Il Consiglio Federale si affida ancora di più alle importazioni alimentari dall’estero invece che alla produzione indigena

Mag 13 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 204 Views • Commenti disabilitati su Il Consiglio Federale si affida ancora di più alle importazioni alimentari dall’estero invece che alla produzione indigena

Nonostante la guerra in Europa

L’UDC non è assolutamente concorde con le decisioni del Consiglio federale sull’attuazione del controprogetto indiretto alle due iniziative agricole (In. Pa. 19.475). In una situazione in cui tutta l’Europa è preoccupata per l’approvvigionamento alimentare della popolazione, il nostro Consiglio federale, con la sua politica errata, si affida ancora di più alle importazioni di derrate alimentari. Il nostro Consiglio federale sta così alimentando la fame nel mondo e mostrando una totale mancanza di solidarietà. Il chiaro «NO» alle iniziative agricole viene disatteso e la volontà popolare non rispettata. Lo scorso giugno, il popolo svizzero ha chiaramente votato contro queste due iniziative con più del 60%. Ora il Consiglio federale vuole far rientrare alcuni elementi significativi dalla finestra. Tutto ciò è insostenibile.

La riduzione del 20% dei concimi può essere raggiunta solo con una massiccia riduzione del numero di bestiame, il che è devastante per i pascoli svizzeri. Tuttavia, i capi di bestiame sono importanti per poter ottenere del letame autoctono e quindi nutrire le piante. Perché senza concime non c’è crescita dei raccolti. E senza raccolti, niente cibo. Il fertilizzante artificiale è 4 volte più costoso oggi che un anno fa. Cosa che rende la produzione indigena di letame importante. Ma il Consiglio federale sta ancora dormendo. Nonostante la guerra in Europa, fa affidamento su importazioni costose e sulla dipendenza dall’estero invece che sulla produzione interna. Pettina bambole invece di concentrarsi sulla produzione alimentare indigena.

Il Consiglio federale è incapace di riconoscere i segni dei tempi

A partire dal 2024, il Consiglio Federale chiede agli agricoltori svizzeri di coltivare un 3,5% in più di terreno biologico sui terreni aperti, i più fertili della Svizzera. Questo, nonostante il fatto che gli agricoltori stiano già dedicando quasi tre volte di più (19%) all’agricoltura biologica, di quanto sarebbero legalmente obbligati a fare.

Il Consiglio federale non ha riconosciuto i segni dei tempi. Le ultime decisioni sono un insulto assoluto ai produttori e ai consumatori. Perché, invece di mostrare come può essere garantito l’approvvigionamento alimentare della popolazione, come richiesto dall’UDC, il Consiglio federale sta scommettendo su un esperimento pericoloso che creerà ancora più dipendenza dall’estero e che potrebbe significare la fame in tempi di crisi. A tutt’oggi, il presidente Cassis non ha dato all’UDC una risposta alla lettera del 18 marzo in cui chiedevamo al Consiglio federale di mostrare come la popolazione svizzera possa continuare ad essere nutrita con la produzione svizzera. 

Il Consiglio federale viola la volontà popolare

Il Governo federale vuole diventare più indipendente dall’estero nel campo dell’energia, il che è sacrosanto. In agricoltura, invece, sta facendo esattamente il contrario con la sua eco-politica! Inoltre, la decisione del Consiglio federale viola la chiara volontà del Popolo espressa nella votazione sull’iniziativa per la sicurezza alimentare e quindi viola l’articolo 104a della Costituzione. L’UDC non lo può accettare!

L’UDC è delusa dal fatto che un Consiglio federale con una cosiddetta maggioranza borghese neghi con questa decisione a molte famiglie di agricoltori svizzeri il loro futuro imprenditoriale e leghi ancora di più l’agricoltura svizzera alle linee guida di sinistra. La responsabilità di questa decisione è del centro e dei consiglieri federali PLR. Impediscono la produzione di cibo regionale in Svizzera e alimentano le importazioni.

 

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