L’UDC sostiene il referendum contro una legge sul CO2 onerosa ed esagerata

Giu 11 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 304 Views • Commenti disabilitati su L’UDC sostiene il referendum contro una legge sul CO2 onerosa ed esagerata

Il Consiglio nazionale ha inasprito le legge sul CO2 rispetto ai progetti del Consiglio federale e del Consiglio degli Stati. Concretamente, ciò significa che i privati e le imprese subiranno dei massicci salassi finanziari. È perciò evidente per l’UDC, che il popolo svizzero debba poter dire la sua, per cui sosterrà il referendum.

Non è stata una sorpresa: il risultato delle ultime elezioni parlamentari federali si è direttamente ripercosso sulla revisione totale della legge sul CO2. Un Consiglio nazionale fortemente scivolato a sinistra ha inasprito le legge sul CO2 contro la volontà dell’UDC. Questa revisione costa cara alla popolazione e all’economia. Essa prevede non solo una sfilza di nuovi divieti, tasse e prelievi, ma anche un aggravio della burocrazia.

Riscaldare, recarsi al lavoro, andare in vacanza – tutto costa più caro

Concretamente, la sinistra ecologista di tutti i partiti ha deciso di prelevare 12 centesimi supplementari per litro di carburante. In realtà, l’aumento ammonta tuttavia a 20 cts/litro, perché bisogna aggiungervi il finanziamento di una riduzione di 4 centesimi per i carburanti cosiddetti bio, come pure 4 centesimi per il fondo delle strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA), aumento che era già stato approvato in passato.

Ma non è tutto: a partire dal 2023, i valori limite d’emissione di CO2 dei riscaldamenti sono stati abbassati a tal punto che questa riduzione equivale in realtà a un divieto di nuovi riscaldamenti a olio. Il previsto aumento della tassa d’incentivazione a 210 franchi al massimo per tonnellata di CO2 emesso, rincara l’olio da riscaldamento di 27 centesimi al litro e comporta, per una famiglia media, un aumento degli oneri annuali di diverse centinaia di franchi. A ciò bisogna aggiungere un’altra decisione assolutamente antisociale, ossia una tassa da 30 a 120 franchi sui biglietti aerei a seconda della destinazione e un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 irragionevole all’interno della Svizzera.

La sinistra ecologista salassa ancora una volta il ceto medio

Queste nuove tasse e prelievi approvati dalla sinistra ecologista colpiscono ancora una volta il ceto medio che lavora duramente. Per l’UDC è perciò evidente che le cittadine e i cittadini debbano avere l’ultima parola. Partendo dal principio che le organizzazioni economiche toccate da questi eccessi lanceranno il referendum contro la legge sul CO2, l’UDC ha deciso di sostenerlo.

 

Berna, 10.06.2020

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