Centovallina: spariscono le stazioni ferroviarie: non sono tutti d’accordo!

tanno suscitando diversi malumori i prospettati nuovi progetti per le stazioni inerenti la centenaria ferrovia delle Centovalli. A Tegna e Intragna si progetta l’abbattimento degli attuali manufatti per posare delle pensiline del tutto anonime che, in caso di agenti atmosferici avversi, non offrirebbero alcuna protezione a chi attende di salire sui convogli. Un esempio: vedi i primi due progetti di Camedo e Verscio.
Nei giorni scorsi ci è capitato di utilizzare la «Centovallina» per un breve tragitto e siamo rimasti abbastanza stupiti dell’affluenza di viaggiatori che la utilizzano. Abbiamo pure constatato che altri convogli in transito erano ben frequentati. Se non erano affollati poco ci mancava. Sappiamo che questa linea ferroviaria, a scartamento ridotto, gode di molta popolarità fra la popolazione e che questo servizio pubblico gode di un ampio riscontro quale mezzo turistico per la regione del Locarnese. Venerdì 12 aprile sono state consegnata alla Cancelleria del Consiglio di Stato, le prime diecimila firme della petizione online intitolata: «Per altri cento anni di Centovallina al servizio del pubblico», con richiesta alla FART di rivalutare l’intenzione di stravolgere le stazioni fra Locarno e Camedo. Questa proposta è pure condivisa dalla STAN, associazione che ha inoltrato la propria opposizione all’abbattimento degli attuali edifici che fungono da fermata a Intragna e Tegna. Altre opposizioni son giunte da privati, dal comune di Centovalli e dalla casa anziani San Donato.
Promotori della petizione sono stati Simone Procacci e Rocco Vitale. Si chiede in particolare che si rivalutino le intenzioni di radicale stravolgimento delle stazioni in favore di una più lungimirante edilizia di conservazione, che valorizzi l’identità culturale e paesaggistica locale e sia funzionale alle esigenze pratiche di viaggiatrici e viaggiatori. Con la motivazione dell’abbattimento di barriere architettoniche, le FART intendono costruire nuove stazioni per tutte le fermate della Centovallina. I piani pubblicati dalle FART, così come le realizzazioni di Verscio e Camedo, vanno però oltre e dimostrano un cambiamento radicale di paradigma estetico e funzionale. Le aree verdi e le amenità a misura di utente lasceranno il posto a piazzali asfaltati e aiuole di ghiaia stabilizzata. A seguito di queste conseguenze paesaggistiche in apparente contrasto con la Legge Cantonale sullo sviluppo territoriale (LST, art. 104 e art. 104, cpv. 2) – che promuove un uso misurato del suolo e la valorizzazione del paesaggio in quanto bene comune – anche la praticità delle nuove stazioni è contestabile.
Da quanto abbiamo saputo, per la piccola stazione di Intragna l’abbattimento dovrebbe anche permettere la posa del terzo binario (proprio necessario?).
Al posto della deturpazione delle stazioni esistenti, si chiede che il lodevole obiettivo di abbattimento delle barriere architettoniche per persone in situazioni di disabilità venga coniugato con l’ottimizzazione funzionale dell’infrastruttura e la valorizzazione estetica del luogo.
La ristrutturazione e manutenzione delle stazioni esistenti rinvigorirebbe l’identità culturale locale e l’apprezzamento di ogni tipo di utente, da abituale a turista. Rispetto alle somme stanziate dalla Confederazione per le nuove stazioni, questo si tradurrebbe inoltre in un minore investimento di denaro pubblico, e allo stesso tempo in un maggior giovamento all’economia locale, tramite posti di lavoro a lungo termine, non contemplati nella rapida realizzazione di manufatti a bassa manutenzione.
Vedremo come andrà a finire!
FRG
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