L’oasi felice UE

Mar 6 • L'opinione, Prima Pagina • 321 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il primo marzo 2020. Il primo marzo 1966 Venera 3 è la prima sonda spaziale a raggiungere il pianeta Venere. I sovietici vorrebbero fotografarne la superficie, ma la seconda, lanciata il 16 novembre scorso, si schianta al suolo.

Il coronavirus non fa poi così paura. Cosa dice un sondaggio

Un sondaggio smonta quello che sembra il luogo comune più diffuso in tempi di Coronavirus, ovvero che gli italiani sono terrorizzati dalla sua diffusione. In effetti, solo una parte ridotta dei nostri connazionali si dichiara preoccupata” per l’impatto del Covid-19, con una percentuale addirittura inferiore alla media proprio nelle zone del paese dove per il momento si sono registrati i focolai principali. Per il resto, il quadro che emerge dal sondaggio condotto da Nielsen Global Connect mostra una popolazione consapevole, e moderata nell’espressione delle proprie apprensioni. Infatti, se è ben il 94% della popolazione a informarsi almeno una volta al giorno sul virus, e il 69% lo fa addirittura più volte durante la giornata, solo il 17% del totale si dichiara effettivamente preoccupato del contagio o dell’eventualità di un’epidemia. I più preoccupati in assoluto sono gli abitanti del Sud Italia (23%), seguiti dai residenti al Centro (15%) e dai residenti al Nord Est e al Nord Ovest (entrambi al 14%). A livello di singole Regioni, la Campania è quella con la percentuale più alta di persone in apprensione (28%), quando invece le Regioni con più casi accertati sembrano più tranquille. I “preoccupati” in Lombardia sono il 16%, in Piemonte e Veneto solo l’11%. Omissis. La fiducia nel contenimento dell’epidemia a livello nazionale è relativamente alta anche perché gli italiani si sono attivati con alcune precauzioni igienico-sanitarie. La prima è banale, ma suggerita da tutte le istituzioni sanitarie locali e internazionali: lavarsi frequentemente le mani, praticata dal 79% della popolazione. Seguono l’utilizzo di disinfettanti e igienizzanti (45%) e il riparo delle cavità orali con fazzoletti usa e getta quando si starnutisce o tossisce (42%). Le precauzioni non sono solo igieniche: sebbene la limitazione della socialità sia stata solo suggerita e non imposta, nella maggior parte dei Comuni delle zone colpite, il 49% degli italiani dichiara di evitare, ove possibile, luoghi pubblici e affollati, soprattutto in Lombardia (58%). Allo stesso tempo, il 30% dichiara di evitare i mezzi pubblici (39% in Lombardia) e l’8% ricorre a modalità di smart working (18% in Lombardia).

Lo stile di vita degli italiani al tempo del Coronavirus cambia? Più di un terzo degli italiani dichiara di aver ridotto la frequenza con cui mangia fuori casa (35%) e beve fuori casa (32%). In queste settimane stanno anche crescendo abitudini più “domestiche”: il 27% della popolazione dichiara di guardare più televisione e il 15% più contenuti video online.

(di Danilo Di Mita 29 febbraio 2020 AGI)

Siria, Erdogan apre la frontiera con l’UE ai profughi dopo gli scontri: “Non li teniamo”. Polizia greca li respinge con i lacrimogeni.

“Non siamo in grado di gestire una nuova ondata migratoria“. È quello che ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, riferendosi ai profughi in fuga da Idlib, in Siria, dove l’esercito turco sta combattendo contro le truppe siriane. Nel frattempo, è tesa la situazione alla frontiera fra Grecia a Turchia. In risposta all’escalation con la Siria, Ankara ha aperto i confini con il paese ellenico ai migranti, che ora. Le forze di sicurezza greche ne hanno respinti 4mila ma, secondo il presidente turco, da venerdì già 18mila persone hanno oltrepassato il confine. Il portavoce del governo, Stelios Petsas, dopo una riunione di emergenza con il premier, Kyriakos Mitsotakis, ha detto che “la Grecia ha dovuto affrontare ieri un tentativo organizzato, di massa e illegale di violare i nostri confini e l’ha superato”. Atene ha usato agenti anti sommossa, lacrimogeni e granate stordenti per impedire l’ingresso dei profughi provenienti dalla Turchia. La Grecia ha anche aumentato i controlli nel braccio di mare tra le isole dell’Egeo orientale e la costa greca, ha detto il ministro delle Politiche per le isole e la navigazione, Ioannis Plakiotakis.”I confini greci sono anche i confini di tutta Europa”, ha aggiunto. La situazione al confine fra Grecia e Turchia è strettamente legata a quella in Siria. Dopo l’intensificarsi degli scontri con le truppe di Assad, Erdogan ha deciso di aprire ai migranti le frontiere con l’Unione europea. Omissis.

