Dai comuni
Locarno
Ambulanza sempre attiva
Da vent’anni il servizio ambulanza con l’acronimo «Salva» con sede a Locarno, in via alla Peschiera 6, opera la sua missione con molto impegno e sicuramente con il plauso della cittadinanza. Un anniversario di tutto rispetto.
Le prestazioni sanitarie e di volontariato di quello che era nato il 1° Gennaio 2006 dalla fusione fra i due consorzi autolettiga del Locarnese – quello di Locarno e quello del «Circolo delle Isole e Intragna» di Ascona, che ha quale attuale responsabile il presidente Lorenzo Tomasetti – continuano ognuno con la propria attività. Oltre 6100 le missioni di soccorso e trasporto sanitario con una media di 16,7 al giorno nel 2025. Per sottolineare l’anniversario, durante quest’anno vi saranno diversi appuntamenti. Per esempio, si inizierà Il 4 marzo prossimo dalle 19:00 presso la sede, dove Giampaolo Pellegrini presenterà il suo interessante libro «Ritagli di memoria – Mezzo secolo di soccorso tra acqua, terra e cielo», che racconta eventi vissuti in prima persona e l’evoluzione che ha subito questa interessante professione negli anni, passando da un sistema quasi esclusivamente di volontariato al professionismo dei giorni nostri. Il ricco programma lo si può trovare sul sito www.salva.ch.
Il 3 ottobre prossimo sarà la data «clou» della lunga kermesse di commemorazione cui, dalle 10:30 alle 16:00, la stessa «dimora» dell’ente aprirà le sue porte. Vi sarà pure una serie di attività e, per il pubblico più giovane. un pranzo offerto, con possibilità di scoprire l’organizzazione, il contesto lavorativo come pure la storia dell’associazione, oltre agli aspetti logistici e pratici che stanno dietro ogni richiesta di aiuto proveniente dalla cittadinanza.
FRG
Locarnese: traffico e correttivi
A quanto si legge, il collegamento ad alta velocità tra il Locarnese e il resto del cantone con la rete nazionale, di cui si sente il bisogno, potrebbe slittare dal 2045 al 2055 e Locarno sarebbe l’unico agglomerato del nostro cantone a essere escluso dal collegamento autostradale.
Il collegamento autostradale permetterebbe al Locarnese di essere collegato al resto della Svizzera. Riteniamo che per i problemi viari è definito «Cenerentola». Si chiede a Berna di ascoltare le lamentele e ridefinire i contorni della scabrosa questione. Si chiede che il DATEC, dipartimento competente, lo inserisca nel progetto che elaborerà e porterà in consultazione. Il Consiglio federale ha, purtroppo declassato la priorità dell’opera nella strategia presentata a fine gennaio, mettendo quest’opera in competizione con l’asse di sviluppo PoLuMe. Quest’ultima opera prevede un investimento di 1,2 miliardi mentre per la nostra regione si dovrebbero sborsare 1,8 miliardi. Il 2045 è già lontano, aspettare un ulteriore decennio è quasi inimmaginabile. Inoltre, questo procrastinare l’opera a chi serve?
Vi sarebbe solo un aumento del traffico, con sempre maggiore caos sulle strade. Oggi come oggi, quando si rientra da qualsiasi altra località ticinese, si deve rimanere in coda per un paio d’ore. Superato il Monte Ceneri si trova la solita interminabile colonna. I nostri politici, in particolare quelli del Locarnese, non si danno molto da fare per anticipare i tempi di realizzazione del futuro collegamento.
FRG
Losone
Progetto #RiparaLo a Losone: appuntamento di marzo
Il Comune di Losone propone alla popolazione una consulenza gratuita, a cadenza mensile, per aggiustare piccoli apparecchi elettrici al Centro La Torre.
Lunedì 16 marzo 2026 al Centro La Torre dalle ore 14.00 alle ore 16.00 si terrà il consueto appuntamento mensile del progetto #RiparaLo. Un riparatore esperto, residente nel Comune di Losone, sarà a disposizione per proporre un primo parere su piccoli elettrodomestici rotti.
#RiparaLo propone un calendario di appuntamenti mensili: 13 aprile, 18 maggio, 22 giugno.
#RiparaLo si svolge contemporaneamente a «4 chiacchiere e un caffè», incontro promosso da alcuni anni dal Gruppo Accoglienza, che tutti i lunedì pomeriggio (ore 14:00-16:00) apre le porte del Centro La Torre a tutte le persone, che vogliono trascorrere un momento conviviale, chiacchierando, giocando a carte o realizzando piccoli lavoretti manuali.
