Zibaldone (di tutto un po’)

Feb 20 • L'opinione, Prima Pagina • 1464 Views • Commenti disabilitati su Zibaldone (di tutto un po’)

Dr. Gianfranco Soldati Presidente onorario UDC Ticino

Dr. Gianfranco Soldati
Presidente onorario UDC Ticino

Roger Köppel è uno dei pochi giornalisti svizzeri che difende a spada tratta i sistemi liberali e, per me cosa ancora più meritevole, la libertà, la sovranità, la neutralità e l’indipendenza della Svizzera. Secondo lui chi condivide il suo pensiero è un “nazional-conservatore” (e io lo sono). A proposito di integrazione dei troppi (per me) immigrati le sue idee sono chiare e lucide. Coincidono, come per caso, con quelle messe nero su bianco, nel 1841, da Gottfried Keller, uno dei pochi grandi della letteratura svizzera. “Ogni straniero può diventare un ottimo svizzero, basta che rispetti le leggi svizzere e difenda l’indipendenza del paese. Al contrario, uno svizzero che preferisce le leggi di un altro stato (n.d.a.: al momento si tratta più che altro del preteso e pretestuoso diritto internazionale, che le grandi potenze, in primo luogo gli USA, definiscono e applicano a proprio uso e consumo) non è più uno svizzero genuino. Il concetto di nazione non definisce una discendenza comune, ma si riferisce a una comunità di persone che si riconoscono in uno stato di diritto libero e, nel caso della nazione Svizzera, svizzero”. Punto e basta.

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9 febbraio 2015. Se ben ricordo, per la prima volta da quando mi occupo di politica, nel Mezzo Cantone Basilea Campagna, i partiti cosiddetti borghesi ieri hanno eletto un loro Consigliere di Stato liberale a scapito del candidato socialista. Non che ci si debba rallegrare di una vittoria che potrebbe risultare più unica che rara nel prossimo futuro, e nemmeno di una sconfitta che potrebbe avere la stessa sorte. Ma la Svizzera, da decenni, è in pratica governata da un partito socialista che ottiene dai suoi simpatizzanti un 20% dei voti, cifra più o meno costante, con rallegrante ma modicissima tendenza in giù negli ultimi tempi. Socialisti che sono coadiuvati, ed è logico e onesto che sia così, dai verdi di fuori e rossi di dentro. Assieme, un 30%. Per la Giuda in gonnella mettiamo un 5% di elettori, che come si conviene ad una traditrice che trasforma i suoi seguaci in traditori, votano tutto salvo che i candidati veramente borghesi: ben poco quelli PPD, rarissimamente quelli PLR e mai, assolutamente mai quelli UDC. Per i verdi liberali, si tratta di radicali che per mascherare il loro sinistrismo si aggrappano ad una svolta energetica che in realtà è e rimane un sogno irrealizzabile perché ha contro di sé le leggi della fisica e quelle dell’economia. Subiranno prossimamente una dura sconfitta nelle urne con la loro proposta di sostituire l’IVA con una tassa sull’energia. Contano per un 3%, e arriviamo così al 38% dell’elettorato. Come mai mi chiederà il lettore, oso affermare che un 38% arrivi a decidere le sorti di tutti, a scapito del restante 62%? Per un fatto semplicissimo. Il partito di maggioranza nel 62% è e rimane l’UDC-SVP, con il 28%. Il resto è diviso tra liberali, pipidini e altri minipartitini, Evangelici, Mouvement des Citoyens Genevois e Lega in testa. Questo 34% di elettori più o meno borghesi ha in profonda avversione l’UDC-SVP, rea di averli privati di troppi sostenitori con la sua politica avversa allo straccio di UE che abbiamo di fronte. Agendo come il celebre marito che si mutila per far dispetto alla moglie, ogni volta che per cariche parlamentari a Berna sono in competizione un rappresentante della sinistra del 38% e un democentrista, non esitano ad appoggiare il socialista o il verde multicolore. Lo abbiamo chiaramente constatato a Berna, con la mancata (ri)elezione di Amstutz, a Zurigo con quella di Blocher agli Stati, idem con quella di Toni Brunner a San Gallo.

La stessa cosa accade nelle elezioni municipali delle grandi città, tutte chiaramente in mano alla sinistra per questa aberrazione.

Se quel che è accaduto nel semicantone basilese fosse un segnale che gli elettori (sono sempre più intelligenti dei dirigenti dei loro partiti, che ancora stentano a capire) borghesi hanno capito che la politica dell’automutilazione conduce al disastro, ci sarebbe veramente di che rallegrarsi.

Per onestà intellettuale si deve aggiungere che in fatto di automutilazione i compagni la loro parte la fanno compiutamente. Per esempio mettendo nel proprio programma l’adesione incondizionata all’UE o il mantenimento della libera circolazione mitigata dai contratti collettivi che riempiono le casse già debordanti di milioni dei sindacati (Unia, da sola circa 300 mio). Oppure, lo dico per far ritornare il sorriso sulle labbra del lettore, con le ridicole processioni per render visita ai nostri amici musulmani a Viganello prima, a Breganzona dopo e, forse, a Pugerna poi.

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