(Mondo Il fatto quotidiano)

Qual è il modo più sicuro di viaggiare?

Gli incidenti ferroviari. In base all’ultimo “Rapporto annuale sulla sicurezza delle ferrovie” dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF), pubblicato nel 2019 e relativo al 2018, i decessi in incidenti ferroviari quell’anno  sono stati 73. Nel 2017 erano stati 55. Nel 2018 gli “incidenti significativi” – quelli, cioè, che hanno causato almeno un decesso, o un ferimento grave o danni significativi alle cose o all’ambiente – sono stati 109, in aumento rispetto ai 104 del 2017 e ai 99 del 2016. Non è però il numero più alto degli ultimi 12 anni: anche nel 2014 erano stati 109 e nel 2007 121. Più del 70 per cento degli incidenti e più della metà delle vittime (morti e feriti gravi) sono causati dalla “indebita presenza di pedoni sui binari”.

Gli incidenti stradali. I numeri degli incidenti ferroviari non sono lontanamente paragonabili con quelli degli incidenti stradali. Secondo i dati dell’Istat e dell’Automobile club d’Italia (ACI), nel 2018 questi sono stati 172’344 e hanno causato 3’325 vittime (tra cui 1’420 conducenti o passeggeri di autovetture, 685 motociclisti e 609 pedoni). Nel 2017 gli incidenti erano stati 174’933 e le vittime 3’378.

Gli incidenti aerei. Secondo quanto riporta l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV), in Italia “anche nel 2018 si è purtroppo registrato un considerevole numero di incidenti occorsi ad aeromobili dell’aviazione turistico-sportiva”. Le vittime di incidenti aerei, nel complesso, sono state 12, di cui quattro in incidenti nel comparto degli apparecchi per il volo da diporto o sportivo. Gli incidenti/inconvenienti gravi sono invece stati 64 (su 30 di questi l’ANSV ha aperto una sua inchiesta). Se guardiamo poi ai voli di linea, l’aeroplano si conferma comunque il mezzo di trasporto più sicuro con cui viaggiare. Secondi i dati contenuti nel “2018 IATA Safety Report” dell’International Air Transport Association (IATA) – associazione che rappresenta le compagnie che generano l’82 per cento del traffico aereo mondiale – nel 2018 in tutta Europa non c’è stata nemmeno una vittima per incidente aereo e gli incidenti, in tutto il continente, sono stati solo nove.

Gli incidenti navali. Infine, vediamo quanto è sicuro il trasporto su acqua. Il rapporto più recente della Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali e il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne, del Ministero dei Trasporti (MIT) contiene i dati relativi al 2017. Qui  si legge che quell’anno nelle acque territoriali italiane, o immediatamente limitrofe, ci sono stati 260 sinistri, che hanno coinvolto 328 navi di qualsiasi bandiera (14 delle quali andate perdute) e causato 18 morti. Il dato è in aumento rispetto al 2016 (11) e 2015 (9), ma nettamente inferiore ai picchi del triennio 2011-2013. Allora, prima che iniziassero a operare nel Mediterraneo le operazioni navali di sorveglianza e soccorso (a fine 2013 Mare Nostrum, poi Triton, Themis e Sophia), i morti erano stati 628 in tre anni (360 nel solo 2013). A scanso di equivoci, precisiamo che questi decessi sono quelli avvenuti nelle acque territoriali italiane e limitrofe. I morti sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale, come abbiamo scritto, sono molto più numerosi.

Conclusione. Gli incidenti ferroviari nel 2018 hanno causato 158 morti (più della metà causati dall’indebita presenza di pedoni sui binari). Gli incidenti stradali hanno fatto molti più morti, 3’325, mentre quelli navali (18 morti nel 2017) e aerei (12 morti nel 2018, di cui nessuno su voli di linea) molti di meno.

(di Pagella Politica 07 febbraio 2020 Fact.cheking AGI)

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