In arrivo una ciclopedonale lungo la storica Strada Ferrata
Lunedì 16 febbraio è iniziato il cantiere per collegare la zona di Arbigo con la ciclopedonale sull’argine della Maggia.
I lavori si svolgeranno in 4 fasi. La prima tappa durerà circa 5-6 settimane e consentirà di mettere subito in connessione Via Ubrio con il percorso turistico che si snoda lungo la golena della Maggia.
La ciclopedonale completa si estenderà per circa 700 metri e partirà da Via Arbigo, nei pressi della fermata bus «Caserma» servita dalle linee 7 e 324. Il percorso si svilupperà lungo il tracciato storico della «Strada Ferrata».
Un percorso storico
Questa strada, in realtà una piccola ferrovia ormai smantellata, era stata realizzata tra l’Ottocento e il Novecento per trasportare i massi estratti dalla Cava d’Arbigo fino al fiume Maggia, dove si stavano costruendo gli attuali argini. La locomotiva a vapore del trenino su cui venivano caricati i blocchi di granito è conservata nel giardino dell’Albergo Losone.
La ciclopedonale è quindi anche un’opportunità per recuperare un’importante testimonianza storica locale. A tal proposito, il progetto prevede anche l’inserimento di sedute in granito ticinese per richiamare la storia della Strada ferrata.
Inoltre, saranno create aree verdi lungo tutta la tratta. Saranno interrate piante perenni, a bassa manutenzione, che svolgeranno un ruolo fondamentale come sistema di drenaggio urbano sostenibile, attraverso l’implementazione di bacini di infiltrazione.
Un intervento di importanza regionale
Questo intervento è una delle misure promosse a livello regionale dal Programma di agglomerato del Locarnese (PALoc3) che concretizza gli indirizzi del Piano direttore cantonale. La ciclopedonale contribuirà anche a migliorare il percorso casa-scuola per le allieve e gli allievi che devono raggiungere il complesso scolastico in zona Saleggi-Ponte Maggia.
Il Municipio confida nella comprensione della popolazione invitando a voler rispettare le indicazioni e la segnaletica provvisoria che sarà posata secondo le esigenze di cantiere.
Per qualsiasi informazione l’Ufficio tecnico (0917857911) e la Polizia comunale (0917857676) sono a disposizione durante gli orari d’ufficio dal lunedì al venerdì.
FRG
Mendrisio
Mendrisio-Arzo: l’insicurezza non era solo percezione?
Il gruppo UDC-UDF aveva sollevato già mesi fa il tema del crescente senso di insicurezza nei
quartieri della Montagna.
Nella risposta ufficiale all’interrogazione presentata in Consiglio comunale si invitava a distinguere tra sicurezza oggettiva e percezione soggettiva, sottolineando come i dati non indicassero una situazione allarmante.
Non solo. Il Municipio aveva accusato i media e la nostra stessa interrogazione di contribuire a fomentare un clima di insicurezza. Un giudizio che allora avevamo ritenuto ingeneroso, soprattutto nei confronti di cittadini che segnalavano episodi concreti e ripetuti.
Oggi però, il quadro appare diverso. Si parla apertamente di vandalismi ricorrenti, di una «zona calda» monitorata dalla polizia, di interventi notturni frequenti e di un rafforzamento dei pattugliamenti. I dati ufficiali indicano negli ultimi 5 anni decine di reati denunciati e oltre 250 interventi nella fascia oraria tra le 21.00 e le 06.00.
Non si tratta di alimentare paure o polemiche sterili. Si tratta di riconoscere che le preoccupazioni espresse dai residenti avevano un fondamento. Minimizzare parlando di semplice percezione soggettiva rischia di creare distanza tra istituzioni e territorio.
La sicurezza non è un tema ideologico, ma una responsabilità primaria delle autorità. Quando emergono segnali chiari, occorre prenderli sul serio fin dall’inizio, senza attribuire a chi solleva il problema l’intenzione di esagerare o strumentalizzare.
Il nostro obiettivo non è accusare, bensì vigilare. Continueremo a farlo, perché ascoltare chi vive quotidianamente la Montagna significa tutelare la qualità di vita e la fiducia nelle istituzioni.
Per il Gruppo UDC-UDF Mendrisio,
Roberto Pellegrini, Tiziano Pasta, Francesco Danielli, Orio Bianchi
« Le carceri «albergo» svizzere sono strapiene! Il mondo dei «cazzialtristi» »









