Abolizione del denaro contante: molti i contrari!
All’inizio di gennaio dell’anno scorso, nell’articolo «Denaro contante che fine farà?»,
avevamo già attirato l’attenzione dei nostri lettori sulle possibili conseguenze di una simile decisione. Il 17 gennaio «Swssinfo.ch» informa di in un sondaggio realizzato dall’Uni di San Gallo, con la collaborazione di Philoro, società di commercio di metalli preziosi con sede a Wittenbach (SG). Sono state interrogate 2600 persone fra agosto e settembre, in tutte e tre le principali regioni linguistiche.
Attualmente i pagamenti con carte di credito e altri sistemi, dopo la pandemia Covid, si sono intensificati, ma poche persone sono dell’opinione di rinunciare a banconote e monete.
A monte di questa tendenza vi è la situazione di incertezza geopolitica. In periodi di crisi si accumula più contante come riserva di valore. La statistica dice che in quasi tutte le fasce d’età c’è un amento di persone che prediligono il contante. Fra i 18 – 29enni si passa dal 69 % al’ 82 % (!). Fra i 30 – 39enni dal 70 % all’84 %, fra i 40 – 49enni dal 60% al 87 %.
Mentre fra gli ultra 59enni si va dal 90 al 96%.
Solo un gruppo è in lieve calo, quello dei 50 – 59% che passa dall’88% all’87% (!).
Questa decisione, secondo i partecipanti al sondaggio, è in parte influenzata dalla possibile crisi finanziaria fra uno e tre anni.
Se c’è crisi, non solo si accumula contante, ma anche metalli preziosi e in particolare oro!
Quindi, per ora, possiamo star tranquilli, il contante rimane!
FRG
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