Denaro gettato

Giu 14 • L'opinione, Prima Pagina • 378 Views • Commenti disabilitati su Denaro gettato

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Assisto a un concerto, pago il previsto prezzo d’entrata e decido di andarmene anzitempo: devo per questo pagare una tassa speciale? Certamente no. Lo stesso dicasi di una manifestazione sportiva per la quale ho pagato il relativo biglietto: l’evento mi annoia e me ne vado a casa prima della fine. A chi verrebbe in mente di punirmi con una tassa supplementare? Ma è esattamente quanto sta succedendo agli Inglesi perché vogliono abbandonare l’UE. Sono circa 40 miliardi di Euro che gli Stati che rimangono membri pretendono dall’Inghilterra per la sua uscita dall’UE (circa 50 miliardi di franchi). E non si tratta di danni economici che l’economia britannica, o eventualmente anche quella europea, potrebbe subire dopo la Brexit (e sottolineo, «potrebbe», perché nessuno può prevedere chi con Brexit subirà degli svantaggi economici). I dettagli di questa esosa pretesa pecuniaria danno una visione di come funziona l’Unione europea.

Così, le signore e i signori di Bruxelles pretendono dall’Inghilterra (che, fra l’altro, ha finora sempre pagato annualmente alla cassa UE più di quanto abbia ricevuto di ritorno; la differenza ammonta – a quanto si legge – a circa 10 miliardi di Euro), per esempio quasi 20 miliardi per impegni sottoscritti e fatture ancora impagate. È bizzarro, tuttavia, che gli impegni siano stati sottoscritti senza che il denaro necessario fosse disponibile. Altri 10 miliardi, gli Inglesi dovrebbero pagarli per cosiddette spese future, dunque per tempi in cui l’Inghilterra non sarà più membro. Poi ci sono altri 10 miliardi per obblighi pensionistici. Osservando più attentamente, appare che nell’UE il capitale per le rendite degli attuali 22’000 funzionari pensionati (la cifra salirà considerevolmente nei prossimi anni) non è depositato in un fondo, bensì, peraltro piuttosto sconsideratamente, le rendite vengono pagate tramite il budget a bilancio ordinario. Si noti, di transenna, che i funzionari attivi a Bruxelles costano già all’Unione circa 5 miliardi di Euro – sono infatti tutti correttamente retribuiti con assegni familiari, per i figli, per l’educazione e per la base di lavoro all’estero.

Boris Johnson, uno dei più veementi sostenitori della Brexit, già anni fa considerava un’uscita senza negoziati la giusta soluzione: così, la fattura per l’uscita verrà a cadere. Il presidente degli Stati uniti ha recentemente, di sua iniziativa, dato agli Inglesi lo stesso consiglio. Nel frattempo, il Brexit Party guidato di Nigel Farage ha il vento in poppa: chissà se, sotto la sua pressione, il governo britannico effettuerà questo importante passo ancora quest’anno?

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