I politici e l’impotenza

Mag 27 • Lettori, Prima Pagina • 1155 Views • Commenti disabilitati su I politici e l’impotenza

Si dice che il compito dei politici è quello di curare e salvaguardare le necessità dei propri concittadini. Il problema è serio. Sempre più essi ribaltano sui cittadini decisioni tutt’altro che semplici. Vedi i temi in votazione il 5 giugno. Ben cinque a livello federale e quattro a livello cantonale. Una vera abbuffata!! Opuscoli alla mano, per farsi una idea, ben 124 pagine tra leggi, l’essenza in breve, raccomandazioni, argomenti pro e contro. Un vero rompicapo da emicrania. I media poi non sempre aiutano. Questa è l’impotenza della politica e dei politici. Il concetto d’impotenza lo si può tranquillamente connotare con la situazione assurda di ben nove oggetti in votazione. Politicamente questo è prendersi in giro perché, a conti fatti, nessuno sarà responsabile del risultato finale e tutti potranno mettere in dubbio tutto di tutti e quindi chiedere di rivotare!!! Per i cittadini è sconcertante. Resta il fatto che l’intero conduce a pensare che venga fatto apposta. E alla fine pure la beffa perché l’idiota, l’incompetente, sarà solo e sempre il cittadino, mentre il politico si nasconde dietro la filosofia della colpa altrui. Cambiare le modalità d’azione, riflettere sulle conseguenze e chiedersi come utilizzare la democrazia. Ripensare un nuovo rapporto con il cittadino e un nuovo linguaggio. Interrogarci in modo profondo sui nostri modi e sulle nostre maniere di agire. Basta contraddizioni, cinismo, ma realtà e quindi assunzione di responsabilità.

                                                     

Raoul Bettosini, Lugano

 

Non concordiamo del tutto con il gentile lettore: sul fatto di chiedere ai politici un maggiore senso di responsabilità senz’altro, ma non su una modifica dell’uso della democrazia diretta che – benché imperfetta – rimane ai nostri occhi il sistema politico che più ci  tutela dall’arbitrio delle autorità cui assistiamo quotidianamente in altri paesi nei quali la parola “democrazia” non è altro che un’ingannevole etichetta. Torniamo piuttosto a un serio insegnamento della civica nelle nostre scuole (a tutti i livelli), responsabilizzando i cittadini del loro ruolo di suprema istanza legislativa. E rendendo edotti i nostri futuri governanti che la politica non è un palcoscenico dal quale sparare cavolate – mentalità purtroppo diffusa nell’attuale classe politica – bensì uno strumento per servire al meglio la comunità (è bene sottolineare, la NOSTRA comunità in primis, non quella di tutti i disperati che in questo mondo non sanno provvedere ai propri bisogni).

Red. – enm

 

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