«Partito popolare estremista di destra»? Stando ai media tedeschi, la vittoria elettorale dell’UDC, a partire da domani, renderà il «Mein Kampf» un testo di lettura obbligatorio nelle scuole elementari svizzere.

Nov 4 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 95 Views • Commenti disabilitati su «Partito popolare estremista di destra»? Stando ai media tedeschi, la vittoria elettorale dell’UDC, a partire da domani, renderà il «Mein Kampf» un testo di lettura obbligatorio nelle scuole elementari svizzere.

Dalla Weltwoche del 26.10.2023, un articolo di  Stefan Millius

Stefan Millius

Questo saggio è apparso per la prima volta sul portale online Corrigenda.

Se Max Muster[1], di Ahrensburg nello Schleswig-Holstein, avesse programmato una vacanza sulla neve in Svizzera, ora dovrebbe cancellare la prenotazione. Perché ha appena saputo che il piccolo paese confinante è stato occupato con un colpo di Stato da orde di estremisti di destra. Meglio dunque non andarci. Non fosse che per la propria sicurezza.

Muster deve le sue conoscenze a media tedeschi come «Tagesspiegel» o «Focus». Per questi e pochi altri, la vincitrice delle elezioni di domenica in Svizzera è «di estrema destra». L’Unione Democratica di Centro (UDC) ha chiaramente vinto domenica. Ma già quattro anni prima era il partito più forte del paese. E anche nei quattro anni precedenti, in modo ancora più netto. Il giorno delle elezioni non è quindi stato un rovesciamento democratico. L’UDC ha semplicemente recuperato le perdite subite nel 2019, e nemmeno completamente.

All’epoca, furono i Verdi i grandi vincitori in Svizzera. Negli anni successivi, gli elettori si sono però resi conto che la loro vita stava diventando più costosa e ricca di divieti, ma non migliore. Ora è arrivata la correzione. L’esito delle elezioni è stato quindi un processo democratico abbastanza normale, quasi noioso. La Svizzera vota ciclicamente, ci sono sempre alti e bassi per tutti i partiti. Ma se si crede ai media tedeschi, da domani la vittoria dell’UDC renderà il  «Mein Kampf» una lettura obbligatoria nelle scuole elementari svizzere.

L’UDC paragonabile alla CSU di Franz Josef Strauss

Per i tedeschi che, nel loro paese vengono guidati su un sentiero scivoloso da media ignoranti (o manipolatori), in termini di programma, l’Unione Democratica di Centro svizzera è verosimilmente paragonabile alla vecchia CSU di Franz Josef Strauss. Anche di lui si è detto molto ai suoi tempi, ma di sicuro non che pianificasse un pogrom a breve.

L’UDC è presente nel governo di innumerevoli cantoni e comuni in tutto il paese. Esiste da oltre 60 anni e il suo antecedente, il Partito dei contadini, degli artigiani e dei borghesi (PAB), esisteva dal 1936. In tutto questo tempo, il partito non ha mai assunto atteggiamenti antidemocratici o anticostituzionali.

Il giudizio di «estrema destra» che le viene attribuito dai vicini di casa è dovuto al fatto di cavalcare il tema dell’immigrazione in campagna elettorale. Ciò non è avvenuto del tutto casualmente. La Svizzera si sta avvicinando rapidamente alla quota di dieci milioni di abitanti, c’è carenza di alloggi e stress da densità, le infrastrutture stanno raggiungendo i loro limiti. Al posto degli auspicati lavoratori qualificati, arrivano persone provenienti da culture lontane, mettendo a dura prova i sistemi sociali e rendendo quasi impossibile la loro integrazione. Di norma, non hanno diritto all’asilo, ma non possono nemmeno essere rimpatriati perché, purtroppo, hanno dimenticato da dove vengono e hanno perso il passaporto.

Anche il partito più forte non può imporre nulla

Attualmente non c’è questione che preoccupi gli Svizzeri più dell’immigrazione di massa – e l’UDC promette rimedi. Si tratta innanzitutto della possibilità per la Svizzera di tornare a controllare e regolare in modo autonomo l’immigrazione, al di fuori degli accordi internazionali. Questo può essere considerato un desiderio del tutto normale per una nazione sovrana. Ma «estrema destra» garantisce molti più clic.

Ma non sarebbe giusto accusare unilateralmente i media tedeschi di disturbo percettivo. Anche in Svizzera ci sono ambienti che ne soffrono. Il giorno dopo la vittoria elettorale, un politico di sinistra ha affermato che la politica dell’UDC non dovrebbe essere «normalizzata». Un’affermazione un po’ azzardata, dopo che quasi un elettore su tre ha dato il suo voto a questo partito. Cosa fare con questi cittadini «anormali»? Togliere loro il diritto di voto? Un corso di rieducazione finanziato dallo Stato?

Quello di cui i fruitori dei media tedeschi non vengono informati, è che non importa se l’UDC ha 40, 50 o, come attualmente, 62 dei 200 seggi in Consiglio Nazionale, la camera bassa. La frammentazione del panorama partitico e il fatto che il governo non sia il risultato delle elezioni politiche, ma di accordi tra i maggiori partiti, fanno sì che anche la maggiore forza non possa imporre nulla. Ha un po’ più di peso nella ricerca di un compromesso, ma deve comunque scendere a patti. Con nemmeno un terzo dei seggi, semplicemente l’UDC non può dettare il passo.

Ma anche se questo avvenisse, il paese non andrebbe in rovina, contrariamente alle fosche previsioni di «Tagesspiegel» e Co., la Svizzera avrebbe semplicemente un corso conservatore, o forse di destra-borghese. Il che non ha nulla a che vedere con l’«estrema destra».


[1] Nome fantasia (Muster=campione, NdT)

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