La svizzera è ricca? Sì, ma soltanto per gli altri!

Giu 10 • L'opinione, Prima Pagina • 95 Views • Commenti disabilitati su La svizzera è ricca? Sì, ma soltanto per gli altri!

E non ci si vengano a raccontare frottole e a piangere miseria dicendo, citiamo: «…non abbiamo soldi» (sic!!). Se non ne avessimo, non potremmo di certo distribuire a paesi eternamente disastrati, milioni a destra e a manca come se fossero bruscolini, oppure pagare il pizzo di 1,3 miliardi all’inaffidabile, inconcludente UE,  e altri soldi alla sempre meno credibile ONU e organizzazioni varie, per poi farci criticare, ricattare e bacchettare sulle dita.

Se qualcosa sicuramente «non abbiamo» è una classe politica capace di decidere, di farsi rispettare e mandare a quel paese – quando occorre – chi pensa d’intromettersi in casa nostra. Questa fermezza, indubbiamente, è praticamente assente nel modo di agire da parte del CF. Mentre che per gli Svizzeri ogni scusa è buona per tartassarli, penalizzarli e chiedere sacrifici, come ad esempio il «sopportare» le accise che si cucca Berna e che fruttano 4 miliardi all’anno, si sovrabbonda invece in generosità per chi vive o arriva da lontano.

Forse, egregio on. Maurer, l’aumento sarà sicuramente sopportabile per lei e per i suoi colleghi in CF, oppure per i Paperon de’ Paperoni che in questo paese non mancano di certo! Ma per coloro che ogni giorno sono invece costretti a sobbarcarsi chilometri in auto per recarsi sul posto di lavoro, queste accise pesano e non poco sul bilancio familiare, già gravato dal caro affitti e dall’inflazione che avanza. Quindi, prima di venirci a dire che il prezzo della benzina è sopportabile, ci s’informi! Ad esempio, sulla condizione salariale nel canton Ticino, inferiore di circa il 20% rispetto ad altri cantoni della Confederazione, e si facciano un po’ di conti, prima di dire arrogantemente «no»!

Di soldi ce ne sono, eccome! Andate a vedere quanto spende la Confederazione in aiuti umanitari, allo sviluppo, ecc. On. Cassis dixit: «offriamo un sostegno concreto e la prospettiva di un futuro migliore ai milioni di uomini, donne e bambini yemeniti». (fdc)

Il «sostegno» ammonta a 14,5 milioni di franchetti svizzeri!!! E poi non si possono togliere i balzelli sulla benzina (repetita iuvant, fruttano qualcosa come 4 miliardi all’anno!). E, naturalmente, mancano i soldi per risanare l’AVS.

Il conflitto in corso nello Yemen, che si protrae da oltre 20 anni, ha causato 20’000 vittime e la mattanza continua: sarebbe interessante sapere in che mani finiranno quei 14 milioni!

Poi ci sono quei  milioni-strenna versati recentemente all’Afghanistan, paese oscurantista che obbliga ancora le donne a indossare il burqa, precludendo inoltre la loro l’istruzione! Ma quando si tratta di «sostenere» i cittadini svizzeri, hai voglia, campa cavallo: «non ci sono i soldi». Così, sempre a proposito di fare i piangina: gradiremmo anche sapere quanto ci costerà la conferenza sull’Ucraina, che si terrà a Lugano, il 4 e 5 luglio prossimi. Costo sopportabile?

Quindi, i soldi quando occorre si trovano. Dipende da come vengono spesi e a chi sono destinati/regalati con cotanta munificenza. Probabilmente servono per pompare a dismisura l’ego di qualcuno in cerca di visibilità. Come sempre, non riusciamo proprio a rinunciare a fare i «primi della classe». Costi quel che costi, anche se a scapito dei cittadini di questo paese.

Siamo pienamente d’accordo con la reazione del presidente cantonale UDC, Piero Marchesi, in merito al «no» dell’on. Maurer, che non comprendiamo e non accettiamo, poiché palesa chiaramente che i cittadini svizzeri sono discriminati in rapporto a quanto si fa per gli altri, quelli che considerano la Svizzera una mucca da mungere o la caverna di Alì Babà, dove poter attingere soldi  a piacimento, tanto, Eelvezia non dice mai di no!

Siamo comunque fiduciosi: forse una telefonata da Bruxelles a proposito delle accise, potrebbe far cambiare idea ai nostri «7 saggi»… Si fa per dire, poiché la saggezza è tutt’altra cosa. Quindi confidiamo nell’Ursula von der Layen, basta un colpo di telefono e quel «no» potrebbe diventare un «sì». Zu BefehlHerr Major!

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