Lo sdegno a geometria variabile

Ott 30 • L'editoriale, L'opinione, Prima Pagina • 24 Views • Commenti disabilitati su Lo sdegno a geometria variabile

Eros N. Mellini

Vi ricordate il filmino divulgato dall’UDC in campagna di voto a favore dell’iniziativa per la limitazione dello scorso settembre? Presentava una ragazzina che, passeggiando per svariati scenari, si rammaricava dei danni causati dall’immigrazione di massa – cementificazione, insicurezza, disoccupazione, eccetera – rimpiangendo una Svizzera come gliel’avevano descritta i nonni e i genitori. Orrore e vilipendio! Il video suscitò un’ondata di sdegno fra i buonisti di vario genere ma, ovviamente, tutti di chiara tendenza sinistroide (specificazione probabilmente inutile, visto che il buonismo è tutto segnato a sinistra, anche se certuni non se ne accorgono), ai quali non pareva vero di poter approfittare della ghiotta occasione per denigrare l’UDC. È vergognoso – dicevano – l’UDC strumentalizza i bambini per una campagna di voto!

Tanto per fare un esempio, il presidente del PPD ticinese Fiorenzo Dadò, ebbe a scrivere sulla stampa: “La strumentalizzazione dei bambini è un atto ignobile! La Svizzera, noi svizzeri, non siamo affatto questo! (…) Vergogna! Chi l’ha ideato e finanziato almeno abbia la decenza di scusarsi!

Caro presidente dell’UDC Marco Chiesa, tu che ci delizi sempre con dei bellissimi post positivi e idilliaci dei tuoi figli, concorderai che questo video fa rabbrividire e siamo sicuri che non è opera tua e che ti distanzierai da un’oscenità del genere. Vero?”. E Franco Cavalli gli rispondeva su Facebook: “Semplicemente nauseabondo, al limite del maltrattamento infantile. Pensavo avessero raggiunto il limite con i loro cartelloni, ma al peggio non c’è ormai più limite.” Seguivano poi altri: “Approvo in pieno il tuo articolo, utilizzare i bambini per farsi campagna è ignobile e intollerabile.” e “Come genitore e nonno, rabbrividisco all’idea che hanno avuto di usare una bambina per portare avanti la loro campagna. È proprio vero che al peggio non c’è limite!!!!!” oppure “Non ci sono parole. È da criminali usure i bambini e invitarli al razzismo.” E ancora altri commenti di analogo contenuto.

Ebbene, già in quel momento parecchi avevano fatto notare che la strumentalizzazione di Greta Thunberg da parte della lobby climatica, che era andata ben oltre la posa di qualche migliaio di cartelloni, a favore di un movimento verde che ormai è più a sinistra dei socialisti, non aveva suscitato alcuna reazione.

Ora, a novembre saremo chiamati a votare l’ennesima iniziativa ostile all’economia che gli autori hanno astutamente chiamata “Per multinazionali responsabili”, contando sull’idiosincrasia che il cittadino medio nutre contro i grandi gruppi industriali mentre, di fatto, colpirebbe anche le piccole e medie imprese, spina dorsale dell’economia svizzera.

Ebbene, gli iniziativisti – fra i quali si annoverano parecchi paladini dello “sdegno facile” quali i già citati Dadò e Cavalli – non hanno esitato a elaborare una pubblicità (e un video sul loro sito Internet) “strumentalizzando” un’innocente bambina ai fini della campagna.

Fra l’altro, fonti che si vogliono bene informate parrebbero aver detto che la bambina che appare nella foto sarebbe puramente simbolica, ossia non sarebbe stata avvelenata come insinua lo slogan riportato dal cartellone.

Evidentemente, la coerenza non è di casa nelle fila dei buonisti. Arriverà prima una nuova ondata di sdegno, o una nuova azione che ne sottolinea l’incongruenza? C’è solo da aspettare, perché l’UDC non smetterà certo di sostenere le proprie posizioni a difesa della Svizzera, anche con messaggi provocatori. Provocazioni alle quali i soliti buonisti sinistroidi abboccheranno come cavedani. Ma c’è anche la possibilità che gli avversari siano i primi a incorrere in ulteriori gaffe che noi, seppure scevri da qualsiasi ipocrita quanto inutile sdegno, non mancheremo di evidenziare.

Per intanto, è giusto ricordare ai buonisti che, secondo un saggio proverbio, un bel tacer non fu mai scritto.

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