Echi dal Gran Consiglio
Interpellanza UDC
La bocciatura del progetto del nodo intermodale di Locarno-Muralto – è sempre colpa dei cittadini?
Premessa
Il recente voto popolare che ha portato alla bocciatura del progetto per il nodo intermodale della stazione di Locarno-Muralto ha sollevato numerose reazioni, in particolare da parte del direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali. In un’intervista apparsa sulla stampa, il consigliere di Stato ha affermato che «personalismi e rivalità sono contrari all’interesse dei cittadini», attribuendo implicitamente l’esito negativo, non alla precarietà del progetto o al modo in cui è stato presentato, bensì alla frammentazione istituzionale e alla litigiosità degli attori locali.
Colpisce che a rigettare il progetto siano stati proprio quei comuni che, secondo il direttore del DT, avrebbero dovuto trarne il maggior beneficio. Questo fatto dovrebbe portare a una riflessione sulla qualità del lavoro preparatorio e progettuale svolto dal cantone e sulla reale condivisione degli obiettivi con il territorio, più che a un giudizio sommario sui cittadini o sulle istituzioni locali.
In una democrazia diretta come quella ticinese, i cittadini hanno il diritto – e il dovere – di esprimersi liberamente sui progetti che li toccano da vicino. Trincerarsi dietro accuse generiche ai «personalismi» locali per giustificare una sconfitta alle urne rischia di delegittimare questo diritto fondamentale e di nascondere eventuali responsabilità politiche o progettuali.
Alla luce di quanto sopra, si chiede al Consiglio di Stato:
- Il Consiglio di Stato condivide la posizione del direttore del Dipartimento del territorio secondo cui la bocciatura del progetto è principalmente da attribuire a dinamiche personalistiche e alla frammentazione istituzionale locale?
- È stato svolto un esercizio di analisi critica all’interno del Dipartimento in merito alla comunicazione, alla pianificazione e alla gestione del progetto, per capire le ragioni profonde della sua mancata accettazione popolare?
- Non ritiene il Consiglio di Stato che la responsabilità di una mancata condivisione del progetto da parte della popolazione debba, almeno in parte, essere ricondotta anche a una carenza nel processo di coinvolgimento e informazione da parte del cantone?
- A quanto ammontano i costi sostenuti finora per il progetto, e quali saranno le conseguenze finanziarie della sua bocciatura per il cantone e per i comuni coinvolti?
- Il Consiglio di Stato intende comunque riproporre, sotto altra forma, il progetto bocciato, tenendo conto delle indicazioni fornite dai referendisti, ovvero di progettare l’opera nel comparto FFS a nord della stazione?
- In che modo e in che tempi il Consiglio di Stato intende coinvolgere i promotori del referendum per arrivare più facilmente a una soluzione condivisa?

Sergio Morisoli, Lara Filippini, Raide Bassi, Alain Bühler, Tuto Rossi
Bilaterali, federalismo e autonomie: prima riunione dell’intergruppo parlamentare «Sovranità e Indipendenza»
L’intergruppo parlamentare «Sovranità e Indipendenza» del Gran Consiglio si è riunito per la prima volta l’11 corrente, in occasione della sessione di giugno del parlamento cantonale. Composto da deputati di diversi partiti, l’intergruppo nasce con l’obiettivo di promuovere un dibattito strutturato e trasversale a livello cantonale sui principi di sovranità, indipendenza, sussidiarietà e autodeterminazione, da affermare e difendere a tutti i livelli istituzionali del paese: dal comune al cantone, fino alla Confederazione. Particolare attenzione è rivolta al ruolo del canton Ticino nel contesto federale e alla difesa dell’indipendenza politica, giuridica ed economica della Svizzera. L’intergruppo intende inoltre valorizzare e tutelare il ruolo delle autonomie comunali, considerate pilastro essenziale del federalismo elvetico, contrastando ogni spinta centralistica e rivendicando il diritto dei comuni a esercitare le proprie prerogative con responsabilità e competenza.
Nel corso della riunione sono stati affrontati tre temi principali:
- Il pacchetto «Bilaterali III», che l’intergruppo ritiene debba essere sottoposto a referendum obbligatorio con doppia maggioranza di popolo e cantoni, in virtù della sua portata istituzionale. Il pacchetto prevede infatti la ripresa dinamica del diritto europeo e la sottomissione alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE, elementi che incidono direttamente sulla capacità della Svizzera di autodeterminare il proprio ordinamento giuridico.
- La perequazione finanziaria nazionale, giudicata penalizzante per il Ticino, è stata oggetto di una prima discussione e verrà ulteriormente approfondita all’interno dell’intergruppo, anche in vista della possibile elaborazione di atti parlamentari all’indirizzo delle autorità federali.
- La riforma Ticino 2020 e il tema delle autonomie comunali: preso atto dello stallo del progetto, l’intergruppo intende rilanciare una riflessione sul ruolo dei comuni e sull’opportunità di rafforzare la loro autonomia, anche attraverso atti parlamentari mirati.
Su iniziativa dell’intergruppo, è stato fissato un incontro il 27 agosto 2025 con una delegazione della deputazione ticinese alle Camere federali, al fine di approfondire il tema della referendabilità del pacchetto Bilaterali III.
Il prossimo incontro dell’intergruppo sarà agendato nel corso del mese di settembre, successivamente al confronto con la deputazione alle Camere federali.
Coordinamento dell’intergruppo parlamentare
«Sovranità e Indipendenza»
Alain Bühler (UDC) – Alessandro Mazzoleni (Lega dei Ticinesi) – Giancluca Padlina (Centro) – Patrick Rusconi (PLR)
