • L'opinione, Prima Pagina, Sport e Cultura • 167 Views • Commenti disabilitati su All’ombra del minareto

All’ombra del minareto

Anna Lauwaert

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Jihad

“L’Islam è une religione d’amore e di pace” all’interno dell’Islam e a condizione di esserci sottomesso, cioè per i “credenti” in opposizione ai “non-credenti”.

La “reciprocità” dovrebbe essere la sottomissione degli stranieri che vengono in Europa alle leggi/tradizioni europee, come noi ci adattiamo alle leggi dei paesi che visitiamo.

Il jihad, cioè la guerra santa per sottomettere il pianeta all’Islam, fa parte degli obblighi accanto ai 5 obblighi fondamentali. Che cosa bisogna fare con i non musulmani?

Il corano “IV, 89:” “afferrateli ed uccideteli dove li troverete”

Il Bokhari volume 2, p 280 capitolo LVI, I, 1: “Quale è l’atto più meritorio?: la preghiera, la pietà filiale, la guerra nella via di Allah”

LVI, II, 1: “il più meritevole degli uomini è il guerriero che fa la guerra santa”

LVI, III, 1 “Dio mio, accordami la morte dei martiri nella patria del tuo profeta”

LVI, VII, 1 “Amerei essere ucciso nella guerra santa, poi essere richiamato alla vita e ucciso ancora, poi ancora richiamato alla vita e ancora ucciso”

La guerra contro gli ebrei:

LVI, XCIV “Combatterete gli ebrei al punto che se uno di loro si nascondesse dietro una pietra questa direbbe “Servitore di dio, ecco un ebreo dietro di me uccidilo”

Noi consideriamo i jihadisti come terroristi e assassini. Invece non fanno che applicare i precetti della loro fede: uccidere i non musulmani che rifiutano di sottomettersi. Il che è incompatibile con le leggi occidentali ma… viene invocata la “libertà di religione, fede e culto”. È una specie di “falso ideologico” in quanto l’Islam non è una “religione” nel senso che noi diamo alla parola “religione” cioè, solo un insieme di preghiere, culti ed elucubrazioni teologiche.

Nell’Islam i punti di fede sono “Non c’è di Allah che Allah e Maometto è il suo profeta”. Il resto è uno stato giuridico che ne deriva e disciplina ogni aspetto della vita e della morte tra cui matrimonio, eredità, gestione degli schiavi, modo di pregare, lavarsi, vestirsi, andare di corpo, fare sesso, mangiare, digiunare, ecc., ma anche giustizia, educazione, e così via. TUTTI gli aspetti della vita. Esempio: “È permesso masturbarsi durante il Ramadan?”

La Francia vorrebbe creare “l’Islam de France”. È impossibile, poiché se se ne cambia una virgola non è più Islam. Unicamente gli aspetti “di fede”, ma senza la sua parte giuridica, non è più Islam. L’islam = fede + legge islamica. Per noi significa uno Stato nello Stato.

L’odio dei musulmani verso gli ebrei risale ai tempi preistorici, biblici.

Nella Genesi, Abramo è sposato con Sara ma non riescono ad avere figli. Sara dà ad Abramo la sua serva egiziana, Agar, perché possa avere un figlio almeno con lei. Agar ha un figlio: Ismaele. Poi anche Sara ha un figlio: Isacco.

Sara teme che nasceranno rivalità e chiede ad Abramo di allontanare Agar e Ismaele.

Abramo allontana Agar e Ismaele in Arabia, dove Ismaele diventerà il padre degli Arabi.

Isacco diventerà il padre di Giacobbe ed Esaù. Giacobbe diventa Israele e padre degli Israeliti e continua la linea del “popolo eletto”. Ismaele è il primogenito, ma viene allontanato per dare i diritti al secondogenito Isacco. Questa ingiustizia origina l’odio tra fratelli nemici: una vecchia querela tra due popoli semiti che non ci concernerebbe.

Però, per 2000 anni questi “beduini ebrei” hanno vissuto in Europa. Sono diventati scienziati, artisti, premi Nobel, ecc. Hanno adottato il vestiario locale al punto di ritornare nel torrido Israele portando l’enorme cappello di pellicce “schtreimel”. Hanno pure adottano lingue europee come una forma di tedesco nello yiddish degli Askenazi e una forma di spagnolo nel ladino dei Sefarditi. Di ritorno in Israele portano con loro molti aspetti della nostra civiltà europea, tra cui la democrazia. 2000 anni di convivenza costituiscono una “vicinanza” tra Ebrei/Israeliani e noi.

