CH 4’000, TI 400: l’UDC è in ascesa!

(enm) L’UDC ha dato il via alla campagna elettorale lo scorso 26 agosto, quando oltre 4’000 fra membri, simpatizzanti ed elettori hanno partecipato alla grandiosa manifestazione tenutasi allo Swiss Life Arena di Zurigo. Numeri d’intrattenimento, discorsi ufficiali, presentazione delle varie compagini cantonali fra cui, ovviamente, una polposa presenza ticinese. Una manifestazione politica ma festosa, con uno stile un po’ «americano», la cui massiccia partecipazione è di buon auspicio per il suffragio elettorale del prossimo 22 ottobre.
L’UDC Ticino ha seguito le orme del partito nazionale organizzando a sua volta, il 1° settembre al capannone di Pregassona, una festa che ha attirato circa 400 persone (un record per le manifestazioni finora allestite dal partito). Ospite d’onore: l’ex consigliere federale e da oltre trent’anni indiscussa colonna portante del partito, Christoph Blocher.
Obiettivo di UDC Ticino alle elezioni federali: riconferma di Marco Chiesa al Consiglio degli Stati e dei due seggi al Nazionale attualmente occupati da Piero Marchesi e Lorenzo Quadri. Conquista di un terzo seggio in Consiglio nazionale da parte della destra ticinese, possibilmente – è ovvio – con un candidato UDC. Un traguardo ambizioso, ma che la crescente palpabile atmosfera di consenso che si percepisce vieppiù nella popolazione (e che la massiccia partecipazione alle nostre manifestazioni sta dimostrando) rende legittimo e tutt’altro che peregrino.
La Svizzera ha bisogno di più UDC e il Ticino deve fare la sua parte
La Svizzera, è indubbio, sta attraversando un periodo di crisi dovuto, a nostro avviso, alla sciagurata maggioranza rossoverde che imperversa nella Berna federale. Iperecologismo talebano, politica energetica irresponsabile e vessatoria verso cittadini, dottrine «gender» e LGBTQIA+… XYZ, politica d’asilo sconsiderata e buonista, servilismo nei confronti dell’UE (ma anche ONU, NATO, USA), quando non addirittura aperta perorazione di un’adesione alla traballante Unione europea, neutralità pubblicamente gettata alle ortiche e altre amenità del genere sono ormai all’ordine del giorno, magari con l’etichetta di «nuova normalità». E l’unica a battersi – con l’aiuto della Lega in Ticino – contro tali aberrazioni è l’UDC, e sempre più gente sembra adagio adagio rendersene conto. Certo, per essere sicuri di far passare tutta la linea politica dell’UDC, occorrerebbe il 50,1% del parlamento ma, oltre a non essere auspicabile per la democrazia, sarebbe del tutto utopico. Ma rafforzare ragionevolmente la destra, facilitandone la creazione di maggioranze su singoli oggetti, non può che far bene al paese intero. Per quello che valgono, i sondaggi ci danno in crescita di un paio di punti percentuali: diamoci da fare per confermarli.
Il Ticino sembra sulla buona strada per fare la sua parte. I risultati elettorali degli ultimi anni vedono l’UDC in costante crescita, il che è di buon auspicio per la rielezione di Marco Chiesa agli Stati e di Piero Marchesi al Nazionale. Anche la riconferma di Lorenzo Quadri non dovrebbe incontrare problemi. Alla luce dei fatti, però, si crea anche la possibilità di conquistare un terzo seggio alla Camera bassa e, con questo obiettivo, UDC Ticino presenta una squadra di tutto rispetto. Ad affiancare il presidente cantonale si trovano infatti: Massimo Cerutti, Tiziano Galeazzi, Brenno Martignoni-Polti, Paolo Pamini, Roberto Pellegrini (UDF), Roberta Soldati e Max Spiess.

L’effetto calamita
Mentre Galeazzi, Pamini e Roberta Soldati militano ormai da anni nell’UDC (di cui sono rappresentanti in Gran Consiglio), Roberto Pellegrini occupa un posto in lista riservato all’UDF, da sempre alleata a livello cantonale con il nostro partito. Brenno Martignoni-Polti, già sindaco di Bellinzona, dopo la parentesi «Il Noce» è tornato a presentarsi per l’UDC già alle ultime cantonali. Massimo Cerutti (ex PLR) e Max Spiess (ex PPD) riflettono invece l’effetto calamita che l’UDC produce sempre più sull’elettorato che non si sente più rappresentato dai partiti storici PLR e Centro, le cui ali «sinistre» hanno ormai avuto il sopravvento. Questo stillicidio in atto ormai da alcuni anni, premia la linea ferma e coerente dell’ormai unico partito realmente liberale rimasto sul mercato politico elvetico.
La lista principale è poi affiancata da altre quattro sottoliste – UDC Donne, UDC Giovani, UDC Imprenditori e UDC Agrari – che, non costituendo un indebolimento della lista maggiore in quanto la congiunzione fa sì che i voti si accumulino nel risultato finale, permette all’elettore una preferenza alla classe nella quale meglio si indentifica. Ce n’è quindi per tutti i gusti. L’importante, per rafforzare la destra liberale a Berna, è votare una delle liste UDC.
La squadra di UDC Ticino. Da sinistra: Soldati, Pellegrini (UDF),
Pamini, Marchesi, Spiess, Cerutti, Galeazzi, Chiesa e Martignoni-Polti
Le altre liste:
Lista UDC Donne – N° 25
Mariana Ballanti Carla Bühler Erika Scarpitta-Bonù
Raide Bassi Dora Croci-Lorenzetti Zahra Rusconi
Serenella Bignasca-Broggini Giovanna Curti
UDC Giovani – N° 29
Gil Canevascini Nicolò Ghielmini Aline Prada
Anastassiya Fellmann Daniel Grumelli Pietro Saltini
Stefano Gambazzi Idil Kopkin
UDC Imprenditori – N° 16
Luca Buzzi Siro Mazzuchelli Giorgio Riva
Sandro Campana Davide Pucci Felix Stutz
Carlo Grandi Andrea Rabaglio
UDC Agrari – N° 28
Roberto Aerni Gianni Martinelli Marco Scoglio
Bruno Bizzozzero Roberto Mozzini Manuel Strazzini
Renato Coldesina Enrico Pedrazzini
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