Politica di sinistra: fare il bagno diventa un incubo

Lug 11 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 26 Views • Commenti disabilitati su Politica di sinistra: fare il bagno diventa un incubo

Care lettrici, cari lettori,

Palpeggiamenti lungo il fiume Reuss, arresto di una persona transgender alla piscina Marzili di Berna, problemi alla piscina pubblica a causa di migranti nordafricani a Pruntrut: per alcuni, fare il bagno in questa calda estate sta diventando un incubo.

Vi do il mio più caloroso benvenuto nelle «paludi di Berna». L’estate è la stagione dei bagni. Tuttavia, sempre più spesso, immergersi nell’acqua fresca non si rivela un puro piacere, ma un vero e proprio incubo. Di recente, lungo la Reuss, diverse donne sono state molestate sessualmente e palpeggiate da un giovane ubriaco. Costui ha rubato la bicicletta di un ragazzino e si è comportato in modo molesto.

L’autore del fatto era un richiedente l’asilo diciottenne proveniente dalla Guinea. La polizia lo ha arrestato, ma lo ha subito rilasciato, dopodiché è ricomparso sulla Reuss continuando a provocare – per poi essere nuovamente allontanato dalla polizia. Quando ci renderemo finalmente conto di quanto sia assurda questa politica di sinistra in materia di asilo, questa sceneggiata della sinistra sull’asilo?

Nell’area riservata alle donne nudiste della piscina Marzili di Berna era presente una donna trans, nata con le caratteristiche fisiche di un uomo e che ancora oggi ha l’aspetto di un uomo. Numerose donne si sono comprensibilmente sentite infastidite dalla sua presenza, hanno avvisato il servizio di sicurezza – che a sua volta ha allertato la polizia, la quale ha allontanato l’uomo. Ma cosa è successo nella Berna rosso-verde? Si è ritenuto che al transessuale fosse stato fatto un torto, che avrebbe dovuto poter rimanere, e il comune si è scusato espressamente con lui. Un altro incubo in piscina grazie alla politica di sinistra!

Persone di origine nordafricana residenti in Francia hanno preso d’assalto la piscina comunale di Pruntrut – poiché, come è noto, «grazie» a Schengen non ci sono più controlli alle frontiere. Il loro comportamento irrispettoso ha suscitato un tale sdegno che il comune ha deciso di ammettere alla piscina solo i frequentatori residenti in Svizzera. Ciò, però, ha a sua volta suscitato indignazione nella sinistra, che è riuscita a impedire l’entrata in vigore di un regolamento così restrittivo. Ora, a causa di questi nordafricani, tutti gli stranieri devono pagare il doppio del prezzo d’ingresso – a meno che siano turisti registrati. Grazie sinistra!

Conclusione: i cosiddetti «buonisti» sono tutt’altro che un bene per la popolazione del nostro paese.

Cordiali saluti dalle paludi di Berna.

Thomas Matter, consigliere nazionale, Meilen (ZH)

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