Viaggio in treno viaggio sereno!

Dic 16 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 462 Views • Commenti disabilitati su Viaggio in treno viaggio sereno!

Un tempo si diceva «Viaggio in treno viaggio sereno», ma questo detto, a quanto sembra, attualmente non è più in voga. Ne sanno qualcosa i malcapitati passeggeri che lo scorso 26 novembre alla stazione centrale di Milano hanno cercato di rientrare in Ticino a bordo del Tilo partito alle 13.43 e che, dopo poche centinaia di metri, si è fermato a causa di un guasto tecnico!

Pure gli altri due treni delle 18.10 e delle 19.00 non sono ripartiti all’ora prevista.

A quanto riporta il «Corriere del Ticino» del 27 novembre, fra i tanti incolpevoli passeggeri vi era pure l’economista, già consigliere nazionale e direttore della RSI, Remigio Ratti – fra l’altro autore della pubblicazione nel 2016 «L’asse ferroviario del San Gottardo – Economia e geopolitica dei transiti alpini» – che doveva ripartire con un convoglio seguente, ma impedito dal caos esistente alla stazione. Un interlocutore competente e anche corretto verso chi chiedeva lumi.

A quanto riporta il quotidiano di Muzzano, durante la lunga e interminabile attesa, nessuno si è degnato di informare né sui i motivi del ritardo, né tantomeno sul probabile orario di ripartenza!

L’ex consigliere nazionale ha cercato di ottenere delle informazioni! L’unica risposta ottenuta era di scendere dal treno, con il quale lui doveva rientrare oltre confine, in quanto veniva dal rimosso dal binario.

Fra i passeggeri in attesa vi erano non pochi minorenni. Ratti, in relazione a questo spiacevole contrattempo, ha evidenziato la disorganizzazione totale della stazione lombarda e la mancanza di comunicazioni ai passeggeri disorientati e bloccati a terra. Egli chiede di reintrodurre un rappresentante delle FFS in pianta stabile presso la stazione centrale, che possa e sappia dialogare in continuità con il personale della stazione lombarda. Là, attualmente, vi sono solo due funzionari delle ferrovie statali che sanno solo dire: arrangiatevi! Questa proposta è forse azzardata, mette però in evidenza i frequenti, se non giornalieri, disagi che i nostri concittadini rientranti in patria devono affrontare. Giornalmente sentiamo alla radio o alla TV delle varie interruzioni che la ferrovia italiana riscontra. L’esimio Prof. Remigio Ratti ha tutte le ragioni di questo mondo per arrabbiarsi e protestare, ma si ricordi che nella vicina repubblica sono tutti problemi di secondaria importanza. L’importante, o che al popolo interessa, è che funzioni puntualmente l’informazione sul campionato di calcio o sul festival di Sanremo!

Le nostre camere hanno approvato, nei giorni scorsi un credito di 16,4 miliardi di franchi per i prossimi i quattro anni dal 2025 al 2028. Somma ben superiore ai due miliardi del periodo attuale.

L’incremento, oltre a compensare il rincaro, garantirà alle ferrovie la disponibilità di più fondi in termini reali. Le aziende in questione potranno così attuare, futuri progetti già pronti per la realizzazione, per l’accesso senza barriere delle persone con disabilità. Queste spese sono finanziate interamente dal fondo per l’infrastruttura ferroviaria della nostra Confederazione.

Sempre per le ferrovie, il legislativo ha concesso un secondo credito che dà via libera all’impegno di 185 milioni di franchi per altri contributi d’investimento in impianti per il traffico merci dei privati, nei futuri anni 2025-28 e per favorire il traffico merci su rotaia, in particolare quello attraverso le alpi.

Questo finanziamento è pure garantito dai proventi dall’imposta su oli minerali e altro.

Per concludere, il credito quadro sarà prolungato per altri due anni fino al 2026!

Nella confinante repubblica non ci risulta si sia mai sentito parlare!

FRG

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