Echi dal Gran Consglio
Preventivo 2025: non ci siamo!
I dati sono preoccupanti.
Il preventivo 2025 presenta:
- un disavanzo d’esercizio di circa Fr. 68 mio, quando la prudenza e la lungimiranza imponevano già a momento della sua emanazione di non tenere conto degli importi di Fr. 15 mio della tassa di collegamento e Fr. 8 mio del meccanismo della progressione a freddo poiché precari, e di prevedere già allora l’adeguamento delle misure concernenti la RIPAM, poiché era chiaro da mesi che nel 2025 l’aumento dei premi della cassa malati sarebbe stato importante.
Queste poste hanno portato automaticamente a un disavanzo d’esercizio di Fr. 102.6mio;
- abbiamo un capitale proprio negativo pari a Fr. – 372.3 mio e un debito pubblico che nel 2025 supererà Fr. 2.8 miliardi;
- abbiamo delle spese per il personale di oltre Fr. 1.2 miliardi, che il gettito fiscale delle persone fisiche non riesce nemmeno a coprire;
- non vi è traccia di voler contenere gli investimenti, né dare loro una priorità.
Ribadisco: questi dati sono allarmanti, senza considerare l’impatto che i tagli decisi a livello federale avranno per il nostro cantone.
Ma ci sono due aspetti che devono farci preoccupare, oltre che riflettere.
Il primo è la mancanza di volontà, ma soprattutto di coraggio, da parte del governo, di decidere delle misure strutturali e incisive a medio-lungo termine per arginare questo disastro finanziario.
Attendere i risultati dello studio sulla revisione della spesa, significa nascondersi dietro a un alibi, con la conseguenza di perdere ancora numerosi anni nell’inerzia.
Ogni momento, invece, è buono per pianificare risparmi e proporre dei correttivi sulla spesa.
Il secondo aspetto, altrettanto grave, è il mancato rispetto della volontà espressa dal popolo il mese di maggio 2022, quando le cittadine e i cittadini ticinesi votarono il Decreto Morisoli per il pareggio dei conti entro il 2025, mediante il contenimento della spesa e il divieto di riversamento sui comuni.
I dati contenuti nel preventivo 2025 sopraindicati, dimostrano che il tanto declamato e strumentalizzato Decreto Morisoli non è stato attuato.
Il principio che vuole che in Svizzera il popolo sia sovrano, è stato violato e con esso la democrazia diretta.
Attualmente non c’è alcuna visione d’insieme, il dipartimentalismo prevale sulle logiche di lungimiranza, che dovrebbero invece essere il barometro del politico, che ha a cuore le generazioni future.
Alla luce di questa situazione, tutti saremo chiamati a risparmiare con dignità e senso di responsabilità.
Urli e strilli portano e porteranno solo a esacerbare gli animi. È ora e tempo di riposizionarci tutti, e con questo intendo anche i vari gruppi di interesse, e rimettere al centro il bene comune.
Essere responsabili oggi, non significa approvare il prevenivo 2025, ma chinarsi seriamene sulla spesa che si gonfia vieppiù, dalle poste più importanti a quelle più irrisorie.
Esistono molti paradossi, e mi spiego. La logica impone che le persone a beneficio della pubblica assistenza si attivino per reinserirsi nel modo del lavoro. È emblematico che esista una Direttiva cantonale che prevede il versamento di un supplemento di Fr. 100.–, rispettivamente Fr. 300.— al mese, che il cantone versa alle persone in assistenza che decidono di iscriversi agli Uffici Regionali di collocamento. Siamo arrivati al punto che i soldi pubblici servono a pagare le persone per incentivarle a cercare un lavoro. Abbiamo toccato il fondo.
L’UDC ha bocciato il preventivo 2025, per ribadire, così come fatto per il preventivo 2024, che così non si può andare avanti. Bisogna decisamente cambiare rotta!
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