Tribuna elettorale

Feb 24 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 538 Views • Commenti disabilitati su Tribuna elettorale

Lara Filippini
Deputata UDC in Gran Consiglio e candidata Lista 11, numero 12

Svincolo di Sigirino: dal 2027 una boccata d’aria per i comuni del Vedeggio!

Fine 2025 – dopo, si auspica, l’avallo del Gran Consiglio al credito per la progettazione e la realizzazione legato al messaggio governativo e il consenso del DATEC, potrebbe finalmente vedersi avviato il cantiere che porterà alla luce lo svincolo autostradale di Sigirino (frazione di Monteceneri). Nel corso del 2027, dunque, la prima macchina potrebbe mettere la freccia per uscire dallo svincolo autostradale di Sigirino!

L’investimento complessivo per questa nuova opera viaria è di 32,8 milioni, di cui l’80% a carico del Cantone e 20% della Confederazione.

Tutto ciò è un successo non da poco, se si pensa che l’Ufficio federale delle strade, all’inizio, era piuttosto contrario poiché reputava che ci fossero già abbastanza svincoli tra Bellinzona e Lugano. Ora possiamo dire che la musica è decisamente cambiata.

Una comunione d’intenti, un coro unanime che ha portato comuni, cantone e USTRA a presentare il 9 febbraio alla popolazione un progetto che porterà a sgravare la strada cantonale particolarmente sollecitata nella tratta che attraversa i comuni della valle Vedeggio.

Non era e non è una novità per chi abita in queste zone trovarsi incolonnati, in quanto molti utenti che devono andare a sud verso Manno, sapendo che è intasato, preferiscono già ora farsi quei 20 minuti in auto in più, ma scorrevoli, per imboccare l’accesso autostradale di Rivera.

Era aprile 2012 quando depositavo il mio secondo atto parlamentare chiedendo che il cantone, con una risoluzione, si facesse parte attiva nel trovare un dialogo su questo tema, seguito poi qualche mese più tardi dall’importante studio Vedeggio Valley che analizzava in maniera globale lo spostamento delle persone su tale territorio, fossero esse locali o provenienti da altri comuni, inglobando nel discorso anche il miglioramento del servizio pubblico.

Nulla è stato lasciato al caso, ma grazie a questo piccolo, ma importante progetto, otterremo una notevole riduzione del traffico da e per la Capriasca – dai comuni di Gravesano, Bedano, Taverne-Torricella, Lamone, Cadempino, Monteceneri e, in parte, anche di Manno e Mezzovico – nella misura del 30-50% con conseguentemente anche un beneficio per lo svincolo di Lugano nord negli orari di punta. Una piccola opera, ma che avrà un grande effetto su un comparto particolarmente sollecitato dal traffico parassitario.

È evidente che, quando tutti gli attori in gioco si uniscono, vedono la luce opere che danno un valore aggiunto al nostro territorio a beneficio di tutta la popolazione.

 

Sem Genini, deputato LEGA in Gran Consiglio e candidato Lista 13, numero 79

Economia, agricoltura e identità

Alcune persone avranno saputo e visto, tramite i relativi cartelloni pubblicitari intitolati «Prospettiva svizzera», della nuova collaborazione politica fra le principali associazioni economiche svizzere (economiesuisse, Unione svizzera delle arti e mestieri e Unione svizzera degli imprenditori) e l’Unione Svizzera dei Contadini, che portiamo avanti anche a livello cantonale come Unione Contadini Ticinesi. Nonostante l’agricoltura sia apolitica, ossia che la terra produce i suoi frutti e le mucche il loro latte senza importarsene dell’orientamento politico di chi prende le decisioni e che nel mondo agricolo convivano numerose sensibilità, questa collaborazione è nata a seguito dei recenti sviluppi politici che richiedono una collaborazione e unione di forze per portare avanti temi congiunti relativi all’economia, al di là delle proprie opinioni politiche. Eh sì, perché spesso ce se ne dimentica, ma il primario è un settore economico.

Con l’ultimo parlamento federale che ha spostato diversi equilibri, le decisioni in merito alle politiche che riguardano l’agricoltura hanno preso un andamento a dir poco catastrofico. Alcune cercano addirittura di veicolare il messaggio completamente sbagliato, che la produzione agricola nazionale sia in contrasto con la protezione dell’ambiente e che sarebbe meglio produrre il meno possibile (e importare di più o cambiare dieta). E questo, nonostante il settore agricolo sia il settore economico che maggiormente ha a che fare con l’ambiente, ne è direttamente correlato e porta dei benefici concreti allo stesso.

