Un inno non è un talent show televisivo!

Giu 26 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 1601 Views • Commenti disabilitati su Un inno non è un talent show televisivo!

Luca Paltenghi Vicepresidente Giovani UDC Ticino

Luca Paltenghi
Vicepresidente Giovani UDC Ticino

La Società svizzera di utilità pubblica ha annunciato che, dopo una prima fase di votazione online, è prevista ora l’apertura di una seconda fase di votazioni per scegliere, tra le tre proposte finaliste, quella che sarà designata quale nuovo inno svizzero. Addirittura durante il mese di settembre ci sarà una fase di votazione in diretta televisiva sui canali della televisione pubblica svizzero-tedesca e romanda. Nessun accenno al Ticino, forse non ritenuto sufficientemente svizzero.

L’inno di un paese dovrebbe rappresentare la sua storia e le sue tradizioni; dovrebbe essere un simbolo attorno a cui stringersi. Con la scusa che il Salmo svizzero è un canto troppo lento, noioso, e che puzza troppo d’incenso, la SSUP si è arrogata il diritto di volerlo cambiare, per renderlo al passo con i tempi. Non si sa bene con quale diritto ha quindi lanciato un concorso che, a detta sua, avrebbe raccolto grande interesse in Svizzera e all’estero. Probabilmente all’estero si saranno chiesti se questi svizzeri non abbiano problemi più importanti a cui pensare che non il cambio del proprio inno. Ma tant’è, la frittata è fatta e presto ci troveremo con una nuova proposta di inno cui la SSUP vuole procurare un buon grado di popolarità, prima di sottoporlo alle autorità federali e magari in votazione popolare. Perlomeno quest’ultimo auspicio, espresso anche da deputati alle Camere federali, costituisce un’ancora di salvezza, cui aggrapparsi per evitare di svendere il Salmo svizzero in nome del politicamente corretto.

Quello che dà più da pensare, leggendo la notizia su alcuni media, è il passaggio seguente: “la questione non è più se sostenere o rifiutare un nuovo inno, ma verte ora sui contenuti dei testi e sulle melodie dei contributi”. Si tratta di un malcelato tentativo da parte della SSUP di suscitare tra la popolazione il consenso accennato prima, quando invece serpeggia il malcontento su un eventuale cambiamento di inno. Un rapido giro sui social media e tra i commenti alle notizie online delle varie regioni del Paese confermano come sia ferma l’opposizione all’abbandono del Salmo svizzero. Era anche stata lanciata una raccolta firme per una petizione che chiede il mantenimento del Salmo svizzero; mentre vari parlamentari di diversi partiti si sono detti fermamente contrari ad una sua sostituzione.

Auspico che questa sceneggiata che riduce l’inno del nostro paese a uno spettacolo televisivo, orchestrata da una società che si arroga il diritto di decidere sui simboli svizzeri, cessi ben presto. Altrimenti ci troveremo prima o poi a dover assistere a un concorso per il cambio della bandiera, perché naturalmente anche la croce bianca su sfondo rosso è poco politicamente corretta.

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