“Covidioti”: ossia pecore bianche e pecore nere (in pari quantità)

Gen 7 • L'editoriale, L'opinione, Prima Pagina • 5 Views • Commenti disabilitati su “Covidioti”: ossia pecore bianche e pecore nere (in pari quantità)

Eros N. Mellini

Questa pandemia di Covid-19 ha fatto esplodere sui “social networks” un’infinità di discussioni, ben presto sfociate in polemiche nelle quali – spesso con linguaggio e termini indegni – gli impanicati e i negazionisti dapprima, e i “pro-Vax” e gli “anti-Vax” adesso, si accusano a vicenda di negare l’evidenza, di dare seguito a bufale diffuse ad arte, di dare supporto a complotti internazionali, rispettivamente, di contestare senza cognizione di causa le tesi avverse. Di tutte queste affermazioni, una sola ha una base fondata: la mancanza di cognizione di causa dei partecipanti al dibattito. Quelli teoricamente qualificati (medici, virologi, eccetera) perché gli studi sul virus non hanno ancora dato loro tempo a sufficienza per affermare con sicurezza una tesi piuttosto che un’altra. Tant’è vero che alle varie affermazioni catastrofistiche (peraltro diffuse a mio avviso con una certa dose di irresponsabilità) se ne contrappongono altrettante altre di carattere più prudente e giustamente dubitativo, quando non addirittura affermanti che tutto ciò che dicono i fautori dell’allarmismo non sia altro che una consapevole bufala. Ma ancora meno cognizione di causa hanno le greggi di videonavigatori che – ben lungi dall’avere la benché minima qualifica professionale o scientifica – seguono pedissequamente il “Verbo” di colui che hanno scelto quale infallibile guru, pretendendo di imporne le teorie a una controparte che invece non ne vuol sapere. Probabilmente è una sindrome insita nell’essere umano – perlomeno alle nostre latitudini – la stessa che fa ergere ognuno a mister della propria squadra del cuore (quando perde), dicendo peste e corna di giocatori e allenatore e pretendendo che la soluzione giusta, evidentemente la sua, sarebbe sotto gli occhi di tutti. Come si fa a essere così scemi da non capirlo?

Dopo il Covid-19, il vaccino

Dopo essersi a vicenda “dati dell’illustrissimo” durante i mesi della pandemia, vi pareva che la stessa discussione non dovesse sorgere in merito al vaccino? Anche qui, ben poche sono le voci che – ancorché inutili perché non gliene frega nulla a nessuno – pacatamente dicono “Io mi vaccino”, rispettivamente “Io non mi vaccino” e buonanotte al secchio. No, “Io mi vaccino PER IL BENE DI TUTTI NOI”, scrivono orgogliosamente sulla propria bacheca, implicitamente dando dell’irresponsabile a chi invece non si vaccina. Anzi, per definire quest’ultimo è stato creato un neologismo: COVIDIOTA. E dall’altra parte si ribatte: “Il vaccino è malsano, non si sa cosa ci sia dentro, ha chissà quali effetti secondari e arricchisce le multinazionali”. Quest’ultima affermazione non c’entra assolutamente un tubo, ma fa sempre chic scagliarsi contro il capitalismo. Va da sé che chi non si fa vaccinare è un povero pirla che segue supinamente quanto gli viene propinato dai negazionisti, come detto, un covidiota. Ognuno si sente detentore dell’assoluta verità, tutti gli altri sono pecore nere.

Due greggi analoghi

La pecora nera sarebbe quella che si distingue dal resto del gregge che è bianco – concetto metaforicamente usato in senso spregiativo – il che farebbe pensare che sia l’eccezione. Sennonché, nel frattempo, le pecore nere sono aumentate al punto di costituire un gregge a sé, con propri pastori e cani che lo guidano. Paradossalmente, si è formato un antigregge che accusa l’altro di essere un  gregge che segue acriticamente il proprio pastore, senza rendersi conto di star facendo esattamente la stessa cosa. È inutile cercare di capire quale dei due fronti sia nero e quale bianco, dato che si equivalgono per numero di pecore.

I novelli Torquemada

Mi voglio vaccinare, non mi voglio vaccinare? Fatti miei. Personalmente, mi farò vaccinare il prima possibile. Quindi, quando sarò immune (non mi vaccinerei se non credessi all’efficacia del vaccino), cosa m’importerà se chi non lo fa si farà contagiare e contagerà altri che non hanno voluto vaccinarsi? Affari loro.

Ciò che dà fastidio, è che su ambo i fronti emergono sempre più prevaricatori di stampo talebano, emuli nostalgici di Tomás de Torquemada – il domenicano passato alla storia per l’accanimento con cui perseguitò gli “infedeli” con la Santa Inquisizione – che pretendono di imporre il proprio credo a suon di misure restrittive e sanzioni (purtroppo i roghi non raccolgono ormai più molto consenso). Per analogia, mi sembra l’atteggiamento della sinistra, riportato da una tabella che girava su Facebook qualche tempo fa e che riporto qui di seguito:

Differenze tra essere di destra ed essere di sinistra:

😁 Quando un tipo di destra non è cacciatore e non gli piacciono le armi, semplicemente non va a caccia e non compra armi.

😡 Quello di sinistra invece chiede che sia proibita la caccia e la vendita di armi.

😁 Quando un tipo di destra è vegetariano, semplicemente non mangia carne.

😡 Quello di sinistra invece fa una campagna contro gli alimenti di carne e gli piacerebbe che si proibisse di mangiare carne.

😁 Quando un tipo di destra è ateo, semplicemente non va in Chiesa.

😡 Quello di sinistra invece perseguita tutti quelli che credono in Dio, denuncia la scuola che esponga un crocifisso, protesta contro ogni segno di identità religiosa, chiede che si esproprino i beni della Chiesa, che si proibisca la Settimana Santa e ogni processione o pellegrinaggio.

Peccato che, nel caso della pandemia di Covid-19, quello riportato non è circoscritto alla sinistra, è un atteggiamento che accomuna paradossalmente entrambi i greggi, quello dei covidioti pro e quello dei covidioti anti.

I fautori del “vivi e lascia vivere” stanno purtroppo diventando un’infima minoranza.

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