Acquisto palazzo EFG: una palla di neve che rotolando si trasforma in una valanga
Così può essere definito l’acquisto del palazzo ex Banca del Gottardo di proprietà della Banca EFG.
Seppure apparentemente il Decreto legislativo posto in votazione sembrerebbe essere circoscritto all’acquisto dello stabile e alla progettazione della ristrutturazione, in realtà, de facto, questo comporterà a cascata, tutta una serie di ulteriori crediti legati l’uno all’altro.
Dopo l’acquisto dello stabile ex Banca del Gottardo verranno infatti automaticamente stanziati ulteriori Fr. 55 Mio per importanti lavori di ristrutturazione di questo stabile (ridotti in un secondo tempo a Fr. 37 Mio per tentare di correggere il tiro, ma questi Fr. 18 Mio di differenza, non sono risparmi, bensì lavori posticipati al 2024. Si tratta dunque di un «risparmio fittizio»).
Ai suddetti importi andranno poi sommati oltre Fr. 5 Mio per la ristrutturazione dello stabile di Via Bossi, sede dell’attuale Pretura di Lugano e dei Giudici dei provvedimenti coercitivi, dove verrà trasferito transitoriamente il Ministero Pubblico durante i lavori di ristrutturazione dell’attuale Palazzo di giustizia (per altro gli spazi di Via Bossi non saranno sufficienti per ospitare l’intero Ministero Pubblico).
I lavori di ristrutturazione del Palazzo di giustizia comporteranno un ulteriore costo per Fr. 83 Mio, oltre Fr. 12 Mio per interventi urgenti da farsi a breve.
L’intera operazione avrà un costo di circa Fr. 224 Mio (senza contare gli sforamenti in corso d’opera +25%, per cui altri Fr. 56 Mio) e la famosa «cittadella della giustizia» verrà completata fra 15 anni, se tutto va bene.
Inoltre, non bisogna poi dimenticare i futuri costi di gestione e amministrazione ordinaria del palazzo ex Banca del Gottardo, quantificati nel 2019 in oltre Fr. 2.7 Mio (con gli interventi di ristrutturazione si risparmieranno solo Fr. 200’000.–).
Questo significa che oltre al prezzo d’acquisto e i costi di ristrutturazione, bisognerà considerare un ulteriore importo di Fr. 75 Mio per i prossimi 30 anni. Questo solo per palazzo ex Banca del Gottardo.
L’UDC non è contraria di principio all’acquisto del palazzo ex Banca del Gottardo, ma il prezzo di Fr. 76 Mio è decisamente eccessivo!
Che il prezzo sia esorbitante è dimostrato da due aspetti. Inizialmente il prezzo era stato fissato a Fr. 80 Mio. Questo importo aveva fatto storcere il naso a molti e nel corso del 2023, nel giro di pochi mesi, esso è stato abbassato a Fr. 76 Mio. Se la trattativa fosse stata seria e ponderata, non sarebbero certo spazzati via ben Fr. 4 Mio nel giro di poco tempo. Inoltre, le trattative fra il Consiglio di Stato e la banca EFG sono in corso dal 2019. Sono trascorsi ben 5 anni e nessun altro acquirente si è fatto avanti per acquistare lo stabile.
Noi riteniamo che ci possano essere dei margini di manovra per rinegoziare un prezzo più basso.
Nella seduta del mese di febbraio di quest’anno, in Gran Consiglio l’UDC aveva proposto un emendamento che concedeva lo stanziamento di Fr. 66 Mio per l’acquisto dello stabile, anziché Fr. 76 Mio.
Un risparmio minimo di soli Fr. 10 Mio, eppure è stato stupefacente constatare che, in un periodo nel quale si sbandiera la necessità di fare dei risparmi e i cittadini fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, il Gran Consiglio non abbia accolto la proposta UDC!
Per confondere le acque, taluni ci tacciano di non avere cura degli imprenditori locali, che saranno chiamati ad effettuare i lavori di ristrutturazione. Nulla di più falso! Poiché essere oculati nella gestione del denaro pubblico non significa essere contro l’economia!
È un dato di fatto che l’attuale palazzo di giustizia ha bisogno di interventi urgenti e non si può certo attendere il 2036, per dare avvio ai lavori di ristrutturazione. È infatti inconcepibile che si sia dovuto posare sul soffitto nei corridoi una vasca per contenere le perdite d’acqua quanto piove. Per l’UDC i lavori al Palazzo di giustizia sono indispensabili, ma questo non significa che non si possano contenere i costi.
