Aprite la Svizzera!

Mag 29 • L'opinione, Prima Pagina • 39 Views • Commenti disabilitati su Aprite la Svizzera!

Dalla Weltwoche del 21.05.2020 l’editoriale di Roger Köppel

Roger Köppel, Consigliere nazionale e capo-redattore della Weltwoche

La Svizzera ha perso la testa. È governata da sapientoni.

Fintanto che il Consiglio federale non ammetterà che il lockdown è stato un errore, non usciremo tanto facilmente da questa follia.

Il governo agisce come un inquilino che dà fuoco alla casa per disinfestare la soffitta da un vespaio.

Adesso tutti si danno pacche sulle spalle: «Urrà, le vespe sono state debellate.» Ma la Svizzera rischia di andare in cenere. Questo è ciò che, da settimane, la Weltwoche critica come «esagerazione».

Invece di ammettere i propri errori, il Consiglio federale diffonde utili falsità. La politica del panico di Berna ha funzionato ed evitato migliaia, quando non addirittura decine di migliaia di morti.

Dov’è la prova?

Gli ospedali non sono mai stati sovraccarichi. Le peggiori previsioni apocalittiche in materia di decessi si sono dimostrate insensate.

Involontariamente, anche dei ricercatori dell’ETH hanno smentito il Consiglio federale. Involontariamente, perché non appena rese note le loro critiche scoperte, le hanno ritoccate, abbellite e adattate. Tanto più è grande il potere di un governo, quanto minore è la sua disponibilità a essere contraddetto.  Ma le fastidiose scoperte sono rimaste.

Il lockdown era inutile. Le relative curve del contagio stavano già abbassandosi. I suoi obiettivi erano già stati raggiunti prima del 17 marzo, quando il Consiglio federale ordinò il lockdown.

Delle misure straordinarie dovrebbero essere altrettanto straordinariamente ben motivate. Quando lo Stato interviene così duramente, deve avere delle basi ultra solide.

Niente di tutto questo s’è visto nelle ultime settimane. Perfino il paragone con il nemico preferito dai media, l’Ungheria, risulta favorevole alla Svizzera.

Il tanto vilipeso Viktor Orbán ha ottenuto i suoi pieni poteri a seguito del coronavirus, del tutto correttamente, per decisione della maggioranza del parlamento. Il Consiglio federale, i pieni poteri se li è presi da sé – dopo una sessione primaverile del parlamento prematuramente e inutilmente interrotta.

A fine mese, il premier ungherese Orbán riconsegnerà i pieni poteri. Il Consiglio federale non si sogna nemmeno di rinunciare alla «situazione straordinaria».

Il noto giurista zurighese Andreas Kley, con riferimento al caso corona svizzero, parla di «autoaccaparramento del potere da parte dell’esecutivo» extra costituzionale. Il Consiglio federale si giustifica con una pandemia che, secondo i medici specialisti di cure intense, per il 99,5% della popolazione ha un decorso meno complicato di quello di una grave influenza.

Cosicché, dovremo sopportare ancora per settimane, se non mesi, le costose stupidaggini del governo. La Svizzera rimane ostaggio del suo governo. Mai ci fu tanta economia pianificata e una tale mancanza di libertà.

Chi si prende la briga di studiare le prescrizioni precauzionali della Confederazione, si perde in un incubo burocratico. Su piazze e strade vigilano pattuglie di polizia. Vaste parti di sedimi pubblici rimangono sbarrate. Eventi culturali e sportivi sono proibiti, le chiese chiuse. In compenso, i contribuenti sono chiamati a finanziare i crediti ai club sportivi professionisti, le cui star del calcio girano in Lamborghini.

Deliberatamente, il Consiglio federale distrugge imprese, esistenze, annienta patrimoni pubblici e posti di lavoro in misura mai vista. Le conseguenze del lockdown per la salute, in particolare per gli anziani che sono stati terrorizzati affinché rimanessero a casa, sono gravi. E tutto ciò solo perché il governo rifiuta di ammettere un errore.

Al contrario. La falsa affermazione secondo cui la politica del panico avrebbe fatto  il miracolo, diventa ora la ragione per la quale non le si deve porre termine.

È socialismo quando i governi portano avanti i loro progetti semplicemente, senza riguardo per le perdite. Quando lo Stato con i suoi obiettivi sta al di sopra di tutto. Quando nulla è spiegato e tutto viene creduto. Quando i media non criticano più l’autorità, bensì rendono sospetto chi critica l’autorità. Socialismo ü quando l’errore viene prolungato al fine di giustificarlo.

Probabilmente sarebbe bastato proteggere fin dall’inizio in modo particolare le persone a rischio nelle case anziani, i soggetti con patologie pregresse e il personale sanitario. Che le mascherine e le distanze sociali abbiano davvero un effetto su tutti, è controverso. I contagi negli spazi aperti rimangono non dimostrati. La campagna di terrore delle autorità, che fanno di ogni erba un fascio, è sbagliata e grottescamente esagerata. Ma il Consiglio federale non vuole distanziarsi dai propri errori.

Ancora oggi, a ogni incontro con i media, il massimo funzionario federale in materia di coronavirus, Daniel Koch, diffonde con voce sepolcrale pessimismo. Mette risolutamente in guardia contro il  «grande rischio» che i party notturni estivi costituiscono per i festaioli. Su che cosa queste sue nere previsioni? Ben poco di ciò che Koch paventava è successo. Per difendere il lockdown, Berna mette in guardia ora contro una «seconda ondata». Ma ce n’è stata davvero un prima?

Gli esperti vanno ascoltati, certo, ma gli esperti non sono Dio. E niente scagiona il Consiglio federale dalle proprie decisioni.

L’icona britannica del coronavirus, Neil Ferguson, il super esperto, ha dovuto dimissionare per non aver osservato le regole da lui stesso raccomandate. L’Imperial College di Ferguson prevedeva oltre due milioni di morti da coronavirus negli USA e circa 500’000 vittime in Gran Bretagna. Nulla di ciò si è anche solo minimamente avverato. I modelli computerizzati di Ferguson vengono nel frattempo massacrati dagli esperti informatici come «totalmente inaffidabili». A metà marzo sono stati determinanti anche per il lockdown in Svizzera.

Ancora oggi stiamo buttando a mare la nostra democrazia a causa di qualche decina di contagi al giorno. Nessuno sa se davvero l’arresto dell’economia abbia salvato anche solo una vita umana. La Svizzera ha perso la testa, perché è governata da sapientoni.

Comments are closed.

« »