La libera circolazione e ” l’ Accordo-quadro” con l’UE – il capestro per la Svizzera

Set 6 • L'opinione, Prima Pagina • 38 Views • Commenti disabilitati su La libera circolazione e ” l’ Accordo-quadro” con l’UE – il capestro per la Svizzera

Arch. Vittorio Pedrocchi, Locarno

Almeno due sono gli episodi che hanno un significato del tutto particolare nell’attuale situazione dei rapporti tra la Svizzera e l’Unione Europea.

Un significato in un certo senso ricorrente, ripetitivo e preoccupante, a conferma che la storia, in definitiva, invece di rappresentare una saggia fonte di insegnamento, tende a riproporre sempre gli stessi, sovente tragici errori.

Il primo episodio risale al 13 marzo del 1938: la dispotica e brutale annessione dell’Austria alla “Grande Germania Nazista” (Anschluss), imposta da Hitler con la forza dell’invasione militare, prima tappa del suo folle e diabolico progetto di totale dominio europeo: “Deutschland über Alles…”

Il secondo episodio, invece, è molto più recente, anzi risale a poco più di un anno fa, per l’esattezza in data 12 luglio 2019, quando l’ambasciatore dell’UE a Berna, un certo Michael Matthiessen ebbe l’arroganza di affermare ufficialmente: “…se la Svizzera non si siede al tavolo per firmare l’accordo-quadro con l’UE, farà parte del menu…”, in parole più esplicite, la Svizzera verrà divorata dall’UE.

Stranamente, ma ormai ci siamo abituati, il Consiglio federale non ha neppure avuto il coraggio e l’orgoglio di reagire all’insulto, una quasi dichiarazione di guerra; il minimo di una corretta reazione sarebbe stata l’espulsione dell’ambasciatore entro 24 ore.

La concomitanza dei due episodi citati con l’attuale situazione politica svizzera in riferimento ai rapporti con l’UE è impressionante: la firma dell’accordo-quadro da parte della Svizzera, definito in modo idilliaco da Junker “accordo d’amicizia”, altro non sarebbe che un brutale “Anschluss” della Svizzera alla “Grande Unione europea”, con la conseguente sottomissione al suo potere e al suo volere, con la perdita totale della libertà, dell’indipendenza, della neutralità, dell’autodeterminazione.

L’imposizione della legislazione europea come pure della sua futura evoluzione definita poeticamente “ripresa dinamica”, costringerà la Svizzera alla sua cieca accettazione e obbedienza, senza la minima possibilità di potervisi opporre… la riduzione della Svizzera, in sintesi, allo stato di totale schiavitù.

La “Grande Unione europea”, un’accozzaglia di Stati totalmente diversi tra loro, a cui viene vieppiù limitata l’autodeterminazione e la sovranità, è capitanata – discretamente – dalla Grande Germania, definita tra l’altro anche “la locomotiva d’Europa”…

Che la Germania, malgrado gli indimenticabili orrori perpetrati durante la seconda guerra mondiale e la sconfitta subita nel 1945, e con lei l’UE tutta, abbiano imparato a rispettare le altrui libertà, culture, ordinamenti politici e non solo, è ancora oggi pia illusione; prova ne è,  più chiara di così, e qui siamo al secondo episodio, l’esternazione dell’ambasciatore Matthiessen che minaccia la Svizzera di venir divorata dall’UE, il corollario finale della programmata “Annessione”, non più con l’invasione armata, bensì con altre tattiche e manovre ancor più subdole e prepotenti.

Un “NO” all’iniziativa per la “Limitazione della libera circolazione” in votazione a settembre, sarebbe il primo, distruttivo e irreversibile passo in vista di un totale “Anschluss” alla “Grande Unione europea” che, ma guarda un po’, con la Brexit già comincia a perdere pezzi, e che pezzi…

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