In punta di spillo

Ott 17 • L'opinione • 1340 Views • Commenti disabilitati su In punta di spillo

Spillo

Su suggerimento dell’amico e collaboratore Giuliano Franzosi, diamo il via oggi a una piccola rubrica destinata a piccoli interventi pungenti, come si addice alla punta di uno spillo. Invitiamo tutti i lettori che lo desiderano, ad inviarci i loro punti di vista da pubblicare in questo spazio. L’opportunità di detta pubblicazione rimane ovviamente a discrezione della redazione, ma faremo tutto il possibile per ospitare il maggior numero di interventi. La redazione.  

 

Ma che fretta!

I partiti, a livello cantonale, stanno affilando le armi e le prime candidature per il Gran Consiglio iniziano a concretizzarsi.

Sono solo candidature, fra oggi e la presentazione ufficiale delle liste con la pubblicazione

sul Foglio ufficiale mancano ancora diversi giorni e dalla fatidica data delle elezioni il 19

aprile 2015, siamo ancora ben distanti, oltre 200 giorni.

Ma sembra che i media, e in particolare ”Ticinolibero”, in data 18 e 19 settembre non trovino

di meglio che pronosticare, sia per il distretto di Locarno che di Bellinzona, fra i candidati del

PLR, chi potrebbero essere gli eletti e chi gli sconfitti o trombati. A noi sembra che si stia

perdendo il senso della misura attendiamo almeno di conoscere le liste ufficiali.

Attualmente sono noti, i nominativi per questi due distretti, ma non è da escludere che vi

potrebbero anche essere delle modifiche in seno ai candidati.

Quindi si abbia un po’ di pazienza, si lasci almeno che vi siano le candidature ufficiali, invece di fare solo del pettegolezzo!

 

Una volta tanto siamo d’accordo con ”Il Caffè”

Il settimanale stampato a Locarno, del 14 settembre, nella rubrica ”Fogli in libertà” a firma

Renato Martinoni nell’articolo: ”Quando cerca gli esperti la RSI è poco svizzera”, l’autore

critica le scelte della RSI in materia di commentatori per fatti ed episodi che destano l’interesse anche dei Ticinesi. Martinoni si riferisce, in questo caso,

all’annuncio di Mario Draghi sulle nuove misure per fare fronte alla crisi e per favorire la

ripresa economica.

La RSI non ha trovato di meglio che interpellare un professore di economia dell’Università di Milano.

Martinoni dice fra l’altro: “Viene però spontaneo anche un altro rilievo. I giornalisti

radiofonici, anche quelli culturali, mostrano di orientarsi, quando si tratta di andare a

caccia di opinioni e di perizie, assai meglio in Italia che in Svizzera. Eppure in ogni

università elvetica ci sono professori e studiosi che parlano l’italiano. E che sono

specializzati in molti settori: dalla genetica al diritto internazionale; dall’economia alla

finanza; dalla geopolitica alla sociologia; dalla storia delle religioni (compreso l’Islam in

tutte le sue diramazioni e degenerazioni) alla cultura nelle sue varie forme.

E allora perché non rivolgersi più spesso anche a loro? Non è che chi fa ricerca e insegna

a Zurigo debba saperne meno di chi lo fa a Firenze.

Bravo Prof. Dr. Martinoni, la pensiamo come te al 100% !

 

EOC che pasticcio, proprio nell’imminenza delle elezioni cantonali!

Da alcune settimane la frittata dell’EOC tiene banco sui media scritti ed elettronici del Ticino.

Questo pasticcio, che per noi accomuna sempre più il nostro Cantone alla Repubblica delle

banane confinante, leggendo i vari commenti, da perfetti ignoranti in materia ci fa porre

alcune domande che, riteniamo, anche l’uomo della strada si farà!

L’attuale Direttore dell’Ente Ospedaliero Cantonale Giorgio Pellanda, entrato in carica il 1. gennaio 2011 (già trombato d’oro, a suo tempo, per il Consiglio di Stato, sul listone del PLR)

ha dichiarato a ”Libera TV” dell’8 settembre scorso,”per cui ha deciso di non sporgere

denuncia nei confronti del medico che, nel corso di tre anni, falsificando alcuni moduli, si è

indebitamente appropriato di circa 100’000 franchi. Soldi restituiti una volta che è stato

scoperto.”

Ora chi si appropria indebitamente, per noi, commette un reato. All’EOC non è così?

Inoltre nella sua dichiarazione continua così: “Nonostante la fiducia tra il medico e l’EOC

sia venuta a mancare, la professionalità del chirurgo non  in discussione. L’EOC, dopo attenta valutazione, ha deciso di non denunciare il medico alla

Magistratura e di chiudere il rapporto di lavoro con la fine dell’anno 2014 al fine di

garantire un periodo di transizione adeguato, anche in un’ottica rivolta verso i pazienti”.

Dopo quest’ultima affermazione abbiamo controllato in Internet (www.eoc.ch/Ospedali-e-

Istituti/Ospedale-Regionale-di-Locarno/Medici.html) quanti sono i medici che collaborano

con il nosocomio locarnese. Se abbiamo contato giusto, oltre 120! Fra tutti questi esimi

medici non ve ne era uno all’altezza di sostituire il medico ”mano lesta?”.

Non crediamo che il loro nome sia inserito tanto per bellezza. 

L’affermazione del Dir. Pellanda, secondo chi scrive, sminuisce tutti i medici che

collaborano con l’EOC di Locarno.

Concludendo, in data 19 settembre il consigliere nazionale Ignazio Cassis (certamente non

un aderente UDC) ha espresso queste sue idee a ”LiberaTV”. Si sa che la storia non si fa con i se e con i ma… – dice LiberaTV – Ma il consigliere nazionale Ignazio Cassis, interpellato da LiberaTV in qualità di ex medico cantonale e di ex consigliere dell’Ente ospedaliero, non

ha dubbi: “Se fossi stato nel Consiglio di amministrazione dell’Ente non avrei avuto dubbi

sulla necessità di segnalare al Ministero pubblico il caso che ha coinvolto il viceprimario e

due capoclinica dell’ospedale La Carità”.

Lo avrei fatto per un semplice motivo, spiega Cassis: “Perché undici anni di esperienza in

veste di medico cantonale mi hanno insegnato che di fronte a casi del genere la segnalazione

alla Magistratura s’impone. Nella mia esperienza ho imparato che la Procura non è fatta di

orchi, ma di persone ragionevoli ed equilibrate, verso le quali bisogna confidare che, anche

in casi che coinvolgono una realtà delicata come può essere quella ospedaliera, faranno le

loro verifiche rispettando il principio della proporzionalità. Come mi pare stia avvenendo

ora”.

Insomma, se c’è anche solo un sospetto di reato penale l’Ente deve segnalarlo in nome della

separazione dei poteri, afferma Cassis, e per evitare potenziali conflitti d’interesse.”

 

Affaire à suivre!!

 

GF

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