Mobilità e mercato del lavoro

Mar 9 • Dal Cantone, Dall'UDC, L'opinione, Prima Pagina • 602 Views • Commenti disabilitati su Mobilità e mercato del lavoro

Da tempo stiamo cercando di stabilizzare il mercato del lavoro ticinese. “Prima i nostri!” è stata un bel passo avanti nella direzione di unità interna. In discussione vi è anche il salario minimo, ma si sta agendo anche sui contratti collettivi. Misure e iniziative che mostrano quanto insano per i residenti sia diventato il mercato del lavoro. Mercato in quanto esiste una domanda e un’offerta. E l’offerta che destabilizza la vita in Ticino è data da un catino immenso che è la Lombardia e il Piemonte. Parliamo di milioni di abitanti a fronte di un Cantone che offre un po’ più di due centinaia di migliaia  di posti di lavoro. Un catino immenso che è in grado di insidiare non solo i posti dei residenti, ma anche di frontalieri di lunga data. Semplicemente per la grande differenza salariale esistente. Oltre a importare lavoratori a basso costo, stiamo importando persone cui, comprensibilmente, del nostro paese importa niente se non guadagnare qualcosa. Interessa solo il posto di lavoro e basta. Questa è la grande, grave differenza tra chi risiede e chi va e viene per un salario anche piccolo. Sorrideranno alcuni interessi dell’economia, ma non sorride di certo chi risiede e deve vivere a costi svizzeri in un paese sempre più morto. A livello federale si fa parecchio per contrastare l’avvenuta apertura delle frontiere, ma la macchina degli interessi economici è muscolosa e genera labirinti.

Un tempo, per difendersi si facevano delle fortificazioni con poche aperture verso l’esterno. In Ticino, negli ultimi venti anni, abbiamo ulteriormente aperto i confini proponendo notevoli collegamenti di mobilità pubblica senza nemmeno ottenere concessioni ambientali a livello di mobilità privata. Ora siamo al livello che si studia la terza corsia da Lugano in giù e addirittura con i soldi dei Ticinesi offriamo la mobilità aziendale a chi?

Considerata la mentalità di chi viene e va nel nostro paese per lavoro, penso che avremo sotto controllo questo mercato, avremo stabilità, solo se le persone dovranno risiedere nel nostro Cantone e impareranno a conoscere e contribuire al sistema collettivo politico e economico. Per stabilizzare il mercato del lavoro, è dura a dirlo, ma oggi l’unico strumento possibile è l’ambito della mobilità. Prioritario è rafforzare la qualità della mobilità al nostro interno e basta.

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