Il bilancio da 2.000 miliardi di von der Leyen: il vero scandalo sono le spese per l’UE stessa

Lug 25 • Dal Mondo, L'opinione, Prima Pagina • 301 Views • Commenti disabilitati su Il bilancio da 2.000 miliardi di von der Leyen: il vero scandalo sono le spese per l’UE stessa

Dalla Weltwoche del 17.07.2025, un interessante articolo di Oliver Stock

Qualcuno ha dato un’occhiata più approfondita a questo bilancio?

La Commissione europea intende spendere la gigantesca somma di due trilioni di euro nei sette anni tra il 2028 e il 2034. È quanto prevede il progetto della presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Si tratta di circa 700 miliardi di euro in più rispetto al periodo di bilancio attualmente in corso. Per non dare troppo nell’occhio, la presidente ha mascherato questo aumento gigantesco sotto le spoglie di una riforma, affermando che gran parte della somma sarà destinata alla difesa e alla competitività e menzionando solo di sfuggita che il finanziamento avverrà naturalmente soprattutto attraverso i dazi doganali, che in altri contesti sono considerati un male assoluto.

Questo denaro proviene da pagamenti che le imprese devono versare e che, per carità, non possono essere definiti tasse dell’UE, perché per definizione queste non esistono.

Fin qui, tutto male.

Il vero problema, però, non viene menzionato nemmeno una volta nel dibattito sulla riforma. Si tratta delle spese amministrative dell’UE, che nell’attuale periodo di bilancio ammontano a circa 73 miliardi di euro e, secondo i piani attuali, aumenteranno di quasi il 40% fino a raggiungere i 118 miliardi di euro.

È proprio qui che risiede il vero fallimento di questa commissione. Essa non è disposta a porre un freno alla propria crescita incontrollata. Propone riforme, ma si esclude completamente dal gioco.

Von der Leyen parla di «bilancio per la realtà di oggi», ma con questa realtà ha perso completamente il contatto. Al contrario, continua a coltivare rituali costosi e obsoleti, come le sue due sedi parlamentari a Bruxelles e Strasburgo, con la conseguenza che documenti, deputati e lobbisti vengono trasportati avanti e indietro a costi esorbitanti. Non determina il numero dei commissari in base alle necessità, ma in base al numero degli Stati membri, il che è un invito a sprecare denaro. Un deputato che non guadagna un milione di euro in una legislatura sta sbagliando qualcosa. E mentre il numero di persone che vivono nell’UE è ormai quasi stagnante a 450 milioni, il numero di posti di lavoro nell’UE sta esplodendo: sono ormai più di 60.000.

Tutto ciò dimostra che l’UE gestisce con noncuranza il denaro degli altri e si scredita ogni volta che stabilisce un nuovo record di bilancio.

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