Elezioni federali 2023: confermata la linea di Pro Svizzera!

Nov 4 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 102 Views • Commenti disabilitati su Elezioni federali 2023: confermata la linea di Pro Svizzera!

Lauterbrunnen, 23 ottobre 2023 – È ormai evidente che nelle elezioni federali si sono rafforzate quelle forze che sono a favore dell’indipendenza, della sovranità, della democrazia diretta e della neutralità della Svizzera.

Anche se i risultati finali non sono ancora disponibili, è chiaro che gli Svizzeri vogliono chiarezza. Il movimento apartitico Pro Svizzera si vede rafforzato nei suoi obiettivi di fermare l’immigrazione eccessiva, il caos dell’asilo, la compiacenza con l’UE e la NATO e la minaccia di subordinare la politica sanitaria svizzera al diktat dell’OMS. Sarà compito di Pro Svizzera, insieme al nuovo parlamento, fare tutto il possibile per evitare che la Berna federale del 2024 firmi l’accordo sulla pandemia dell’OMS, cerchi il legame istituzionale con l’UE e prosegua il percorso NATO avviato dalla leadership del DDPS. In particolare, nel campo della sicurezza, si tratterà di ripristinare rapidamente la capacità di difesa dell’esercito svizzero e di riprendere il controllo delle frontiere del paese. Si tratterà infine di attuare a Berna la volontà dei cittadini che hanno votato.

Reazioni tedesche alle elezioni in Svizzera

Pro Svizzera respinge con la massima fermezza al mittente le critiche dei sapientoni tedeschi

Lauterbrunnen, ottobre 2023 – Il movimento apartitico Pro Svizzera reagisce con sdegno alle dichiarazioni dei media tedeschi in merito ai risultati delle elezioni federali del fine settimana. È vergognoso che proprio la Germania attacchi la democrazia svizzera con una retorica da sommossa.

Dopo che l’AfD ha ottenuto un massiccio consenso elettorale nei Länder della Baviera e dell’Assia, persino il cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz si è sentito in dovere di invitare alla resistenza contro l’AfD. La messa al bando di un partito democraticamente legittimato viene tuttora presa in seria considerazione. Gli opinionisti tedeschi farebbero bene quindi, invece di sempre mettere sotto accusa gli Stati europei – tra gli altri il Regno Unito, la Polonia, l’Ungheria – a riflettere seriamente su ciò che non va nella Berlino politica, e se le preoccupazioni e le paure dei cittadini vengano perlomeno prese in considerazione. Già in passato, i politici tedeschi hanno parlato con disprezzo della democrazia diretta della Svizzera, rendendo omaggio a una politica di potere centralizzata e con il minor contatto possibile con i cittadini.

L’élite politica tedesca s’interroga anche sulla legittimità democratica, di fatto inesistente, della politica dell’UE a Bruxelles. A quanto pare, a Berlino credono che il popolo voglia essere guidato «severamente» e che, quando le cittadine e i cittadini manifestano il loro malcontento alle elezioni, vogliano in realtà essere redarguiti e castigati come allievi indisciplinati.

Pro Svizzera respinge con forza le odierne oltraggiose affermazioni come «Nel ricco paradiso radicale la Svizzera mostra il suo brutto volto» (Focus), «Die Hau-den-Ausländer-Karte hat gezogen» («È stata giocata la carta contro gli stranieri»). La vincitrice delle elezioni, l’UDC, mostra così «keine klare Kante gegen alles Braune» (di non distanziarsi chiaramente dalle camicie brune – le SA della Germania nazista, NdT) (Zeit). Anche il quotidiano «Süddeutsche», che si occupa regolarmente della Svizzera, si esprime in modo unilaterale e poco professionale: «La Svizzera si chiude a riccio». Che si tratti di «guerra in Ucraina, guerra in Medio Oriente, crisi climatica… molti elettori preferiscono chiudere gli occhi: votano per l’UDC e si trincerano comodamente dietro una ancora maggiore neutralità». … «La maggioranza degli Svizzeri», si legge nel commento alle elezioni del giornale, «ha votato per una sorta di politica del non vedere: chiudere gli occhi e andare avanti. C’è solo da chiedersi quanto a lungo tale scelta funzionerà».

La Svizzera, neutrale e indipendente dall’UE, non ha bisogno né di sapientoni né di sproloqui europeisti dalle redazioni tedesche. È ora che la Germania si assuma le proprie responsabilità in Europa mettendo ordine in casa propria. 

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