Dal mondo

Ott 20 • Dal Mondo, L'opinione, Prima Pagina • 815 Views • Commenti disabilitati su Dal mondo

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 6 ottobre 2023. Il  6 ottobre 1928, il generalissimo Chiang Kai-Shek, da tre anni alla guida del partito nazionalista, diventa presidente della Repubblica di Cina a Taiwan e forma il nuovo governo a Nanchino che diventa capitale del paese.

«Ci sta attaccando». L’ultimo disperato messaggio di una coppia sbranata da un orso

Sono riusciti a mandare un ultimo disperato messaggio ai familiari, prima di andare incontro al proprio destino: Doug Inglis e Jenny Gusse, una coppia di escursionisti canadesi, sono stati sbranati da un orso mentre si trovavano in un campeggio nel Parco Nazionale di Banff.I due, entrambi 62enni, erano originari di Lethbridge, Alberta, una città a circa 250 km a sud di Calgary. Amanti dell’aria aperta e della vita a contatto con la natura, Doug e Jenny avevano deciso di intraprendere questa nuova avventura, condividendo la propria esperienza e l’itinerario di viaggio con il nipote di Doug, Colin Inglis: quest’ultimo era riuscito a restare in contatto coi propri congiunti tramite il Garmin inReach, un dispositivo di comunicazione satellitare. Tutto andava bene, almeno fino alla serata dello scorso venerdì 29 settembre. I due escursionisti canadesi avvisano Colin di non essere riusciti a raggiungere il campeggio previsto e di essere stati costretti a fermarsi prima e ad allestire un campo per affrontare la notte vicino al corso del fiume Red Deer nella Panther Valley. Poche ore dopo la comunicazione, il nipote di Doug riceve un ultimo inquietante messaggio. Il Garmin riferisce queste poche parole: «Bear attack bad». L’attacco da parte di un orso e l’impossibilità di comprendere quanto fosse grave la situazione e cosa stesse loro accadendo per davvero mettono subito in allarme il congiunto dei 62enni. Colin lancia una richiesta di aiuto ai responsabili dell’area naturalistica, e scopre che un messaggio del genere era stato inoltrato dalla coppia anche alla centrale del Parks Canada intorno alle 20.00 ora locale. Una squadra di intervento specializzata negli attacchi di animali selvatici parte immediatamente alla volta della zona in cui Doug e Jenny avevano trasmesso il loro ultimo messaggio. Purtroppo, a causa delle condizioni meteo avverse, è impossibile impiegare un elicottero per agevolare le ricerche.Gli escursionisti vengono ritrovati intorno all’una del mattino: i loro corpi erano dilaniati, così come quello del cane della coppia, un border collie di 7 anni. I funzionari del parco trovano anche due bombolette spray anti-orso, utilizzate evidentemente dai due canadesi in un ultimo disperato tentativo, risultato vano, di salvarsi la vita. Esperti escursionisti, Doug e Jenny si trovavano in un’area non segnalata come pericolosa per la presenza di orsi, e avevano disposto correttamente il cibo in alto e lontano dall’accampamento, ma anche questa precauzione non è servita. Sul luogo la squadra di intervento ha trovato un orso particolarmente aggressivo, che è stato abbattuto per evitare il ripetersi di un episodio del genere. L’autopsia ha rivelato che si trattava di una femmina più anziana che non allattava, con un’età di almeno 25 anni. I suoi denti erano in cattive condizioni e l’orso aveva meno grasso corporeo del normale, specie per questo periodo dell’anno. «L’incidente è avvenuto in una zona remota e selvaggia e non c’erano testimoni», dichiara Parks Canada. «Non conosceremo mai tutti i dettagli di ciò che ha portato all’attacco e non faremo congetture. Questo incidente è una tragedia e le nostre sincere condoglianze vanno alle famiglie delle vittime», conclude la nota.

( Federico Garau ottobre 2023)

Un libro smonta Biden . È vecchio e stanco.  Ora le gaffe pesano.

«Sono stanco». Joe Biden ammette in privato quello che non può permettersi di dire in pubblico, ma che il pubblico ormai percepisce da tempo. A gettare luce sullo stato d’animo dell’anziano presidente (il più anziano della storia USA), che a 80 anni punta a un nuovo mandato, è il libro «The Last Politician: Inside Joe Biden’s White House and the Struggle for America’s Future», del giornalista dell’Atlantic Franklin Foer. È il resoconto dei primi due anni di Biden alla Casa Bianca, tra le luci di una presidenza che venne accolta dalla maggioranza degli Americani come un «balsamo» necessario, anche «un po’ noioso», dopo gli anni turbolenti di Donald Trump. E le ombre di una condizione fisica e mentale che, come viene fotografato impietosamente dai sondaggi, ultimo quello del Wall Street Journal, porta la maggioranza degli elettori nel loro complesso, il 73%, a ritenere che l’attuale presidente sia «too old for the job», troppo anziano per un secondo mandato. L’uscita del libro non ha fatto che rilanciare il tema dell’età di Biden, che negli ultimi tempi la Casa Bianca ha cercato di minimizzare, stendendo attorno al presidente un cordone sanitario fatto di rarissimi incontri con la stampa e rari impegni mattutini. È «sorprendente» che Biden «abbia così poche riunioni mattutine o presieda così pochi eventi pubblici prima delle 10 del mattino», scrive Foer, per poi affondare il colpo: «La sua immagine pubblica riflette il declino fisico e l’ottundimento delle facoltà mentali a cui nessuna pillola o regime di esercizio fisico può ovviare». Considerazioni che hanno fatto breccia tra i cronisti che frequentano quotidianamente la Casa Bianca, che hanno incalzato la portavoce Karine Jean-Pierre. «Perché così pochi impegni la mattina, il presidente è stanco?», ha chiesto la settimana scorsa un giornalista. «La tua è una considerazione ridicola», la risposta seccata di Jean-Pierre. Altrettanto seccata la risposta data a chi chiedeva come mai la Casa Bianca trattasse Biden «come un bambino». Il riferimento era a un altro passaggio del libro di Foer, nel quale viene rievocata una delle famose gaffe. Putin «non può rimanere al potere», disse a Varsavia nel marzo 2022, poche settimane dopo l’invasione dell’Ucraina. Casa Bianca e dipartimento di Stato corsero ai ripari, rettificando le sue parole. Impensabile, per un’amministrazione democratica, anche solo accennare a un cambio di regime in un paese straniero. «Non potete trattarmi come un neonato!», tuonò Biden al suo staff, secondo la ricostruzione di Foer. «Nessuno tratta il presidente degli Stati Uniti, il comandante in capo, come un neonato», ancora una volta la risposta di Jean-Pierre. Poco conta, come ha ricordato la portavoce, che proprio la costruzione dell’unità del fronte Occidentale nel sostegno a Kiev contro l’aggressione russa sia uno dei principali meriti dell’attuale presidenza. Le qualità di «esperienza» e «saggezza» che Biden ha messo in campo e che vengono evocate dalla Casa Bianca quando emerge il tema dell’età, sembrano contare sempre meno agli occhi degli elettori. E tra i democratici, dopo gli ultimi sondaggi, crescono le preoccupazioni. Si teme per il presidente un «momento McConnell». Uno di quegli episodi, due nelle ultime settimane, dei quali è stato protagonista l’81enne leader repubblicano del Senato Mitch McConnell, rimasto «congelato» mentre parlava in pubblico. Decine di interminabili secondi che hanno fatto temere il peggio. Per Biden sarebbe probabilmente la fine di ogni speranza di rielezione.

(Marco Liconti  settembre 2023)

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