L’oasi felice UE

Apr 29 • L'opinione, Prima Pagina • 137 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 17 aprile 2022. Il 17 aprile 1961 circa 1500 guerriglieri addestrati dalla CIA tentano di invadere Cuba alla Baia dei Porci per rovesciare il governo di Fidel Castro.

Elezioni

È di nuovo la stagione delle elezioni da seguire con attenzione. La settimana scorsa si è votato in Ungheria, dove hanno stravinto rispettivamente Viktor Orbán e Aleksandar Vučić. Questo weekend si vota in Francia, dove sono in pochi, tra i politologi più rispettati, a escludere l’ipotesi di una vittoria alle elezioni presidenziali della candidata di estrema destra Marine Le Pen. Rémi Lefebvre, professore di scienze politiche all’Università di Lille, ha scritto per esempio che la possibilità che Le Pen diventi presidente «non è mai stata così credibile». I suoi numeri nei sondaggi sono molto buoni e in crescita, e tra gli elementi che potrebbero favorirla ci sono l’assenza dell’attuale presidente Emmanuel Macron dalla campagna elettorale, l’imprevedibilità degli elettori e delle elettrici in tempo di crisi, la capacità che ha avuto Le Pen di rendere marginali le sue relazioni con il presidente russo Vladimir Putin, e quella che i giornali francesi hanno definito «l’umanizzazione» della candidata di Rassemblement National: nella forma più che nella sostanza, strategia che comunque sembra aver funzionato. Omissis. Diversi giornali francesi hanno osservato che il posizionamento politico di Le Pen è rimasto radicale e per molti aspetti molto vicino a quello di Zemmour, in particolare per quanto riguarda i temi classici dell’estrema destra: sicurezza, identità nazionale e migrazioni. Ma sono altrettanto concordi nel dire che la forma e la narrazione che Le Pen ha saputo costruire intorno a tutto questo è cambiata. Omissis. Il risultato è piuttosto evidente, stando ai sondaggi: al primo turno Le Pen dovrebbe arrivare vicinissima a Macron, mentre quello che succederà al secondo turno potrebbe essere condizionato dalle ultime due settimane di campagna fra i due turni. Negli ultimi giorni sono comunque usciti dei sondaggi che dovrebbero fare preoccupare, e molto, il circolo ristretto di Macron.
(Il post konrad Aprile 2022)

