Gli impianti eolici hanno del piombo nelle ali (pale?)

Giu 24 • L'opinione, Prima Pagina • 1446 Views • Commenti disabilitati su Gli impianti eolici hanno del piombo nelle ali (pale?)

Claude Brasseur matematico, ricercatore e fondatore di un centro di ricerca sulle energie rinnovabili

Claude Brasseur
matematico, ricercatore e fondatore di un centro di ricerca sulle energie rinnovabili

Da LE PEUPLE – Quotidien belge de combat pour nos valeurs – traduciamo questo interessante articolo

L’isteria Kyoto ha vinto e il terrore alimentato dai clima-allarmisti – stiamo per cuocere! – ha generato 200’000 ex-voto sotto forma di impianti eolici giganti. La truffa è grande, funziona con persone oneste che vogliono «fare qualcosa per il clima». Ma un numero crescente di paesi cominciano a realizzare che, sempre di più, gli impianti eolici hanno del piombo nelle ali (pale?)…

Nel Québec, da 10 anni, la lobby eolica obbliga il governo a ordinare periodicamente un nuovo lotto di impianti eolici sventolando la minaccia dell’impiego. Il popolo, lui, si limita a pagare delle «indulgenze» contro «il riscaldamento climatico». La realtà finisce sempre per imporsi e il ricatto «impiego» ha smesso di funzionare di fronte all’impossibilità di pagare (cari!) questi KWh prodotti in quantità crescente. Il numero di impianti eolici aumentava, il prezzo dell’elettricità aumentava, per poter continuare a far funzionare le centrali… una spirale che sembrava infinita.

E mentre che il numero crescente degli impianti eolici rovinava … il Québec, questo produceva già ad libitum tutta l’energia di cui aveva bisogno mediante delle dighe, che offrono energia verde ideale! Un governo ragionevole avrebbe fatto da tempo un calcolo economico, ma non è stata la ragione a vincere, è stata l’impossibilità di continuare a far ingoiare rospi agli abitanti… È così che il Québec ha finalmente posto fine alla truffa eolica.

Le Danimarca è un piccolo paese spazzato dai venti e ricoperto d’impianti eolici, sotto il controllo della società danese Vestas. Lì, come in Belgio e altrove, il KWh prodotto dagli impianti eolici in mare è comunque due volte più caro che a terra. Il 13 maggio, il governo danese, nella persona del suo ministro dell’energia Lars Christian Lilleholt, ha annunciato di voler rinunciare alla costruzione di 5 nuovi parchi eolici, causa l’impossibilità di far fronte alle spese.

Nel caso della Spagna, sarebbe interessante valutare in quale misura l’esplosione eolica e fotovoltaica non sia una delle cause delle difficoltà finanziarie dello Stato e di quelle di Albengoa, il grande specialista spagnolo delle energie rinnovabili.

Discretamente, l’Inghilterra ha deciso di sopprimere parecchi aiuti all’eolico. Ci riuscirà? E anche in Germania, la Baviera ha deciso di frenare lo sviluppo dell’eolico. Anche l’Australia ha dei problemi con le sue rinnovabili: ma la lobby eolica non si arrende! Negli USA, il presidente aveva dichiarato che le energie rinnovabili, dopo trent’anni, erano arrivate alla piena maturità. Ma, nello stesso ambito, ha deciso che i sussidi alle KWh eoliche, arrivati a scadenza, dovevano essere… raddoppiati, e ciò sotto pena di sanzioni!

Nell’Atlantico di questo 12 maggio, l’economista emerito Prud’homme spiega che gli impianti eolici – e, in realtà, le energie rinnovabili – aumentano la polluzione tedesca. Egli aggiunge pure una seconda ragione per non installarne: essi aumentano enormemente il prezzo dell’elettricità… come dappertutto, d’altronde!

 

Ma in Belgio, il prezzo reale del KWh eolico è molto ben camuffato: solo una minima parte dei costi generati dagli impianti eolici appaiono – discretamente – sulla fattura. Sono gli aiuti alle regioni, le esenzioni, l’assenza di imposte, la priorità sulla rete… che assicurano ai promotori dei benefìci esorbitanti. Tuttavia, ciò non tocca i nostri governanti: tanto, i debiti dovranno essere rimborsati dai nostri figli…

Purtroppo, non è l’insieme di tutte queste buone ragioni per le quali non bisognerebbe installare impianti eolici, che ci libereranno di quest’ultimi, bensì delle finanze ormai esangui e l’impossibilità di arricchire all’infinito dei promotori senza scrupoli. È lecito sperare che allora ci si dirigerà – finalmente! – sulla vera energia verde e poco costosa: il nucleare di quarta generazione…

Speriamo che le «indulgenze» eoliche finiscano presto di rovinarci. Il clima non potrà che avvantaggiarsene… anche se 1’000 miliardi di euro sono già stati spazzati dal vento!

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