115’000 firme per l’«iniziativa Bussola»

Set 9 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 235 Views • Commenti disabilitati su 115’000 firme per l’«iniziativa Bussola»

Lo scorso 29 agosto, il comitato promotore della cosiddetta «Iniziativa Bussola» ha depositato le firme raccolte. Gli iniziativisti hanno comunicato che, delle circa 140’000 firme consegnate, oltre 115’000 sono state autenticate (ne occorrevano 100’000). L’iniziativa mira a sancire nella Costituzione federale l’obbligo di sottoporre a referendum obbligatorio (doppia maggioranza di popolo e cantoni) i trattati internazionali, con i seguenti obiettivi:

1. Salvaguardia della democrazia diretta

Garantire che i cittadini svizzeri possano continuare a votare direttamente su decisioni politiche importanti.

2. Sovranità nella legislazione

Assicurare che solo il parlamento svizzero e la popolazione possano emanare le leggi del paese, senza influenze esterne.

3. Prevenzione di un’adesione passiva all’UE

Rifiutare l’adozione di fatto del diritto dell’UE senza un coinvolgimento attivo, evitando così una forma di adesione passiva all’Unione europea.

4. Tutela della competitività economica

Mantenere l’attrattività economica e la competitività della Svizzera attraverso una legislazione indipendente.

5. Referendum obbligatorio per i trattati internazionali

Introdurre un referendum obbligatorio per i trattati internazionali che prevedono l’adozione di disposizioni legislative essenziali, in modo che tali accordi possano entrare in vigore solo con l’approvazione del popolo e dei cantoni.

6. Rifiuto dell’adozione dinamica del diritto straniero

Impedire l’adozione automatica e trasversale di normative straniere, in particolare delle regolamentazioni dell’UE, senza una decisione autonoma.

7. Rafforzamento dell’indipendenza nazionale

Preservare l’indipendenza della Svizzera negli affari internazionali, garantendo la possibilità di prendere decisioni autonome.

Questi gli obiettivi generici ma, evidentemente, quello più urgente e che ha del resto motivato il lancio dell’iniziativa, è quello di contrastare la sciagurata proposta di sottoporre al solo referendum facoltativo (raccolta firme e maggioranza solo del popolo) il trattato di sottomissione all’UE, denominato dal Consiglio federale «Bilaterali III».

Il comitato ribadisce quindi la richiesta che l’iniziativa popolare «Per la democrazia diretta e la competitività del nostro Paese – No a una Svizzera membro passivo dell’UE (Iniziativa Bussola)» sia sottoposta a votazione prima che venga presa una decisione sui trattati con Bruxelles. Ciò è possibile, anche se i tempi sono stretti. I promotori del testo hanno volutamente deciso di non sfruttare l’intero periodo di 18 mesi per la raccolta delle sottoscrizioni, ma di presentare le firme già dopo undici (la campagna di raccolta è stata lanciata lo scorso 30 settembre).

«Consiglio federale e parlamento dovranno ora dimostrare quanto sia importante per loro la democrazia diretta. Sta a loro permettere una decisione politicamente fondata sui trattati con l’UE. Per farlo, dovranno mostrare la stessa volontà di osservare la democrazia diretta che ha dimostrato il comitato d’iniziativa, rinunciando così a tatticismi e non esaurendo i termini», si legge nella nota del comitato promotore. In passato, ricorda il comunicato, il Consiglio federale non ha sempre impiegato tutto il tempo che la legge consente per elaborare un messaggio – per esempio, in occasione delle iniziative sui pesticidi ha sottoposto il suo progetto alle Camere federali dopo poco più di otto mesi.

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