“Il primogenito spogliato a beneficio del secondogenito” potrebbe essere la metafora di un cambiamento climatico spiega E.G. Ban nel suo libro “The constant feud”. L’incompatibilità tra i popoli deriva anche dall’opposizione tra “la gente della foresta” e “la gente del deserto”. “11000 anni fa successe un cambiamento climatico: i ghiacci sull’Europa si sciolsero rivelando una regione fertile mentre il Medio Oriente e il Maghreb fertili diventarono desertici. Fu percepito come “gli Dei ci hanno ritirato la loro protezione per darla ad altri”. Il che si ritrova nel mito di Agar e Ismaele e anche di Esaù e Giacobbe. Questa sarebbe un’origine del conflitto tra Est e Ovest.”

La questione israelo – palestinese: qualche spunto.

2000 anni fa mezzo mondo era colonizzato dai Romani.

Tra il 66 e il 73 gli abitanti della Giudea si rivoltano contro il colonizzatore romano. Nel 70, Tito distrugge il Tempio di Gerusalemme

Nel 132 -135 nuova rivolta al seguito della quale “gli Ebrei vengono espulsi dalla Giudea” e interdetti a Gerusalemme. “Molti Ebrei furono espulsi dallo stato della Giudea mentre altri furono venduti come schiavi” (wiki)

La regione viene chiamata Palestina dai Romani per cancellare il nome Giudea.

L’impero romano scompare.

Nel 637, Gerusalemme è conquistata dagli Arabo-musulmani, il che provoca la prima crociata nel 1096 “per liberare la tomba di Cristo”.

L’impero ottomano (i Turchi) domina le rive del Mediterraneo dal 1299 al 1923; si estendeva fino ai confini della Polonia e alle porte di Vienna – 1571 Battaglia di Lepanto – 1683 Liberazione di Vienna – 1830 i Francesi liberano Algeri.

Nel 1916, con gli accordi Sykes Picot, Francesi e Inglesi si dividono il Medio Oriente: la “zona palestinese” si ritrova sotto mandato britannico.

Dal 1850, degli Ebrei iniziano a fuggire dai pogrom in Russia e ritornano in Palestina.

La Gran Bretagna ha diretto la Palestina grazie a un mandato della Lega delle Nazioni, dopo la dichiarazione Balfour del 1917 il cui principio era “la creazione di un focolare nazionale per il popolo ebreo sul territorio della Palestina biblica”

Gli “estremisti sionisti” si ribellano contro “l’occupante inglese”.

Durante la guerra 1940-1945 gli Arabi, principalmente il Muftì di Gerusalemme, si schierano dalla parte dell’asse Berlino – Roma – Gerusalemme – Tokio.

Invece, gli Ebrei di Palestina si ingaggiano nella VIII° armata britannica sotto il nome di Jewish Brigade – sarà l’occasione per imparare l’organizzazione dell’esercito israeliano, Tsahal, più tardi.

Alla fine della guerra gli Ebrei di Palestina stanno dalla parte dei vincitori, invece gli Arabi stanno dalla parte degli sconfitti, il loro territorio diventa quindi “bottino di guerra”.

Dopo gli orrori dei campi di sterminio e nell’ambiente del dopo guerra, l’ONU dichiara lo Stato di Israele il 14 maggio 1948.

I paesi arabi rifiutano la creazione di Israele e dichiarano diverse guerre che perdono. Nel contempo, Israele ne approfitta per appropriarsi di nuovi territori pure loro “bottino di guerra”.

Il 6 ottobre 1973, durante il digiuno dello Yom Kippour, gli Arabi attaccano Israele e vengono di nuovo sconfitti. Fino ad allora i paesi europei sono amici di Israele.

Tuttavia, gli Arabi sconfitti, per vendicarsi chiudono il rubinetto del petrolio verso i paesi amici di Israele. Gli Europei cedono al ricatto e così inizia l’immigrazione arabo-musulmana in Europa, cioè un barattare di Islam, petrolio e manodopera a buon mercato.

 

Bibliografia:

Il ricatto del petrolio:Alain Wagner: https://www.youtube.com/watch?v=K5ZDF_sSl20)

Libri:

“La piraterie barbaresque en Méditerranée du XVI° – XIX° siécle” di Roland Courtinat

“Lords of the golden horn – the sultans, their harems and the fall of the ottoman empire” di Noël Barber

L’autobiografia di Golda Meir

Una storia dei servizi segreti israeliani: “Rise and kill first” di Ronan Bergman

Comments are closed.

« »