È giusto chiudere cinque ore di magico tennis con la lotteria del tie-break?

Lug 26 • L'opinione, Lettori, Prima Pagina • 790 Views • Commenti disabilitati su È giusto chiudere cinque ore di magico tennis con la lotteria del tie-break?

Sono oramai passate quasi due settimane dalla storica finale di Wimbledon tra Novak Djokovic e il nostro intramontabile Roger Federer. Una partita epica, carica di colpi di scena e di “pathos” che è terminata soltanto al tie-break sul 12 a 12 del quinto set il quale, a partire da quest’anno, non si giocava a oltranza (la più celebre di queste maratone è Isner-Mahut del 2010 durata oltre 11 ore, finita 70-68 della partita decisiva).

Se avesse vinto lo svizzero probabilmente non ci saremmo neanche posti questa questione e avremmo celebrato il nostro Roger senza troppi fronzoli; 20 prove dello slam vinte sono incredibili ma 21, battendo Rafael Nadal in semifinale e il serbo nell’atto conclusivo, sarebbero state leggendarie.

Una sfida che si è protratta per così tante ore, dove ha regnato l’equilibrio, dove i sei anni di differenza all’anagrafe non si sono per nulla visti, è giusto che sia decisa da uno (stupido) tie-break in cui la “componente fortuna” è davvero troppo grande? Un doppio fallo, un colpo in rete o una chiamata sbagliata del giudice di linea trasformano la partita in uno squallido gioco d’azzardo. È giusto spezzare la magia in questa maniera? In ogni modo, grazie Roger Federer per regalarci sempre delle autentiche emozioni, per farci dimenticare degli anni che passano per tutti e… Ci vediamo l’anno prossimo!

 

Alessandro “Bubi” Berta (Gordevio)

 

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