All’ombra del minareto

Feb 21 • L'opinione, Prima Pagina, Sport e Cultura • 191 Views • Commenti disabilitati su All’ombra del minareto

Anna Lauwaert, Loco

Da dove viene il ramadan?

Chi ha soggiornato in paesi caldi sa che ci si alza presto per lavorare durante le ore sopportabili. Durante le ore calde si fa la siesta e si riprende quando le temperature si rinfrescano.

All’origine era il “mese della carestia” e della fame. È la fine delle scorte, i granai sono vuoti e il prossimo raccolto non è ancora maturo. Quindi si applica il principio “chi dorme desina”…

Passare la giornata sonnecchiando all’ombra delle palme non è un problema in paesi torridi come l’Arabia. Al contrario, noi, in Occidente, lavoriamo dall’alba fino al tramonto appunto per approfittare della luce e del caldo del sole.

Sono due situazione completamente contrarie e incompatibili.

Per i musulmani che sono venuti a vivere da noi non c’è alternativa: o lavorare secondo le nostre esigenze e non praticare il ramadan, o praticare il ramadan ma allora non sono in condizioni di salute per rispondere alle esigenze delle nostre attività. Esempio: operai su cantieri, sotto la stecca del sole, senza bere? Conducente di bus o chirurgo in sala operatoria che sviene per ipoglicemia?

Esiste un’alternativa: il digiuno può essere rimpiazzato con offerte in denaro destinate ai poveri. Però questo non fa gli affari dei supermercati

Attualmente da noi, invece di questa soluzione razionale, si assiste a un irrigidimento che manifestamente è un atteggiamento politico di rivendicazione, ma anche un interesse commerciale.

Il ramadan è diventato sì un digiuno durante il giorno, ma anche una grande abbuffata festosa durante la notte e quindi diventa un boom per la cifra d’affari dei supermercati… come è il caso per l’halal.

La macellazione rituale è anche una misura di igiene in paesi torridi che non dispongono di frigoriferi, né di congelatori (come nei villaggi dove ho soggiornato in Pakistan e dove c’è a malapena elettricità). Appena dopo l’uccisione inizia la putrefazione. Da lì il divieto di consumare animali morti incoscienti e la necessità di dissanguarli al più presto. Queste condizioni non sussistono con le tecniche del freddo in Occidente, ma “la legge” musulmana non è “adattabile” il che è in conflitto con le nostre leggi.

Che cosa è l’halal?

All’origine, è l’haram che conta, cioè “il vietato”. Tutto ciò che non è vietato è permesso.

Però non comperare certi prodotti non rende molto per il business, invece rimpiazzare “ciò che è vietato” (che è poco) con “ciò che è autorizzato” (che è molto), apre un business illimitato da qui la promozione del “certificato permesso” cioè il “certificato halal”.

Ogni alimento, vestito, prodotto d’igiene, tessuto, cioè assolutamente tutto può ricevere un marchio “permesso” è un mercato/business infinito.

Così, nei supermercati si trovano scaffali di “halal” in tutti i reparti addirittura per il turismo, viaggi, alberghi, finanza, ecc. … all’infinito. È il business più furbo degli ultimi tempi: non ha nemmeno bisogno di pubblicità! Basta il marchio “halal”.

Florence Bergeaud Blackler spiega come è stato inventato l’halal nel libro “Le marché halal ou l’invention d’une tradition”.

“Il mercato halal non è nato a caso, ma è stato organizzato nella prospettiva di un mercato liberale mondiale cominciato all’inizio del XX° secolo. Questa “tradizione” è stata inventata in modo che “il permesso” diventi “l’obbligatorio”.

L’halal nasce con la “fatwa del Tranvaal” del gran muftì d’Egitto e viene sviluppato con l’aiuto… della Nestlé… che diventa il primo produttore di halal nel mondo.

Nel 2010 succede la combinazione tra prodotti “etici”, industria dell’halal e finanza islamica… Si passa dalla purezza rituale alla purezza industriale e un commercio mondializzato direttamente concorrente con il commercio normale.”

Ogni persona che s’interessa al tema islam o al commercio e ogni politico devono ascoltare questo video, che è particolarmente chiaro anche sulla strategia dell’islamizzazione dietro le quinte.1

Quali sono altri metodi di islamizzazione?

– L’articolo del Wallstreet Journal spiega come la moschea di Monaco di Baviera è stata costruita per i superstiti musulmani delle truppe SS con l’aiuto dei Fratelli musulmani e cita personaggi noti ancora oggi in Svizzera e Ticino.2 3 4

– La propaganda come il libro della ex nazista Sigrid Hunke “Il sole di allah brilla sull’Occidente”.

– L’ideologia secondo la quale il mondo arabo-musulmano sarebbe “fondatore” della nostra civiltà. Ad esempio, l’algebra che, però, non è araba-musulmana, il suo “inventore” al Khwarizmi era persiano; lo zero è stato inventato dai Babilonesi, ecc.5

– Nel suo libro “Aristote au Mont Saint Michel”, Sylvain Gouguenheim spiega che non gli Arabi bensì i monaci cristiani ci hanno trasmesso i filosofi greci.

– Numerosi autori smitizzano il mito della Spagna felice sotto l’occupazione musulmana, tra cui Serafin Fanjul: “al andalus, l’invenzione di un mito”. Dario Fernandez-Morera: “ Cristiani, ebrei, e musulmani nel Al-Andalus, miti e realtà”. In “Le livre noir de l’islam” Jean Robin evoca le guerre con le quali l’islam si è propagato e imposto.

– Altri metodi più sottili: i cimiteri, poiché la terra dove è stato sepolto un musulmano rimarrà per sempre musulmana.

– L’immigrazione – Machiavelli scrisse che per impadronirsi di un territorio l’immigrazione di coloni è più efficace e meno costosa che inviare eserciti.

– Oltre al ricatto “islamizzazione contro petrolio” c’è il fatto che i nostri politici non sanno che cosa è l’islam e oggi sono terrorizzati dalla possibilità di rivolte violente come nelle banlieues francesi. A tutto ciò si aggiungono gli interessi delle multinazionali…

 

1 https://www.youtube.com/watch?v=9CRAMA2x6A8 )

2 https://www.checkpoint-online.ch/CheckPoint/Histoire/His0021-MosqueeIslamisteMunich.html

3 https://www.bvoltaire.fr/alexandre-del-valle-lislamophobie-est-larme-fondamentale-des-freres-musulmans/

4 https://resistancerepublicaine.com/2019/12/07/le-projet-alexandre-del-valle-explique-le-plan-de-califat-mondial-des-freres-musulmans/

5 https://ripostelaique.com/non-le-zero-na-jamais-ete-arabe-ni-les-autres-chiffres.html

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