Sono solo percezioni?
Purtroppo, no! Sono segnali del degrado che sempre più spesso si nota nelle nostre città, come a Lugano, dove recentemente, al Parco Ciani, un gruppo di energumeni strafatti, di certo non patrizi, si sono menati di brutto: un pessimo biglietto da visita per il turismo luganese! Sono facinorosi, alcuni senza permesso di soggiorno che tirano a campà combinando guai. Ma oramai, «percezioni» a parte, Gentile Signora Valenzano, ci stiamo abituando. Il problema è la nostra pazienza, oramai esauritasi da un pezzo e l’assurda, folle politica d’accoglienza e i costi che questa comporta, mentre in Svizzera ci sono 1,4 milioni di persone, che vivono al di sotto della soglia di povertà! Secondo la responsabile del Servizio Politica sociale della Caritas Aline Masé, «la tendenza è chiara: in Svizzera le disuguaglianze stanno aumentando e per le persone con meno risorse la situazione sta diventando sempre più insostenibile». (fdc)
Altro che «Prima i nostri»! Miliardi concessi con grande prodigalità per l’aiuto all’estero, per noi invece, tasse, balzelli e classici salti mortali per arrivare a fine mese.
Quanto ci costa, tanto per fare un esempio, lo statuto «S»? Naturalmente, il problema non tange coloro che ospitiamo con demenziale generosità e che non dovrebbero essere accolte – ad esempio gli Eritrei – poiché nel loro paese non c’è guerra. Ma non sono gli unici, s’intende! Poi, prendendoci per dei poveri fessacchiotti, ci si viene a raccontare che le domande d’asilo sono in costante diminuzione (sic!). Allora, qualcuno ci spieghi come mai si continuano a costruire centri di raccolta a «5 stelle»! Chi ci guadagna? Chissà, forse Berna potrebbe informarci. Vero, Signor Jans & kompagni di pantagrueliche merende?
Altro che «percezioni», ci stiamo incasinando e passivamente accettiamo l’invasione di gente che di questo paese se ne fotte totalmente, a parte poltrire, farsi mantenere e contribuire all’aumento esponenziale della criminalità! La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è complice di questa politica, che comunque a qualcuno fa comodo, eccome! Come il «pozzo senza fondo» dello Statuto «S»! Mentre a Berna si continua a dormire, la Germania si è svegliata: ha ridotto i sussidi ai rifugiati ucraini; infatti, non ricevono più l’assegno di cittadinanza, ma solo le prestazioni minime previste per i richiedenti l’asilo, pari a circa 441 euro mensili invece dei precedenti 563 euro. L’accesso alle cure mediche è stato ridotto. In Svizzera, invece, a farsi curare arrivano anche i georgiani e noi, naturalmente li curiamo a nostre spese!
Insomma, il pisolino indisturbato prosegue e non è solo una «percezione», purtroppo è un dato di fatto! Se disgraziatamente dovessimo accordare anche il permesso «B», vi lasciamo immaginare quanto ci costerà! In merito ci permettiamo di citare quanto scritto da Lorenzo Quadri, direttore del Mattino della domenica:
«Il Ticino, in particolare, si troverà sotto forte pressione. Attualmente, circa l’80% delle persone con statuto “S” presenti nel cantone è a carico dello stato sociale. Solo il 30% risulta attivo professionalmente. In Danimarca, per contro, il tasso di occupazione è del 75%. Segno che in Svizzera, per gli ultimi arrivati, risulta troppo facile – e comodo – staccare sussidi. In queste condizioni, la trasformazione automatica dello statuto “S” in permesso di dimora diventa del tutto insostenibile. Per il Ticino si stima che ciò equivarrebbe ad una spesa annua di 20 milioni di franchi in più.» (fdc)
Intanto, in Europa sale la tensione e sempre più spesso si parla di «remigrazione», un’idea che sta facendo proseliti in tutto il continente e sappiamo per quale motivo: non ci si sente più in casa propria e l’arroganza di coloro che sono giunti da ogni angolo del mondo, soprattutto dai paesi islamici, sta diventando intollerabile.
Quanto sta accadendo in GB e Irlanda del Nord, è sintomo di una ribellione che potrebbe esplodere anche in altri paesi, ad esempio nella vicina Italia, confrontata con la sfrontatezza dei maranza, teppaglia d’origine magrebina, che la popolazione giustamente non intende più sopportare! In Germania, Alternative für Deutschland ha inserito il termine «remigrazione» nel proprio programma. In Austria, il Partito della Libertà, ha fatto della remigrazione uno dei pilastri della propria agenda politica. In Francia, Éric Zemmour ha proposto un ministero della remigrazione. Questa è la prova che la politica migratoria europea ha fallito, grazie ad Angela Merkel e alla confusionaria UE! Se malauguratamente dovessimo firmare i bilaterali III, per la Svizzera andrà sempre peggio, poiché abbiamo a che fare con un CF che non ha l’intenzione di essere fedele alle sue radici storiche e non è in grado di controllare chi ci stiamo portando in casa, dimenticando, che il popolo è sovrano e non ha problemi di memoria!!
Gli attacchi terroristici di matrice islamica commessi in Europa, l’aumento di atti criminali – omicidi, aggressioni sessuali, furti, rapine, spaccio di droghe ecc.- confermano il totale fallimento di questa immigrazione fuori controllo, favorita da coloro che sono favorevoli alle frontiere spalancate e al deleterio multiculturalismo. Sono solo percezioni? Nossignori! Siamo purtroppo confrontati con una tragica realtà!
« Accordo di libero scambio con il Regno Unito: la Svizzera garantisce benessere e sovranità anche senza alcuna sottomissione all’UE Non c’è limite al peggio »