In sostanza, molte correnti ci sono ostili e stanno cercando in tutti i modi di ridurre la libertà imprenditoriale dei contadini tramite i continui tentativi di limitare il numero di animali, ridurre i consumi di latte e carne, aumentare le superfici a favore della biodiversità, vietare l’utilizzo di prodotti fitosanitari, abbandonare l’allevamento di montagna a favore del lupo e molto altro ancora. Tutte decisioni che non propongono delle soluzioni alternative, se non quella di aumentare le importazioni e il turismo degli acquisti. O di chiudere tutto e destinare le ex superfici agricole alla «Natura». È evidente che queste decisioni sono prese da persone che non conoscono minimamente il settore della produzione alimentare svizzero, che non riescono a vedere le peculiarità del nostro territorio, la sua importanza per la nostra identità e capire quali produzioni agricole e non, vale la pena di promuovere e portare avanti.

Le associazioni economiche che, bisogna pur dirlo, in passato non sempre sono state in difesa dell’agricoltura nazionale, oggi invece lo sono e vogliono permettere ai contadini di esprimere loro stessi a livello economico. Sono le uniche che, invece di aumentare la burocrazia, i divieti e le imposizioni, preferiscono dare maggiore libertà imprenditoriali al settore agricolo, anziché spingerlo a diventare completamente dipendente dai pagamenti diretti. Perché se è vero che è giusto dare voce alla scienza quando si tratta di problemi ambientali, o ai medici se i problemi sono sanitari, quando le questioni sono agricole bisogna ascoltare chi di agricoltura è esperto, ci vive e lavora.

L’agricoltura rimane un settore fondamentale per ogni società, in Svizzera, fortunatamente, è ancora composto da molte piccole aziende a conduzione famigliare ma a cui attualmente non vengono offerte condizioni quadro attrattive e prospettive per una produzione e un’esistenza lungimirante e di successo. Impegniamoci per cambiare questa tendenza negativa.

 

Andrea Sanvido, candidato LEGA al Gran Consiglio, Lista 13, numero 48

Fare oggi la politica di domani

La politica parla spesso delle nuove generazioni e di come fare per aiutare i giovani nell’affrontare il loro futuro e creare le condizioni quadro perché esso sia fertile per crescere.

Spesso però, la stessa politica non riesce a trovare le soluzioni adeguate perché gli stessi politici pensano e agiscono nel presente senza purtroppo orientarsi nel futuro. Le scelte di oggi, infatti, coinvolgeranno i cittadini di domani determinando, di fatto, il futuro dei nostri giovani.

Se è pur vero che le condizioni per creare un futuro si sono complicate, è altrettanto vero che l’impegno e l’energia della politica devono concentrarsi per far sì che un cambiamento avvenga. Un cambiamento forte con un orientamento coraggioso nel costituire in Ticino un terreno fertile per la crescita e la sostenibilità, sia essa sociale, economica e ambientale. È infatti chiaro che le nuove generazioni cercano condizioni di lavoro differenti dal passato, orientate soprattutto al benessere che gravita attorno al lavoro cercando un alto grado di vivibilità piuttosto che uno stipendio da urlo.

Il rapporto tra giovani e lavoro è stato fonte di discussioni e dibattiti nel contesto dello sviluppo culturale, economico e sociale. Si tratta di un’interazione complessa, con una varietà di fattori che influenzano il successo dei giovani nella loro vita professionale. Per creare un futuro più equo e di successo per i giovani, è importante considerare soluzioni innovative, che siano adatte alle mutevoli esigenze della forza lavoro del XXI secolo.

Affiancare allo sviluppo territoriale e sociale del nostro Cantone la proposta formativa, adeguandola oppure adattandola allo sviluppo economico, è un altro fattore determinante per creare competenze di alto livello e uscire dal giogo della manodopera d’importazione (frontalierato). Inoltre, è essenziale creare un ambiente di sostegno per i giovani professionisti. Ciò dovrebbe includere iniziative che riducano l’onere finanziario dell’ingresso nel mondo del lavoro. Ad esempio, fornire agevolazioni fiscali e sussidi alle piccole imprese che assumono neolaureati, oppure offrire prestiti e sovvenzioni ai giovani imprenditori. Inoltre, si dovrebbe porre l’accento sull’accesso a servizi sanitari e di salute mentale di qualità, nonché a risorse per la formazione professionale e lo sviluppo della carriera.

Favorire l’insediamento di aziende innovative è quindi di determinante importanza e dev’essere seguito pari passo dall’offerta formativa, per poter mantenere sul territorio competenze e benessere.

Un esempio è il Plan B che, come scopo, ha anche l’obiettivo di attirare l’interesse di aziende attive in un mercato innovativo e in pieno sviluppo. Questo interesse è stato colto dalle università e da istituti di formazione cantonali, i quali stanno creando percorsi di studio adatti a questo interessante ambito. Con ogni probabilità, questa sinergia permetterà di formare i nostri giovani per mansioni ad alto valore aggiunto, permettendo loro di trovare lavoro sul territorio, mantenendo indotto e riducendo la percentuale di partenze verso lidi più floridi.

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