La Svizzera dovrebbe risolvere il caos dell’odierna politica mondiale nell’ONU?

Mar 4 • L'opinione, Prima Pagina • 78 Views • Commenti disabilitati su La Svizzera dovrebbe risolvere il caos dell’odierna politica mondiale nell’ONU?

Satira

Per anni, il governo svizzero ha spinto per l’adesione della Svizzera all’ONU. Nel 2002, è stata approvata con una votazione popolare (54,6% di approvazione). I benefici? A parte i costi supplementari estremamente elevati: nessuno. Ora, però, si aspira a molto di più. Si vorrebbe addirittura entrare nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Le possibilità in questo senso non sono poi così male perché, a parte la Svizzera, quasi nessun altro Stato vuole farvi parte. E a ragione, perché chi (a parte la Svizzera) vorrebbe pagare per essere uno spettatore passivo della politica mondiale, unendosi al corpo politico della diplomazia internazionale che è sempre stato inefficace ed è attualmente (crisi Ucraina) il più impotente?

L’ONU quale simbolo di incapacità e impotenza

La regolamentazione internazionalista dei problemi mondiali è una questione problematica. Anche la modesta Società delle Nazioni naufragò. L’organizzazione successiva, la molto più ambiziosa ONU, non è andata molto oltre. Nel frattempo, l’internazionalismo e il multilateralismo hanno fatto il loro corso. Cooperazione allo sviluppo? Non esiste una cosa del genere. Problemi di migrazione? Gioco nazionale a somma zero. Catastrofe climatica? A ciascuno il suo. Combattere la pandemia globale di Coronavirus? Decisioni nazionali «jekami». Nemmeno per il problema in assoluto più importante dell’umanità, l’oppressione delle donne (movimento Me-Too) si è ottenuto qualcosa. Figuriamoci per la più recente banalità globale, il semplice mantenimento della pace nel mondo (la crisi ucraina manda i suoi saluti!).

L’attuale segretario generale dell’ONU, Guterres, non è responsabile di questo (perché le potenze mondiali che stabiliscono il tono eleggono sempre deliberatamente una figura completamente insignificante a questo ufficio). Nell’ONU, gli interessi nazionali sono sempre stati determinanti, a prevalere è sempre stata ed è tuttora la volontà del più forte. E così rimarrà.

Questo è il caso soprattutto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. I «piccoli» non possono fare nulla per cambiare la situazione, perché le cinque potenze con diritto di veto rappresentate nel Consiglio sono determinanti. E come diavolo dovrebbe contribuire l’insignificante Svizzera alla soluzione dei problemi internazionali? Una Svizzera che non è nemmeno in grado di risolvere i propri problemi (questione UE, ecc. ecc.) ed è sempre irrimediabilmente in ritardo rispetto agli eventi già quando si tratta di prendere decisioni politiche a livello nazionale?

Come dovrebbe votare la Svizzera, in quanto membro del Consiglio di sicurezza dell’ONU, quando si tratta di questioni preoccupanti, come l’attuale conflitto in Ucraina? Stare in disparte? Astensione costante per motivi di neutralità? Schierarsi per una parte o per l’altra secondo gli orientamenti politici vincolanti dell’UE?

Tutto sommato, trovo che il previsto seggio svizzero nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU sia completamente inutile, politicamente delicato (neutralità!) e costoso; del tutto folle. E se è folle, allora dovremmo almeno puntare in alto: dovremmo candidarci per il seggio di una delle cinque potenze con diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Naturalmente, per questo dovremmo riarmarci dal punto di vista economico, militare e nucleare. Economicamente, reintroducendo il segreto bancario integrale; militarmente, con l’acquisizione non solo di tre dozzine, ma di circa 150 jet da combattimento F35; e per essere considerati una potenza nucleare, dovremmo commissionare immediatamente la costruzione di almeno tre nuove centrali nucleari. atomiche.

 

 

Ronco

 

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