La vaselina del «politicamente corretto»

Feb 8 • L'editoriale, Prima Pagina • 715 Views • Commenti disabilitati su La vaselina del «politicamente corretto»

Eros N. Mellini

Dazi su, dazi giù, Karin Keller Sutter «va a da via el c…», Groenlandia a me, pace nel mondo cosa mia, premio Nobel mi è dovuto, eccetera. L’intervento al WEF di Donald Trump può essere definito in molti modi, a seconda del fronte politico – ma anche della cultura ricorrente alle nostre latitudini, che dà molta importanza più alla forma che ai contenuti – almeno quando fa comodo. Personalmente, credo che la reazione alla «performance» del presidente americano in quel di Davos si possa suddividere in tre tipi: quella della gente comune, non impegnata in politica, quella dei politici di sinistra e quella dei loro colleghi di destra.

L’uomo (o la donna) della strada
Anche questa categoria va divisa in due: quelli la cui visione politica è quella dei media mainstream – news e/o fake news, non ha importanza, si segue il gregge convinti di avere un’opinione propria – e gli altri, che della politica se ne fottono beatamente ma non disdegnano il lato prettamente «gossip» (mi scuso se, in onore del presidente americano, abbondo con gli anglicismi) della cronaca. I primi sono ormai impregnati di «politicamente corretto» al punto di dare sfogo al loro sdegno per la mancanza di rispetto del buon Donald nei confronti nostri ma, pensandoci bene, nei confronti di tutto quanto non sia «made in USA, possibly great again».
I secondi – quelli che per inciso si tengono aggiornati sugli avvenimenti del pianeta guardando «Chi l’ha visto» o «Amici di Maria De Filippi» et similia, o leggendo «Novella 2000» o «Cronaca vera» mentre attendono il loro turno dal barbiere – sono meno drastici nei loro commenti, salvo essere unanimi nel considerare il termine «matto come un cavallo» un gentile eufemismo. Ma, siccome i matti – in quanto non hanno remore a dire quello che passa loro per la testa, al contrario di noi che siamo frenati dalle innumerevoli regole della buona educazione e del galateo – sono quasi sempre dei personaggi guardati con magnanima simpatia, anche il buon Trump non sfugge a questa regola; e riesce a strapparci qualche risata che ci fa dimenticare per un attimo le terribili conseguenze, possibili quando il matto è a capo della maggiore potenza nucleare mondiale.

I politici di sinistra
Per questi è festa in borgo, se non ci fosse Trump, bisognerebbe inventarlo. Lo sdegno viene ostentato al parossismo, ma non tanto per la vera o presunta offesa arrecata al nostro paese, bensì per evidenziare e criticare la mancanza di coraggio del nostro governo che a tale offesa non reagisce con la dovuta fermezza. Contro dazi, rivalse economiche, altre sanzioni – possibilmente in accordo con l’UE, dimenticando le vessazioni cui quest’ultima ci sta sottoponendo da anni – tutto perché Trump si è lasciato andare ad affermazioni poco lusinghiere nei nostri, e non solo nostri, confronti.

I politici di destra
Sotto sotto, buona parte di loro saluta con soddisfazione la bordata di critiche, seppure sparata ad alzo zero contro tutto e contro tutti, dal presidente americano ma, legata anch’essa al «politicamente corretto», non può o non vuole ammetterlo. E si trova così in una situazione che l’inviato di «Nuvitads da Coira» della mitica «Palmita» definiva di «imbarazz, tremend imbarazz!».


Servilismo? Un inchino di fronte o un piegamento a 90 gradi, qual è la differenza?
E le nostre autorità? Per par condicio, adottano con gli USA lo stesso servilismo in atto da anni con l’UE. A Trump ci si inchina di fronte, si ride delle sue battute e si accettano i suoi sberleffi. A von der Leyen & Co. non un inchino frontale, ma un piegamento a 90 gradi di fronte alle vessazioni, pretese e minacce con cui ci assillano da ormai oltre trent’anni per obbligarci a sottoscrivere un vergognoso trattato di sudditanza. All’atto pratico, che differenza c’è? Non è che l’inchiappettata dell’UE sia meno dolorosa di quella di Trump, solo perché la prima utilizza la vaselina del «politicamente corretto», mentre il secondo gli interlocutori li violenta senza alcun riguardo.
Ma per Ignazio Cassis, mentre essere sodomizzati dall’UE è diventato, grazie alla vaselina, un piacevole passatempo, lo stesso trattamento – ma «nature» – da parte di Trump, è troppo doloroso. «È stato inaccettabile essere trattati così!» – ha piagnucolato con i giornalisti.
Gnagnagnagnagna, a g’hal disi con la me mamm! Sniff! 😭😭😭

Comments are closed.

« »