Gigante giallo: ci prende per i fondelli?

Lug 22 • Prima Pagina • 280 Views • Commenti disabilitati su Gigante giallo: ci prende per i fondelli?

In questi giorni nelle nostre case è arrivato l’opuscolo «Prio» edito da «La Posta svizzera SA» e che appare due volte all’anno. Rivista che leggiamo sempre con un certo interesse in quanto  alcuni scritti ci presentano situazioni o luoghi di cui non sapevamo nulla, quindi arricchisce le nostre cognizioni. Ad esempio, in questa edizione si parla dell’idilliaco villaggio di Bosco Gurin, o la scoperta della Maderanertal oppure delle cinture in pelle che si fabbricano nel canton Turgovia. L’impegno dei vari collaboratori della rivista è veramente molto valido!

Non siamo per contro soddisfatti di quanto è apparso sul portale online «Tio» dell’11 giugno. In una intervista elaborata da Chiara Gallè, il presidente del consiglio di amministrazione (Cda) della Posta Christian Levrat, alla domanda «In futuro niente più pagamenti in contanti agli uffici postali?» si china su questa possibilità. Ma è il mondo politico a dover decidere, afferma. All’intervistatore che insiste ancora su questo punto, chiedendo se la Posta vuole eliminare questo tipo di servizio, Levrat non dà una risposta diretta. Ora, leggendo l’intervista, ci siamo immedesimati in quelle persone – anziani, signore o persone con handicap che a utilizzare questi rettangoli plastificati o non ci riescono o hanno grosse difficoltà!

Che sia il gigante giallo che è pubblico, in futuro, a introdurre questo obbligo non siamo per nulla d’accordo!

I signori Christian Levrat, presidente dal dicembre 2021 del CdA della Posta o Roberto Cirillo, Ceo dall’aprile 2019, sicuramente all’interno del consiglio d’amministrazione ne hanno già discusso, altrimenti l’interlocutore non ne avrebbe chiesto delucidazioni.

Nell’intervista Levrat indica «di esser consapevole che si tratta di una questione altamente politica. Ricordo bene gli accesi dibattiti in parlamento quando si trattava di abbassare il limite massimo dei pagamenti in contanti per combattere il riciclaggio di denaro. La Svizzera ha un rapporto molto emotivo con il denaro contante e il passaggio a soluzioni digitali è più difficile che in altri paesi».

La Posta è passata, negli ultimi anni, da 3500 uffici postali che erano un tempo, agli attuali 800 ca. e il numero dovrebbe essersi stabilizzato.

Altro punto toccato è la consegna dei giornali che deve avvenire alle 12:30. Per Levrat:«ll parlamento dovrà decidere se queste regole saranno ancora necessarie nel 2030 o se possiamo attenuarle in vista dell’avanzamento della digitalizzazione».

La sua nomina è avvenuta su iniziativa della collega di partito e responsabile del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) Simonetta Sommaruga. Levrat era succeduto a un altro friburghese, ma PPD, che da parte sua era stato a sua volta proposto dall’allora numero uno del DATEC Doris Leuthard, pure lei esponente del partito popolare democratico.

 

FRG

 

In merito, riportiamo qui di seguito un’interrogazione depositata in parlamento dal nostro consigliere nazionale, Piero Marchesi, lo scorso 13 giugno:        

 

La Posta: il pagamento contante sia mantenuto anche in futuro!

Che le abitudini dei cittadini, anche nella gestione dei pagamenti siano cambiati, è fuor di dubbio. Oggi si fa più facilmente capo all’utilizzo del pagamento elettronico e sempre meno al contante. Questa tendenza non deve però portare all’eliminazione – o alla limitazione – del denaro contante, in quanto diversi cittadini lo preferiscono ancora al pagamento elettronico.

Il Presidente del CdA di La Posta, Christian Levrat ha recentemente dichiarato «È necessaria una discussione generale sul mandato di servizio di base nel traffico dei pagamenti, ovvero sull’obbligo di accettare versamenti in contanti in ogni ufficio postale». Chiedendo se la Posta vuole eliminare questo tipo di servizio, Levrat non dà una risposta diretta. «È necessaria una valutazione complessiva, che dovrà essere effettuata dal Parlamento nei prossimi anni».

A fronte di queste dichiarazioni rilasciate dal Presidente de La Posta, azienda di proprietà della Confederazione, chiedo:

  1. Intende il CF proporre al Parlamento l’eliminazione dell’obbligo per La Posta di accettazione dei pagamenti contanti?
  1. Se sì, non ritiene che questo cambiamento penalizzerebbe chi oggi apprezza e utilizza il contante per i pagamenti presso La Posta?

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