NO alla naturalizzazione agevolata

Gen 19 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 1572 Views • Commenti disabilitati su NO alla naturalizzazione agevolata

Il 12 febbraio 2017 voteremo ancora una volta sulla naturalizzazione agevolata chiesta dalla sinistra. Gli effetti della smisurata immigrazione e con la conseguente naturalizzazione di massa sull’identità e sulla cultura svizzere devono finalmente essere presi sul serio. L’inforestieramento e la massiccia crescita della popolazione musulmana stanno cambiando l’essenza della Svizzera e hanno conseguenze sulla società e sui suoi valori. Per questo, il Comitato contro la naturalizzazione agevolata ha deciso di lanciare una campagna cartellonistica.  

 

Con l’incessante immigrazione esagerata di un netto annuale di 75’000 persone e di 40’000 naturalizzazioni, in molte località non è più assicurata la capacità d’integrazione. Nel 2014, l’Ufficio federale di statistica registrava ufficialmente 338’000 musulmani in Svizzera al di sopra dei 15 anni di età. Se si aggiugono anche i minori di 15 anni, si possono contare fra i 450’000 e i 500’000 musulmani in Svizzera. Già il 35% di loro è in possesso di un passaporto svizzero (matrimonio, naturalizzazioni e convertiti).

Questa evoluzione è un peso per l’identità del nostro paese e pone lo Stato di diritto di fronte a parecchie difficoltà. A volte si constata anche fra la gioventù musulmana nata qui una radicalizzazione che crea problemi pericolosi e finora sconosciuti nel nostro paese. Proprio per questo bisogna controllare maggiormente, verificare più a fondo e non concedere alcuna facilitazione della naturalizzazione.

 

Portatrice del burqa sul manifesto quale immagine simbolica della mancanza d’integrazione

Il Comitato contro la naturalizzazione agevolata vuole dare una scossa. La portatrice di burqa è l’immagine simbolica per

 

  • L’immigrante musulmano che pone la sharia al di sopra del diritto svizzero
  • L’allievo che non vuole stringere la mano alla maestra
  • I genitori che non vogliono mandare la propria figlia alle lezioni di nuoto
  • Gli uomini che all’ufficio dell’assistenza sociale vogliono parlare solo con un uomo
  • Gli uomini che all’ospedale non si attengono alle disposizioni della capo-infermiera
  • I giovani che molestano sessualmente le donne perché non sono rimaste a casa come si usa nella loro cultura
  • Mancanza di libertà e anonimizzazione invece della propria personalità, ecc.

 

Chi si preoccupa dell’identità e dei valori della Svizzera, dice NO alla naturalizzazione agevolata. Proprio quando si tratta di persone di culture così estranee alla nostra, è necessario osservare e verificare bene sul posto, a livello comunale, prima di concedere la cittadinanza svizzera con tutti i suoi privilegi (norme sui visti per viaggiare, impossibilità di espulsione dal nostro paese, diritti attivi e passivi di voto e di eleggibilità). Perciò diciamo NO a un’inutile agevolazione della cittadinanza.

 

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