Sanzioni alla Russia

Giovedì i governi nazionali dell’Unione Europea hanno trovato un accordo per imporre nuove sanzioni alla Russia per via dell’invasione dell’Ucraina. Il punto principale del nuovo pacchetto di sanzioni, il quinto dall’inizio della guerra, riguarda il carbone: i paesi europei hanno deciso infatti di sospendere le importazioni di carbone dalla Russia entro quattro mesi. Diversi osservatori l’hanno giudicata una misura importante dal punto di vista simbolico – è la prima volta che le sanzioni europee toccano il settore energetico, cioè il più rilevante nei rapporti commerciali con la Russia – ma anche la più semplice da attuare in tempi brevi, rispetto per esempio a una sospensione delle forniture di gas naturale e petrolio. La Russia è di gran lunga il più grande fornitore di carbone per i paesi dell’Unione Europea: nel 2020 il 53 per cento del carbone importato nel territorio dell’Unione proveniva dalla Russia. La Commissione Europea stima che in totale i paesi europei versino alla Russia ogni anno circa 4 miliardi di euro per acquistare carbone. Sono numeri importanti, ma va considerato che il carbone è uno dei combustibili fossili più inquinanti in circolazione, e che da anni l’Unione Europea sta riducendo i suoi consumi.Secondo una stima del rispettato centro studi Bruegel, il consumo di carbone nell’Unione Europea è passato dai quasi 400 milioni di tonnellate all’anno nel 1990 ai 136 del 2020. Nel 2019 il carbone rappresentava il 12,7 per cento delle fonti di produzione di energia nell’Unione Europea. La situazione varia comunque molto da paese a paese. Uno dei più dipendenti dal carbone russo è la Germania: secondo stime del governo tedesco citate dal New York Times, circa metà del carbone importato nel territorio tedesco proviene dalla Russia, per un giro di affari da 2,2 miliardi di euro all’anno. Altri paesi come Polonia, Italia, Paesi Bassi e Finlandia dipendono quasi soltanto dalla Russia per le forniture di carbone termico, quello che viene bruciato per produrre energia nelle centrali elettriche. I paesi fornitori con cui sostituire la Russia, comunque, non mancano: la Russia è soltanto il terzo fornitore di carbone al mondo dopo Australia e Indonesia, e Bruegel fa notare che il carbone russo può essere sostituito abbastanza facilmente «perché il mercato globale del carbone è flessibile e ben fornito». Tutto questo al netto di un costo maggiore per i trasporti, dato che i paesi europei andrebbero a recuperare il carbone in paesi più lontani della Russia. «Ci rivolgeremo in prima battuta al Sudafrica e alla Colombia, poi forse anche all’Australia o all’Indonesia», ipotizza il Sole 24 Ore. Sembra inevitabile che sganciarsi dalle forniture russe provocherà costi più alti per i paesi europei. Sia per la questione dei trasporti, sia perché il prezzo del carbone risente del generale aumento dei prezzi dell’energia in corso da mesi, ed è ulteriormente aumentato dall’inizio della guerra in Ucraina.
(Il post konrad Aprile 2022)

La Guerra in Ucraina sembra aver cambiato volto

Nell’ultima settimana la guerra in Ucraina sembra aver cambiato volto: i Russi che circondavano la capitale Kiev e le zone nel nord del paese si stanno ritirando verso la Bielorussia, per concentrare gli attacchi solo sulle zone russofone del Donbass e di Donetsk, dove ieri è stata bombardata la stazione di Kramatorsk. Qui c’è una spiegazione dettagliata di come si starebbero riposizionando le truppe russe secondo diversi analisti.
Dopo che i soldati russi hanno abbandonato le città conquistate, sono emerse le atrocità che hanno riservato a civili e prigionieri. A Bucha, per esempio, le autorità ucraine hanno denunciato massacri e fosse comuni: tutte tesi confermate dai giornalisti e dai fotografi che sono riusciti a entrare nella piccola città vicina a Kiev. La Russia ha risposto alle accuse diffondendo teorie complottiste. Non è stata l’unica occasione, anzi: più volte la Russia ha usato i social e le televisioni di Stato per divulgare la propria verità, come nel caso della donna incinta all’ospedale di Mariupol o dell’articolo sulla denazificazione dell’Ucraina. Di Bucha e di questi tentativi russi di distorcere la verità ha parlato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Si è parlato molto di questo organo delle Nazioni Unite, perché a lungo si è ipotizzato di una espulsione della Russia: qui spieghiamo perché difficilmente potrà accadere, nonostante le prove di attacchi ingiustificati ai civili. A proposito: quello della Russia è un genocidio? Zelensky dice di sì, ma è complesso dare una definizione di «genocidio», e forse è ancora presto per dare una risposta definitiva. Omissis. I negoziati, invece, non stanno andando da nessuna parte. Da settimane si tenta anche di far evacuare i civili rimasti imprigionati a Mariupol: finora la maggior parte dei tentativi è stata boicottata dall’esercito russo. Ci ha provato più volte anche la Croce Rossa Internazionale, che ha denunciato campagne di disinformazione sul suo operato in Ucraina.
A metà di questa settimana gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno annunciato nuove sanzioni contro la Russia. Ma uno degli temi su cui si sta discutendo di più è un eventuale blocco alle esportazioni di gas, petrolio e carbone russi. Omissis.

(Il post konrad Aprile 2022)

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