Da Palazzo federale

Gen 13 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 55 Views • Commenti disabilitati su Da Palazzo federale

Piero Marchesi Consigliere nazionale e presidente UDC Ticino

Consiglio nazionale – due interpellanze del nostro deputato Piero Marchesi

Anche la Svizzera reintroduca i controlli sistematici ai confini.

La Germania proseguirà i controlli alla frontiera con la Svizzera oltre il 15 dicembre perché, per voce della Ministro degli Interni, «la misura è risultata efficace». Berlino ha reintrodotto da tempo controlli fissi ai confini con la Polonia, Repubblica Ceca e, appunto, con la Svizzera. Il motivo è da ricondurre al netto aumento dei rifugiati, o presunti tali, in Germania.

La situazione in Svizzera è simile, se non peggiore. I numeri registrati a Chiasso, al confine sud, ma anche in altre parti del paese, giustificano una reintroduzione di controlli sistematici ai confini per, da una parte controllare le entrate illegali in Svizzera e, dall’altra, per inasprire l’applicazione delle regole per l’entrata nel nostro paese. La legge lo permetterebbe, la prassi adottata da altri paese lo giustificherebbe, manca ora solo la capacità di prendere atto della situazione e il coraggio di agire. I controlli al confine potrebbero essere comunque snelliti per i residenti in Svizzera di rientro in patria, oppure per i lavoratori frontalieri facilmente individuabili dal permesso di lavoro o da altri strumenti da implementare.

 Si chiede pertanto al Consiglio federale:

1. Conferma che i controlli sistematici al confine attuati dalla Germania, ma anche da altri paesi come l’Italia o l’Austria, rispettano gli accordi internazionali?

2. Quale motivazione fornisce alle letture positive dei paesi che hanno reintrodotto tali controlli?

3. Ritiene fattibile adottare misure simili anche in Svizzera per tutti i confini o quantomeno per quello a sud del paese?

4. Intende valutare e implementare questa misura?

5. Se sì, quando?

6. Se no, per che motivo, considerando che gran parte degli altri paesi fanno l’esatto contrario?

Il sorvegliante federale dei prezzi rispetta il suo mandato?

Il sorvegliante federale dei prezzi Stefan Meierhans accoglie con favore l’annuncio giunto negli scorsi giorni dalla Zürcher Kantonalbank (ZKB) che, quale primo grande istituto elvetico, dal primo gennaio dirà addio alle tasse bancarie. «La notizia arriva un po’ tardi, ma almeno è un primo movimento che spero provochi un effetto domino», afferma Meierhans in un’intervista diffusa dalla radio romanda RTS.

Da quanto si legge sulla relativa pagina internet, il mandato del sorvegliante dei prezzi dovrebbe essere quello di controllare in particolare settori dove non c’è una vera concorrenza, provvedendo all’adeguatezza dei prezzi e alla loro relativa trasparenza.

Il settore bancario è certamente un bell’esempio di concorrenza, dove il mercato gioca un ruolo fondamentale.

Che il sorvegliante dei prezzi auspichi un effetto domino nelle tasse bancarie sui conti correnti, sperando che ciò porti alla loro abolizione, appare quantomeno strano. Soprattutto perché, qualora le banche abolissero le tasse sui conti, andrebbero a recuperare il mancato introito con altre entrate o con la riduzione delle remunerazioni sui tassi d’interesse.

Alla luce di questa presa di posizione del sorvegliante dei prezzi, si chiede al Consiglio federale:

1. Il mandato del sorvegliante dei prezzi e il suo campo d’azione è regolato in modo sufficientemente chiaro?

2. Come valuta la sua presa di posizione in un settore che, proprio perché animato da forte concorrenza, dovrebbe autoregolarsi?

3. Non ritiene che si sia spinto oltre le sue competenze con dichiarazioni quantomeno avventate?

4. Come intende impedire in futuro altre sue dichiarazioni pubbliche simili?

5. Non ritiene che un suo approccio più prudente gioverebbe alla sua figura?

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