Tribuna elettorale
Ciao, siamo alle u
ltime decisive settimane che portano al voto del 2 aprile.
Ho maturato esperienza politica in Consiglio comunale a Lugano, dove mi sono occupato di molti dossier e ho portato alla luce della politica molte esigenze dei Luganesi.
Come padre di famiglia comprendo bene quali sono gli aspetti più importanti per un genitore nel crescere i propri figli, compito sempre più difficile al giorno d’oggi ma per fortuna ricco di soddisfazioni.
Provenendo dal mondo della finanza, mi stanno a cuore l’economia, la ricerca e lo sviluppo universitario fondamentali per dare attrattività al nostro territorio e creare un futuro più roseo per i nostri giovani sviluppando le condizioni quadro per farli restare in Ticino e non emigrare oltre Gottardo.
Con la mia esperienza e il mio impegno sono pronto a lavorare per il nostro cantone e contribuire a trovare soluzioni che siano eque e giuste per tutti.
Sono sicuro di poter fare la differenza e con il tuo prezioso sostegno, voglio portare con determinazione in Gran Consiglio i temi che a tutti noi stanno a cuore.
Posso chiederti di mettere una crocetta sul mio nome e una buona parola ad amici e conoscenti per la mia candidatura?
Grazie di cuore per il tuo aiuto.
Andrea Sanvido
È ora di mettere mano alle imposte di successione!
Il 1° gennaio 2023 è entrata in vigore parte del nuovo diritto successorio, ai termini del quale, sono state riviste le quote delle legittime che il testatore è obbligato (fatti salvi casi eccezionali) a destinare a determinate categorie di eredi. In particolare, la legittima a favore dei figli è passata da tre quarti alla metà, quella dei genitori è stata soppressa, mentre quella a favore del coniuge è rimasta invariata. L’intento del legislatore è quello di permettere al testatore di disporre con maggiore libertà del proprio patrimonio, per favorire altre categorie di eredi, ad esempio, il p
artner di fatto. La decisione di prelevare o no l’imposta di successione è di competenza cantonale. In Ticino tale imposizione è prevista, con delle esenzioni a favore dei figli, del coniuge e dei genitori. Tutti gli altri eredi, a dipendenza del loro grado di parentela con il defunto, sono chiamati a pagare l’imposta, che per i non parenti può arrivare fino al 40%. La legislazione cantonale in vigore stride con il nuovo principio di poter disporre con maggiore flessibilità del proprio patrimonio, poiché rischia di andare a colpire fiscalmente in modo importante, proprio gli eredi, che il legislatore federale ha voluto agevolare. Un modo come un altro per lo Stato di «fare cassetta». È dunque ora e tempo che l’imposta cantonale sulle successioni venga celermente rivista; in particolare, estendere la cerchia degli eredi esenti, quali ad esempio il partner di fatto, i fratelli e sorelle, i nipoti. Meglio ancora, se la direzione sarà quella dell’abrogazione totale, come per altro richiesta dall’iniziativa Censi, già pendente da 3 anni. Infatti, l’imposta di successione è un prelievo eccezionale e ingiustificato, che lo Stato fa su beni che erano già imposti in capo al defunto e che verranno comunque imposti in capo all’erede nella sua dichiarazione fiscale ordinaria.
Questa sarebbe un’ulteriore misura concreta per lasciare più soldi in tasca ai cittadini!
Il fronte avverso e le vere soluzioni
Se si somma una politica che limita la libertà imprenditoriale con un ambientalismo da salotto, ecco che come risultato finale otteniamo una pericolosa macchina burocratica che non tiene conto delle reali esigenze né delle persone, né delle famiglie e nemmeno dell’ambiente.
Per me, la responsabilità individuale dovrebbe essere alla base di una società sana e consapevole; che però è un concetto molto diverso dalla responsabilizzazione degli individui che si osserva oggi nella gestione dei problemi di questo secolo. Per esempio, minacciare di imporre un limite generale al consumo di carne, limitare i viaggi in aereo, obbligare a destinare le migliori terre fertili del nostro paese a tutto fuorché la produzione agricola, oppure ordinare recinti burocratici e inefficaci per la protezione degli animali da reddito dai grandi predatori, sono false soluzioni populiste che colpiscono direttamente le singole persone, ma che lasciano invece intatte le vere cause del problema ambientale e climatico. Al posto di permettere all’economia e al settore primario di trovare le soluzioni di cui gli individui hanno veramente bisogno, le proposte centralizzate portate avanti da taluni fronti ostili si materializzano per lo più in tasse, divieti e controlli. Credere che sacrificando la sicurezza e la sovranità alimentare, abbandonando l’agricoltura di montagna, risolveremo il problema della perdita di biodiversità, è pura follia; specialmente in un periodo storico come questo. Anche perché si sono introdotte specie invasive come il lupo o l’ontano verde che difficilmente permetterebbero alla biodiversità di prosperare, come invece lo fanno i pascoli e i prati curati e ben tenuti. Pensare di limitare in Svizzera il numero di bovini (già fortemente diminuito negli ultimi decenni), facendo chiudere aziende a conduzione famigliare che allevano gli animali al pascolo, che tra l’altro è oggettivamente la forma migliore per il tanto decantato benessere animale, a favore di qualche industria che produrrà la carne dagli insetti o in laboratorio o da soluzioni vegetali, non ci renderà una società migliore, anzi. E non risolverà i veri problemi.
Dare libertà ai singoli individui, che qui in Svizzera per qualsiasi settore sono ben formati, di produrre quello che i consumatori chiedono, si riflette in un utilizzo intelligente delle risorse come quello che possiamo osservare, per esempio, nella tradizione secolare della produzione del Formaggio d’alpe ticinese; in cui sono gli animali a essere portati al foraggio e non viceversa. Tra l’altro favorendo anche il territorio aperto e il turismo.
Per trovare soluzioni intelligenti e innovative a problemi complessi, servono più libertà e meno imposizioni, più autocontrollo serio e meno burocrazia, che ci sta soffocando.
Sem Genini, deputato LEGA in Gran Consiglio e candidato Lista 13, numero 79