Da molti anni la giustizia ticinese è in affanno e soffre di un sovraccarico di lavoro. Basti leggere i vari rapporti del consiglio della magistratura.
Nel 2023 la giustizia è stata potenziata con soli due magistrati, a confronto dell’amministrazione pubblica, che è certamente sovradimensionata.
I milioni di franchi che verrebbero risparmiati sul prezzo di compravendita e contenimento dei costi, potrebbero essere destinati al potenziamento della giustizia. Penso ad esempio alla Pretura penale, alla giudicatura dei minorenni, dove è inconcepibile che la Giudice e la sostituta debbano alternarsi tutto l’anno il picchetto ogni 2 settimane!
Non è ammissibile che l’apparato giudiziario debba chiedere l’autorizzazione per acquistare penne, climatizzatori, ecc, e non abbia a disposizione un budget proprio da gestire!
Il discorso deve dunque essere più ampio: è ora e tempo di uscire dalle rigide logiche settoriali.
I risparmi sugli investimenti, in questo caso sul prezzo e sui costi correlati, possono e devono essere destinati ad altri bisogni impellenti della giustizia ticinese, senza se e senza ma.
Un altro aspetto che bisogna avere la correttezza di dire, sono le tempistiche di tutta questa operazione.
Negli accordi presi con la Banca EFG è previsto che a partire dal passaggio della proprietà a Registro fondiario, l’istituto avrà il diritto di continuare a occupare lo stabile per ulteriori 2 anni, con un diritto d’opzione di un anno.
Questo significa che se, nella migliore delle ipotesi, si approfitterà di questi 2 anni per finalizzare la fase di progettazione e magari anche le gare di appalto (cosa assai inverosimile), al momento in cui la banca lascerà lo stabile, ci vorranno ancora alcuni anni per poter eseguire e portare a termine i lavori di ristrutturazione.
In un’ottica positiva (sempre se non ci saranno ricorsi nella fase di progettazione e nelle gare di appalto), il Tribunale di appello, il Tribunale penale cantonale, le Preture di Lugano, l’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi, la Corte d’appello e revisione penale, la Pretura penale, le ARP e altri uffici amministrativi, potranno traslocare nel palazzo ex Banca del Gottardo non prima del 2030.
La seconda fase, ossia la ristrutturazione dello stabile di Via Bossi, potrà evidentemente essere implementata solo dopo il trasloco delle Preture, per cui il Ministero Pubblico ne potrà prendere possesso non prima del 2036 (ossia fra oltre 10 anni) e solo a quel momento, l’attuale Palazzo di giustizia potrà essere oggetto di ristrutturazione (vi resteranno comunque insediate la polizia e la magistratura dei minorenni che verranno spostate man mano che i lavori procederanno…).
Illusorio credere che l’acquisto del palazzo ex Banca del Gottardo risolva con effetto immediato i problemi logistici della giustizia!
Prendersi altri 3 mesi per ridefinire il prezzo non ha alcuna influenza su tali tempistiche, già lunghe….
Perché solo chi ben comincia è metà dell’opera.
Anche sotto il profilo del progetto «Justizia 4.0» si apre un capitolo.
L’entrata in vigore del progetto federale denominato «Justizia 4.0», che prevede la digitalizzazione degli atti giudiziari, per renderla più efficiente e vicina ai cittadini, entrerà in vigore nel 2026/2027.
Molti cantoni sono già in fase di sperimentazione del progetto pilota «Justizia 4.0». Il Ticino, NO.
Noi saremo comunque in ritardo, ritenuto che fino al 2026/2027 la banca continuerà ad occupare il Palazzo EFG!
Falso dunque pensare che, con l’acquisto dello stabile EFG, il progetto «Justizia 4.0» possa essere attuato a breve e secondo le tempistiche stabilite dalla Confederazione; la prevista digitalizzazione della giustizia va iniziata senza ulteriori attese!
Per concludere: l’acquisto dello stabile ex Banca del Gottardo secondo i termini finanziari così come proposti, è uno spreco di denaro pubblico e non considera le reali necessità della giustizia, soprattutto in questo periodo nel quale si chiedono sacrifici ai cittadini.
Pensateci quando a fine mese andrete a pagare la rata delle imposte.
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