Banca Nazionale Svizzera e inutili critiche!

Mar 8 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 49 Views • Commenti disabilitati su Banca Nazionale Svizzera e inutili critiche!

Negli scorsi giorni il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Thomas Jordan, ha comunicato che alla fine di settembre lascerà il suo incarico.

Il suo annuncio ha sorpreso un po’ tutti.

Questo valido banchiere, che era subentrato all’inizio d’aprile del 2012 a Philipp Hildebrand che dal 2010 al gennaio 2012 era stato il suo predecessore (costretto a dimettersi in seguito polemiche sul commercio di valuta di sua moglie), nato nel gennaio del 1963, ha diretto con competenza e autorevolezza la nostra BNS.

Ricordiamo che durante i 12 anni durante i quali ha presieduto la BNS, si è trovato a confrontarsi con alcune importanti e delicate problematiche nel campo finanziario. A partire dall’abolizione del tasso di cambio fisso di 1,20 con l’euro che era stato introdotto nel 2011. Questo annuncio scosse i mercati e traumatizzò il settore delle esportazioni con un cambio con l’euro che crollò per poi adagio adagio riportarsi alla parità con la nostra moneta.

Nel 2014 vi fu un’altra novità, per contenere la forza della nostra moneta, l’introduzione dei tassi negativi durati ben otto anni. Per arrivare a tempi recenti con la crisi del Credit Suisse, il 15 gennaio del 2015. Era diventato il volto della nostra banca nazionale in un periodo nel quale i banchieri centrali sono stati confrontati spesso a dover tranquillizzare i mercati per dar stabilità all’economia. La sua attività, alla BNS era iniziata oltre un quarto di secolo fa e fu chiamato improvvisamente, nel 2012, a presiedere la direzione generale.

L’UDC cha reagito con rammarico alle sue dimissioni, affermando che egli «godeva di una fiducia quasi cieca». Sempre l’UDC auspica che il successore abbia una personalità simile a quella di Jordan. Cosi è espresso il capogruppo Thomas Aeschi. Il consigliere nazionale di Zugo e presidente della Commissione dell’economia e dei tributi del C.N.: «È stato un garante della stabilità della BNS».

Il PS, secondo noi, ha espresso un parere, che forse andava maggiormente meditato: ha chiesto «la fine della “monarchia ereditaria” in seno alla BNS, sostenendo che Jordan ha nominato più o meno da solo il suo successore Martin Schlegel e che quest’ultimo – attuale vicepresidente – riceverà probabilmente l’incarico. Secondo il partito, è tempo di avere una donna al timone e di dotare la BNS di una Direzione generale allargata. Il partito auspica che il successore riporti l’istituto centrale elvetico a procedere alle distribuzioni degli utili in conformità con quanto prescritto dalla Costituzione. Essa assegna infatti alla BNS due compiti chiari: perseguire una politica monetaria nell’interesse del paese nel suo complesso e distribuire i due terzi dei suoi utili ai cantoni.

Dalla fine del regime dei tassi d’interesse negativi, tuttavia, l’istituto ha trasferito oltre otto miliardi di franchi di interessi alle banche, mentre la Confederazione e i cantoni sono rimasti a mani vuote a causa della “contabilità arbitraria” della BNS», scrive il PS in una nota.

Come si fa sa distribuire gli utili se non ce ne sono? Inoltre, la richiesta poi di avere una rappresentante del gentil sesso, dimostra la scarsa coerenza di questo partito.

Perché non indica il nome di chi potrebbe essere la candidata a sostituire Jordan.

Noi non ne consociamo!

FRG

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