Un espresso e pessime notizie

Mag 4 • L'opinione, Prima Pagina • 445 Views • Commenti disabilitati su Un espresso e pessime notizie

La mattina, accompagnare la lettura dei quotidiani con una tazzina di caffè è un rito, una piacevole abitudine almeno per quanto attiene la qualità della bevanda. Invece, per ciò che passa il convento mediatico-cartaceo, c’è poco da stare allegri! Anzi c’è da mettersi le mani nei capelli. In prima pagina un bel titolone a caratteri cubitali ci informa che proseguono i colloqui riguardanti l’accordo istituzionale con l’UE, ovvero come farci sottomettere in casa nostra da una istituzione che vanta un parlamento dove siedono, come afferma l’europarlamentare ungherese Eniko Gyori che citiamo: – «anche criminali» (fdc). Dopo la condanna della Svizzera da parte della CEDU sul clima e i diritti umani, la nostra avversione nei confronti di certe ammucchiate si è ulteriormente rafforzata. Sugli inquinatori seriali – USA, Cina, India, Brasile & company per citarne alcuni – la CEDU invece tace, quindi acconsente! Cronaca locale: un tizio ha accoltellato, per futili motivi, una persona che ora versa in gravi condizioni. La nazionalità dell’aggressore non viene menzionata: chissà perché. Il fatto è un preoccupante «dejàvu» e, come d’abitudine, poi si verrà a sapere che l’aggressore è un richiedente l’asilo! Leggiamo il pezzo scuotendo il capo e ordiniamo un altro caffè, accompagnandolo con una sigaretta. «Il fumo uccide», si legge sul pacchetto che contiene le «bionde». Fra di noi pensiamo che si muore anche per meno, per un banale litigio tra gli sfaccendati senza arte né parte che generosamente ospitiamo e che trascorrono giornate intere a spese del contribuente. Da questo lato sotto il sole nulla di nuovo, grazie all’ignavia del nostro CF, ora comunque attivo per organizzare l’inutile riunione di «alto livello» sul Bürgenstock. Per «alto livello», s’intende forse quanto ci costerà questa sceneggiata? Non lo sapremo mai! Una cosa è certa: Putin non ci sarà e ora se n’è accorto anche Cassis!

Si torna a parlare della tredicesima AVS. In pratica questa mensilità retributiva aggiuntiva, la pagheremo noi con l’aumento di tasse e balzelli, quindi nessun regalo. Quello, invece, lo faremo versando all’Ucraina qualcosa come cinque miliardi per la ricostruzione, mentre il conflitto prosegue, così come la corsa agli armamenti e la minaccia di usare testate nucleari. In quel caso non ci sarà più nulla da costruire! Un altro articolo è dedicato alla crescente conversione all’Islam di molti «nostri» giovani! Come il quindicenne radicalizzato che a Zurigo, ha accoltellato un uomo di religione ebraica? Sicuramente, quei «nostri» sono stati naturalizzati con troppa superficialità e sappiamo benissimo chi ringraziare! Intanto il rischio di attentati in Europa, da parte di fanatici islamisti fondamentalisti, è assai probabile. Per settantadue vergini, vale la pena farsi esplodere e in un attimo ti ritrovi in Paradiso. Viviamo nell’ anno di disgrazia 2024, eppure non si direbbe!

Voltiamo pagina. Si parla di un processo per malversazione, uno dei tanti, e della relativa sentenza. I soliti furbetti hanno arraffato un po’ di milioni. Notoriamente, il diavolo con i coperchi ha poca dimestichezza quindi, dopo essere stati beccati con le mani nella marmellata, i disonesti dovrebbero pagare. La sentenza però ci fa torcere il naso: dopo aver scontato pochi mesi di carcere preventivo, eccoti la condanna, edulcorata grazie alla solita condizionale. A fronte dell’ammontare del maltolto una vera inezia. Rubare una mela costerebbe assai di più! E allora ci sorge il dubbio riguardante il meccanismo della bilancia della giustizia: sicuramente è difettoso e necessita una radicale revisione. Solleviamo lo sguardo dal giornale. Gli aromi dei caffè che si stanno preparando al bar ci solleticano le narici. Ce ne facciamo un altro, tanto nervosi lo siamo già eanche un tantinopiù inviperitidi prima. Altra notizia. Una banda d’imbecilli ha letteralmente imbrattato uno storico monumento e non è la prima bravata di stampo Gretina, la «Goddess» della delirante ideologia verde. La notizia, pur facendoci montare la classica mosca al naso, non ci sorprende più di tanto. Gli ecoterroristi si permettono di tutto e di più, e nessuno li tocca, anche quando bloccano il traffico, imbrattano facciate e fanno uso di coloranti che riversano nei corsi d’acqua, come accaduto a Venezia e non solo! In vacanza ai tropici, comunque, gli ambientalisti d’assalto ci vanno in aereo: certo che in fatto di coerenza proprio non ci siamo. Intanto sta soffiando un po’ di vento che fa increspare il lago e alzare in volo uno stormo di cormorani! A loro è dedicato un articolo di spalla. I verdi si oppongono a eventuali misure per limitarne la presenza. Di conseguenza i pescatori – e a giusta ragione – ribattono che, di questo passo, considerata la voracità di questi pennuti, di pesci nel lago ne rimarranno ben pochi. Chissà, forse è per questo che andiamo alla pagina dei necrologi. Parecchi gli annunci che riguardano persone passate a miglior – almeno si spera – vita. Uno riguarda un giovane che ha deciso di porre fine ai suoi giorni. Lo si capisce leggendo il testo di commiato. Sono tempi difficili questi. C’è tanta insicurezza, troppa precarietà e anche disperazione. Non abbiamo più voglia di leggere. Non ci attirano nemmeno le pagine sportive. Leggendo, il morale è sceso e di molto. Quello che dovrebbe essere il solito piacevole rito non è più tale. Un tantino depressi paghiamo il conto e ce n’andiamo accendendoci un’altra sigaretta, tanto con il futuro a tinte fosche che ci attende, che male può farci?

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