La CDIP centralizza ben oltre il suo mandato costituzionale

Lug 13 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 1350 Views • Commenti disabilitati su La CDIP centralizza ben oltre il suo mandato costituzionale

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La Conferenza svizzera dei direttori cantonali dell’istruzione pubblica (CDIP) ha presentato il 1° luglio 2015 il suo bilancio concernente l’armonizzazione della scuola obbligatoria. La sua principale conclusione: mai la scuola obbligatoria è stata tanto armonizzata. Si può allora chiedersi perché si continui ciò nondimeno a uniformare l’istruzione pubblica del primo livello. Perché la CDIP e la Confederazione proseguano nei loro sforzi di centralizzazione. Il concordato HarmoS e il piano di studi 21 superano già abbondantemente il mandato derivante dall’articolo costituzionale sulla formazione. Questa constatazione vale ad ancora maggior ragione per i tentativi di livellare definitivamente il sistema scolastico svizzero. Bisogna porre fine a questo cieco ugualitarismo e ristabilire il federalismo e la diversità nell’istruzione pubblica. E cominciare riducendo del 20% il budget della CDIP.
Come ci si poteva attendere, la CDIP ha presentato un bilancio positivo durante la sua conferenza stampa sull’armonizzazione della scuola obbligatoria. Finora mai la scuola obbligatoria era stata così armonizzata in Svizzera, constatano i direttori cantonali dell’istruzione pubblica. Le esigenze dell’articolo costituzionale sulla formazione sono quindi state soddisfatte. La mobilità delle famiglie è garantita. Questa uniformazione della scuola obbligatoria supera perfino in parte il quadro di questa norma costituzionale (per esempio, per ciò che concerne la scuola infantile nel periodo di scolarità obbligatoria). E nemmeno si possono giustificare il concordato HarmoS e il piano di studi 21 con il nuovo articolo costituzionale. Gli obiettivi dei dirigenti della CDIP sono chiari: essi cercano di spingere l’armonizzazione fino a che il sistema scolastico svizzero sia perfettamente livellato e che tutte le differenze cantonali siano eliminate. La logica esigerebbe allora che anche la CDIP sia poi progressivamente soppressa, perché il mandato costituzionale di armonizzare la scuola obbligatoria è adempiuto e non c’è più nulla da armonizzare.    
Intervento anticostituzionale della Confederazione
Il peggio è che anche la Confederazione interferisce incoraggiando questa politica centralizzatrice. Un intervento anticostituzionale della Confederazione incombe sul settore dell’insegnamento delle lingue. È sorprendente, a questo proposito, che la Svizzera romanda – la quale, in quanto minoranza, beneficia del federalismo – s’impegni nel modo più veemente per una soluzione imposta dalla Confederazione. L’unità nazionale in questo settore esisteva ben prima dell’introduzione dell’insegnamento precoce di lingue straniere, che peraltro è vieppiù criticato dalla scienza pedagogica. Il dibattito sulla prima lingua straniera insegnata a scuola, la cui importanza è stata decisamente esagerata, sfocia quindi in una misura puramente centralizzatrice che ha ben poco a che fare con la pedagogia e la coesione culturale. È interessante constatare, a questo proposito, che tutti i cantoni raggiungono lo stesso livello in francese alla fine della scolarità obbligatoria, indipendentemente dall’anno scolastico in cui è cominciato l’insegnamento di questa lingua. I progressi fatti dagli allievi dipendono perciò molto di più dalla qualità dell’insegnamento che non dal suo inizio. Da molto tempo, del resto, il dogma “più l’insegnamento delle lingue è precoce, meglio è” è contraddetto dalla scienza.    

Centralizzazione tramite test?
Per coronare il tutto, la CDIP introduce nei prossimi anni una verifica e una valutazione centrali delle competenze di base nei cantoni. Nell’interesse dell’avvio di un dibattito obiettivo, bisognerebbe tuttavia lasciare agire la concorrenza dei sistemi almeno fino al momento di questi test, affinché si possa infine constatare nella pratica se, per esempio, il sistema a due lingue straniere nella scuola obbligatoria la vinca sul sistema a una sola lingua straniera. Il cieco ugualitarismo praticato dalla CDIP impedisce questa discussione obiettiva e c’è un gran rischio che un cattivo sistema sia imposto ai cantoni. Bisogna assolutamente salvaguardare gli enormi vantaggi della diversità delle soluzioni e del federalismo. Il settore dell’istruzione pubblica ha bisogno di una maggiore concorrenza e di più sussidiarietà.


Felix Müri, Consigliere nazionale UDC, Emmenbrücke (LU)

 

Berna, 03 luglio 2015

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