Ciò che è verde non è maturo

Ago 27 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 943 Views • Commenti disabilitati su Ciò che è verde non è maturo

Discorso di Pierre-André Page all’assemblea dei delegati UDC del 25.08.2018

L’iniziativa dei verdi «Per derrate alimentari sane, prodotte nel rispetto dell’ambiente e in modo equo» ha dimenticato di maturare: deve essere respinta senza esitazioni.

Io sono contadino, romando e goloso. Ecco perché l’iniziativa dei verdi mi piace.

Contadino, ho la preoccupazione di lavorare la terra, di preservare il nostro ambiente.

Romando, sono lieto se i prodotti del mio settore non devono percorrere chilometri per raggiungere il loro compratore, ma sono consumati in loco.

Goloso infine, tengo a che i frutti del mio lavoro siano di buona qualità e che, per esempio, i miei animali allevati con rispetto, diano una carne di trasparente tracciabilità.

Chi fra di voi, Signore e Signori, non condividerebbe queste riflessioni? Nessuno!

Ed è proprio questo il grande pericolo di questa iniziativa:

  • è una mossa ingannevole,
  • che sfonda delle porte aperte,
  • genera dei conseguenti compiti amministrativi e dei costi supplementari.

Ve lo ripeto, ciò che è verde non è maturo.

Dobbiamo perciò dire «NO» a questa iniziativa dei verdi. Il mio «NO» a questa iniziativa non cade dal cielo: è costruito su argomenti solidi, pragmatici e ponderati che adesso vi spiegherò.

Dico «NO» a questa iniziativa perché, nel nostro paese, il popolo ha detto «SÌ» a stragrande maggioranza alla sua sicurezza alimentare, il 23 settembre dell’anno scorso. Questa sicurezza alimentare è ormai iscritta nella nostra Costituzione. Senza contare, e voi lo sapete, che numerose leggi e altre disposizioni legali rispondono alle preoccupazioni dei verdi: ecologia, qualità dell’acqua, benessere degli animali, diritto del lavoro, eccetera, tutto è già regolato nel nostro paese.

D’altronde, la nostra Confederazione dispone anche di strumenti efficaci per promuovere una produzione agricola accettabile socialmente ed ecologicamente. Molti marchi di qualità privati attestano il rispetto delle norme svizzere. Conoscete bene questi marchi: molti di voi li utilizzano, ne sono artefici quotidianamente nelle loro aziende agricole, nelle loro imprese. Questo per ciò che riguarda i nostri argomenti svizzeri, i nostri argomenti interni.

Ma ci sono altri argomenti per respingere questa iniziativa: sono degli argomenti economici e internazionali. Vedete, produrre delle derrate alimentari sane e in condizioni eque ed ecologiche, tutto ciò richiede controlli.

In altre parole, la Confederazione dovrebbe mettere in piedi tutta una rete di controllori, in Svizzera e all’estero, dovrebbe stilare dei cataloghi di prescrizioni rigorose …

Considerate il costo di questo apparato burocratico! Un costo che si ripercuoterebbe sul prezzo del prodotto, quindi sul consumatore. Questi controlli indebolirebbero la competitività della nostra industria agroalimentare. E le nostre piccole aziende familiari non potrebbero più competere: e sparirebbero. Questi costi, e quindi questi aumenti di prezzo, rafforzerebbero anche il turismo degli acquisti: un turismo che già oggi costa 3 miliardi di franchi alla nostra economia!

Guardiamo adesso al di là delle nostre frontiere, esaminiamo i nostri accordi internazionali. L’iniziativa dei verdi intende stabilire dei requisiti elevati per i prodotti importati. E delle differenze in funzione del loro metodo di produzione.

Ciò è assolutamente contrario al diritto dell’OMC. L’Organizzazione mondiale del commercio non autorizza tali discriminazioni motivate dal metodo di produzione.

Il nostro paese potrebbe allora essere oggetto di denunce e non potremmo difenderci. L’iniziativa dei verdi viola gli accordi internazionali e potrebbe ritorcersi contro la Svizzera. Perché? Semplicemente perché dei paesi partner riterrebbero che la Svizzera abbia un atteggiamento discriminatorio verso i loro prodotti.

Farebbero allora la stessa cosa nei confronti dei nostri prodotti esportati …

Ed ecco allora la nostra industria d’esportazione in difficoltà, senza contare il danno all’immagine politica. Infine, Signore e Signori, siamo realisti e apriamo gli occhi!

I requisiti elevati imposti dall’iniziativa dei verdi renderanno difficile il lavoro dei piccoli contadini stranieri, che non potrebbero più esportare in Svizzera.

Quanto ai grandi produttori, che verosimilmente non hanno assolutamente bisogno del mercato svizzero per vivere, è poco probabile che modifichino i loro metodi di produzione … unicamente per piacere ai verdi svizzeri!

Ed ecco che uno degli obiettivi dell’iniziativa, ossia una produzione equa all’estero, viene a cadere, non è raggiunto …

No, veramente…

Questa iniziativa

  • minaccia dei posti di lavoro nella nostra industria agroalimentare,
  • si scontra con degli accordi internazionali,
  • è superflua per la Svizzera,
  • è controproducente all’estero…

Che volete di più?

Signore e Signori, cari amici, sono contadino, romando e goloso.

Ho i piedi per terra e la riflessione pragmatica.

Ecco, dico «NO» a questa iniziativa perché non mi piacciono le indigestioni di vuote promesse.

Vi invito a respingere questa iniziativa.

Grazie per la vostra attenzione.

 

 

 

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